L’ultimo faro

Il nuovo romanzo di Paola Zannoner, L’ultimo faro.

Un bellissimo faro sul mare e tre settimane di vacanza. Per quattordici ragazzi sta per iniziare un’estate magnifica. Un’estate di amicizie, amori e anche piccoli dissapori. Ognuno di loro ha una storia diversa alle spalle, una ferita da nascondere, un segreto da custodire. Come Samuele, sempre pronto ad attaccare briga con tutti; o Fran, che è così timida da non riuscire a parlare con nessuno; o ancora Ahmed, il ragazzo scappato dalla guerra… E poi c’è Lin, tredici anni e un numero di assenze ingiustificate sufficiente a farsi cacciare da scuola. Dalla vita ha imparato due cose: la prima è che non bisogna mai abbassare la guardia, la seconda è che non ci si può fidare di nessuno. Per questo Lin preferisce starsene per conto proprio piuttosto che fare amicizia con i compagni. Ma una scoperta nella cava di pietra ai piedi del faro cambia tutto: uno strano graffito che mette Lin sulle tracce di una misteriosa e romantica storia d’amore. E così, tra calde giornate d’agosto e meravigliose notti stellate, Lin avrà bisogno di tutto l’aiuto dei suoi amici per riallacciare gli ingarbugliati fili del passato, scoprire la verità e vivere un’avventura che la cambierà per sempre.

Le vite sono complicate e se ne può raccontare soltanto piccoli pezzi. Per questo io non credevo molto alla possibilità di narrare, di usare parole per descrivere stati d’animo, per fermare i momenti appassionanti e descrivere il dolore o la felicità. Non pensavo che io, Lin, sarei stata la testimone e la narratrice di questa storia, della vacanza che mi cambiò la vita. Ma il talento è come una balena acquattata in profondità, che quando deve respirare scivola veloce verso la superficie, e salta fuori sbuffando come un mantice. Ti fissa con il suo occhio curioso e sta a te guardarlo con coraggio, con stupore, fino nel fondo della sua visione.”

L’autrice

Paola Zannoner vive a Firenze. Esperta di letteratura, è una delle più importanti scrittrici italiane per ragazzi. I suoi libri, tradotti in diversi Paesi, hanno ricevuto numerosi premi, tra i quali il Bancarellino e il premio Cento. È stata anche finalista del premio Strega.

Titolo: L’ultimo faro
Autrice: Paola Zannoner
Genere: Young Adult
Casa editrice: DeAgostini
Pagine: 368
Prezzo ed. cartacea: 14,90€
Prezzo ed. digitale: 6,99€


Disponibile dall’11 aprile 2017!


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Bambini in fuga

Il nuovo romanzo di Mirella Serri, Bambini in fuga I giovanissimi ebrei braccati da nazisti e fondamentalisti islamici e gli eroi italiani che li salvarono.

Attenta osservatrice degli eventi storici del Novecento, Mirella Serri ha abituato il suo pubblico a storie di incredibile profondità e valore, e torna ora a dare un contributo fondamentale alla conoscenza e alla comprensione della nostra epoca. Il nuovo saggio Bambini in fuga ricostruisce, infatti, l’avventurosa vicenda e le peregrinazioni attraverso l’Europa di un gruppo di giovanissimi ebrei dai 6 ai 17 anni che, dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento tedeschi, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare a Nonantola, paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l’intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro ospitalità e protezione per un anno intero. Un medico e un parroco di Nonantola diventeranno così i primi italiani annoverati fra i “Giusti tra le nazioni”.

Bambini in fuga non è solo la vicenda delle prede, ma anche quella dei cacciatori: all’inseguimento degli orfani vi sono Adolf Eichmann, Adolf Hitler e pure il Gran Muftī, Amīn al-Husaynī, che dopo aver lasciato Gerusalemme è approdato a Berlino. Padre del radicalismo e dell’estremismo islamico, Amīn al-Husaynī ha ricevuto dal Führer l’incarico di limitare l’emigrazione ebraica dall’Europa. Per precludere ai profughi l’ultima via di scampo, Amīn al-Husaynī dà vita anche a una divisione di SS musulmane nei Balcani, ma il suo progetto non conseguirà il successo sperato e non riuscirà a coinvolgere i giovani islamici della penisola balcanica.

Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è dunque una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.

L’autrice

Mirella Serri insegna letteratura e giornalismo all’Università la Sapienza di Roma. Collabora a La Stampa, a Ttl e a Sette-Corriere della Sera. Tra i suoi libri: Carlo Dossi e il racconto (Bulzoni), Storie di spie. Saggi sul Novecento in letteratura (Edisud), Il breve viaggio. Giaime Pintor nella Weimar nazista (Marsilio), I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948 (Corbaccio, 2005), I profeti disarmati. 1945-1948. La guerra tra le due sinistre (Corbaccio, 2008). Ha curato Doppio diario. 1936-1943 (Einaudi) di Giaime Pintor e ha partecipato ai volumi collettivi Donne del Risorgimento e Donne nella Grande Guerra (entrambi per Il Mulino). Con Longanesi ha pubblicato nel 2012 Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980), Un amore partigiano. Storia di Gianna e Neri eroi scomodi della Resistenza (2014) e Gli invisibili. La storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia (2015).

