The Store recensione

Titolo: The Store
Autori: James Patterson con Richard Dilallo
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017
Titolo in Italia: The Store
Anno di pubblicazione ITA: 2017
Trad. di: Federica Garlaschelli

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione – 

Una casa con tre camere da letto, quattrocento dollari d’affito mensile (metà del quale rimborsato dal datore di lavoro), una zona ben distante dal trambusto e dalla frenesia newyorkese (Nebraska) e, come vicini, i tuoi colleghi di lavoro.

Questo è quello che The Store offre ai suoi dipendenti dalle mansioni più “umili”; questo è quello che offre a Jacob e Megan Brandeis, ex scrittori mangiati dallo strapotere proprio del mega-negozio in ogni settore – soprattutto nella produzione di libri.

Perché The Store non è solo IL negozio: è anche… uno stile di vita e un mondo a sé stante.

E infatti c’è qualcosa che non torna. I vicini sono davvero troppo ordinati, precisi, educati e patinati come le copertine delle riviste; tutti in città conoscono i nomi dei Brandeis, conoscono la loro agenda e i loro appuntamenti personali e li salutano come se fossero amici-da-sempre; la piazza cittadina è piena di vecchietti mentre la biblioteca è sospettosamente deserta.

La casa dei Brandeis poi, arredata come gli stessi Jacob e Megan avrebbero sempre voluto sistemare la loro, ha una dispensa ben rifornita con tutti i loro prodotti preferiti (anche quelli che la madre rifiuta ai due figli, Alex e Lindsay); sul ripiano della cucina si materializzano i cibi da cucinare per la cena e poi… qui si fa inquietate: ci sono telecamere di sorveglianza disseminate un po’ ovunque… persino sopra il lavandino della cucina.

Jacob e Megan, però, hanno uno scopo ben preciso. Sono, infatti, infiltrati e la loro intenzione è quella di scrivere un libro e denunciare al mondo i segreti di The Store.

Ma lo strapotere di questo quasi-onnipotente negozio è troppo – forse – per due sole persone.

Nell’inquietantemente perfetta cittadina di The Store, il cielo è oscurato da sciami di droni che non consegnano solo ogni genere di «roba» commerciabile esistente, ma svolgono anche funzioni di video sorveglianza.

Forse il clima è un po’ troppo 1984 (dove però ci si scontrava con un regime totalitario a livello praticamente mondiale); mentre qui – siamo non tanto lontani da oggi… nel 2020 – abbiamo solo accordi politici-economici tesi a piegare le leggi nazionali (siamo in America, quindi ci può stare che un singolo Stato decida di fare di testa propria; un po’ meno che lo Stato federale e, soprattutto, gli abitanti – almeno delle zone vicine – non conoscano proprio per nulla il sistema The Store).

In sostanza: The Store fa ciò che vuole con le vite dei propri dipendenti grazie alla connivenza della politica (e, okay, ci può stare…). Privacy, libertà di espressione e di pensiero… via, tutto cancellato con una riga su di un contratto (tra The Store e il politico di turno).
E nessuno sa nulla.

Okay…

Ovviamente, non c’è bisogno che spieghi a chi si riferiscono Patterson e Dilallo quando parlano di un mega negozio di vendite online, partito come semplice commercio di libri fino ad arrivare a un mega-portale con consegna droni compresa (piccolo suggerimento… comincia con la “A”).

Insomma, Jacob e Megan decidono di fare questa operazione-samaritano-sotto-copertura solo nel momento in cui si vedono alle strette con i propri libri che ormai non vanno proprio per nulla. Costringono i figli a infilarsi in una casa con videocamere in ogni angolo e via così per otto mesi (se non fosse che poi gli stessi figli paiono diventare degli sconosciuti con dei glaciali sorrisi appiccicati in faccia e una voglia matta di documentare ogni momento intimo della famiglia per poi riportalo a scuola… perché questo è quello che richiede The Store).

Insomma, sicuramente il messaggio degli autori è chiaro: rischiamo la deriva, rischiamo di perdere valori importanti, rischiamo di farci schiacciare senza nemmeno rendercene conto… anzi magari ci potremo ritrovare pure a ringraziare.

La potenza delle parole, dell’informazione, del pensiero critico sono tutti elementi vitali in una società sana, ma sono elementi che si stanno perdendo a favore del denaro e dell’avidità, dell’interesse personale e dell’indifferenza.

E va bene.

La realizzazione della storia, tuttavia, mi pare molto impacciata rispetto al messaggio che si cerca di trasmettere.

I colpi di scena sono presentati con scarso pathos e spesso si tratta di trovate un po’ hollywoodiane, piazzate lì giusto per far tornare la storia; il crescendo di concitazione suona obbligatorio, perché in un thriller di James Patterson è quello che ci si aspetta, ma difficilmente impressiona il lettore (un po’ perché la questione è abbastanza prevedibile e un po’ perché – ripeto – pare forzata); i personaggi mancano di individualità e spessore.

 


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Valerian e la città dei mille pianeti

L’universo fumettistico di Valerian scritto da Pierre Christin e illustrato da Jean-Claude Mézières prende vita ancora una volta nel film e nel romanzo ufficiale: Valerian e la città dei mille pianeti.

Ventottesimo secolo. Valerian e Laureline sono agenti speciali del governo dei territori umani, incaricati di mantenere l’ordine nell’universo. Valerian, seduttore incallito, non perde mai occasione di provarci con la bellissima collega, che lo respinge sempre senza pietà. Mentre il gioco di seduzione tiene viva la loro intesa, arriva la missione più importante e più insidiosa di sempre. Destinazione: Alpha, la «Città dei mille pianeti»: la stazione spaziale più grande di tutto l’universo conosciuto, con i suoi trenta milioni di abitanti. Una metropoli in continua espansione dove, nel corso dei secoli, si sono raccolte tutte le specie viventi, condividendo conoscenze, abilità, culture, in nome della pace e del progresso. Ma ora una forza oscura minaccia quell’ar­monia. Un mistero nascosto proprio nel cuore di Alpha, che Valerian e Laureline dovran­no identificare e annientare. In una frenetica corsa contro il tempo per salvare non solo l’e­sistenza della Città dei mille pianeti, ma anche il futuro dell’intero universo.

Un’avventura travolgente che nasce dalla serie cult a fumetti scritta da Pierre Christin