Titolo: Bambini in fuga
Autrice: Mirella Serri
Genere: Saggio
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 256
ISBN: 9788830447486
Prezzo ed. cartacea: 17,60€


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Obisidio il terzo volume degli Illuminae Files

Marzo 2018: è questa data in cui vedremo finalmente l’uscita di Obsidio, il capitolo finale degli Illuminae Files.

In Italia, ancora non ci sono annunci in merito (ma deve ancora essere pubblicato Gemina in italiano, quindi…).

La storia, intreccio tra fantascienza, romance e un particolare modo di raccontare, ha avuto inizio nel 2015 con Illuminae in cui iniziamo a muovere i primi passi in questo nuovo mondo pieno di navi spaziali, società minerarie che non vanno molto per il sottile e una specie di governo planetario.

Il seguito Gemina, arrivato nel 2016, sebbene pecchi per qualche rilassamento nelle scelte narrative, ci ha comunque intrippato (niente spoiler promesso!) con diverse trovate fantascientifiche.

Quindi, Obsidio promette bene e spero davvero che riesca a soddisfare le mie – alte – aspettative.

[Attenzione: se non hai letto i due capitoli della saga, continuando a leggere rischi degli spoiler belli grossi]

From bestselling author duo Amie Kaufman and Jay Kristoff comes the exciting finale in the trilogy that broke the mold and has been called “stylistically mesmerizing” and “out-of-this-world-awesome.”

Kady, Ezra, Hanna, and Nik narrowly escaped with their lives from the attacks on Heimdall station and now find themselves crammed with 2,000 refugees on the container ship, Mao. With the jump station destroyed and their resources scarce, the only option is to return to Kerenza—but who knows what they’ll find seven months after the invasion? Meanwhile, Kady’s cousin, Asha, survived the initial BeiTech assault and has joined Kerenza’s ragtag underground resistance. When Rhys—an old flame from Asha’s past—reappears on Kerenza, the two find themselves on opposite sides of the conflict. With time running out, a final battle will be waged on land and in space, heros will fall, and hearts will be broken.

In parole povere, questa è la presentazione del nuovo capitolo: Kady, Ezra, Hanna e Nik sono riusciti a sopravvivere all’attacco alla stazione orbitante Heimdall e adesso, assieme ad altri 2.000 rifugiati, sono a bordo della nave container Mao. Con la stazione orbitante distrutta e le loro scarse risorse, l’unica opzione che gli resta è quella di tornare su Kerenza, senza ovviamente sapere cosa sia successo lì dopo sette mesi dall’invasione.

Tuttavia, pare che Asha, la cugina di Kady, sia sopravvissuta all’assalto della BeiTech e si sia unita a una specie di resistenza. Quando Rhys – una vecchia fiamma che ritorna dal passato di Asha – ricompare su Kerenza i due si ritrovano nelle due parti opposto di questo conflitto.


 

La casa sull’isola

Il romanzo d’esordio di Catherine Banner, La casa sull’isola.

1914, isola di Castellamare, Sicilia. In una notte d’inverno, due bambini nascono in due case distanti solo qualche centinaio di metri. Il primo è figlio di Amedeo, il medico condotto dell’isola, e di sua moglie Pina. Anche il secondo è figlio di Amedeo, ma la madre è la sua amante, Carmela, moglie del sindaco di Castellamare. Insidioso, lo scandalo si propaga nell’isola e distrugge la reputazione di Amedeo, che è costretto a lasciare il suo incarico e si ritrova a gestire un bar-pasticceria all’interno di una vecchia casa. La terrazza del bar diventa per lui – e per gli abitanti di Castellamare – un luogo da cui osservare e commentare un mondo che cambia vorticosamente e che porta sull’isola la tragedia di due guerre mondiali, lo slancio della ricostruzione, le tensioni sociali e politiche degli anni Settanta, la sfacciata abbondanza degli anni Ottanta e le luci e le ombre del nuovo millennio. Sebbene a Castellamare tutto sembri immutabile, i figli e i nipoti di Amedeo non soltanto vivranno tutti questi cambiamenti, ma v’intrecceranno anche le loro storie di amicizia e d’amore, di morte e di speranza. Perché la Grande Storia è sempre fatta di piccole storie. E s’illumina di una luce nuova se c’è qualcuno disposto a raccontarle. Magari da una casa su un’isola…

L’autrice

Catherine Banner è nata a Cambridge, in Inghilterra. Laureata in Letteratura inglese, ha lavorato come insegnante per alcuni anni. Sposata con un italiano, vive a Torino. La casa sull’isola è il suo primo romanzo.

Titolo: La casa sull’isola
Autrice: Catherine Banner
Genere: Romanzo
Casa editrice: Tre60
Trad. di: Laura Di Rocco
Pagine: 432
Prezzo ed. cartacea: 16,80€
Prezzo ed. digitale: 8,99€


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Abbasso le classifiche dei libri!

Ormai è già da tempo che la rubrica dedicata alla classifica dei libri più venduti è scomparsa dal blog.

Il motivo era abbastanza semplice e avevo avuto modo di darti una mia personale spiegazione anche qui, quando parlammo dei bestseller in generale.

Mi ero, infatti, molto sorpresa di come i libri in classifica difficilmente corrispondessero con le letture realmente discusse dai lettori in quello stesso periodo. Anzi, tornando a ricontrollare dopo qualche tempo, i libri che rientravano in classifica (salvo ovviamente alcune eccezioni) non avevano avuto poi tutto questo ritorno a livello di commenti, valutazioni e interesse da parte del mondo dei lettori.

Oggi, quindi, vorrei tornare sull’argomento, cercando di comprendere meglio come funziona la stesura delle classifiche dei libri. E, se possibile, scongiurare dall’acquisto di un libro solo perché rientra in una classifica (per la serie: non facciamoci gabbare così facilmente!, v. anche la questione fascette).

Innanzitutto, chi si occupa di stilare queste liste di libri-più-venduti sono due società di cui avrai sicuramente già sentito parlare: GfK e Nielsen (che, nel 2015, hanno annunciato una partnership).

Raccolta dati e algoritmi vari sfornano le classifiche che poi troviamo sui maggiori quotidiani, stampa online, ect. ect.

Insomma, alla fine si ottiene un discreto ritorno in pubblicità e un’attenzione verso il libro-più-venduto quasi capillare.

Tutto bene, quindi?

Oddio, quasi

Attenzione, non metto affatto in dubbio che il libro in vetta alla classifica abbia venduto più degli altri o che l’ultimo abbia avuto più successo dei libri che non sono riusciti a rientrare in classifica. Il punto, però, è quanto? Cioè di che numeri stiamo parlando?

Considerando quello che avevamo già avuto modo di dire circa l’ottenimento dello status di bestseller, per le classifiche ci sono alcuni dati importanti da valutare e tenere a mente.

In primo luogo, il campione di riferimento. Le due società di servizi di analisi statistica ricevono le proiezioni di vendita (non le vendite effettive che saranno valutate in un secondo momento) di circa 900 punti vendita (su circa 1.400 come fa notare IlPost.it). Da questi “punti vendita di riferimento” però dobbiamo escludere quello che, negli ultimi anni, è diventato il colosso delle vendite di libri: Amazon (e con lui sono esclusi anche tutti gli altri rivenditori online).

Da escludere anche la grande distruzione (supermercati e autogrill) e tutto il comparto ebook (che sta vedendo, proprio negli ultimi anni, una grandissima impennata).

Cosa resta, quindi? Librerie indipendenti o legate a grandi gruppi come Feltrinelli, Mondadori o Giunti, ma di queste – dicevo – ne vengono prese in considerazione solo una parte (900 su 1.400).

A prescindere dal campione di riferimento, però, c’è anche un altro tasto dolente: i numeri. Perché nelle classifiche ci viene riportata la percentuale… ma in cifre grezze cosa significa?

Per darti un’idea della media che registriamo in Italia: circa i tre/quarti dei titoli pubblicati arrivano – talvolta con fatica – a tre copie vendute… in un anno.

All’estremo opposto, nell’Olimpo dei bestseller, una decina – risicata – di libri ottiene l’ambìto alloro del più-venduto. Per rientrare in questo Pantheon di cellulosa deve aver venduto almeno 50.000 copie.

Considerato questo e il fatto che le classifiche vengono aggiornate e riviste ogni settimana, quanto deve aver venduto un libro per rientrare in classifica?

…e il punto è questo: boh. Potrebbero anche bastare qualche centinaio di copie dato che una soglia minima per l’ingresso in classifica non pare esserci.

Secondo quanto riporta La Stampa, i capofila ex aequo dei best-seller di una delle passate settimane hanno venduto circa quattromila copie (4350, per la precisione) e tenendo sempre ovviamente conto che solo alcune librerie rientrano nel campione di riferimento per stilare poi la classifica.

Il successo (o meno) di un libro potrà essere noto – forse – solo a fine anno o al sesto mese dalla pubblicazione (in generale quando, secondo contratto con lo/la scrittore/scrittrice viene fatto questo conteggio): dalla tiratura (cioè le copie che il distributore ha distribuito) andranno sottratte le copie effettivamente vendute e i famosi resi (cioè le copie rimaste invendute che la libreria rispedisce alla casa editrice).


Riferimenti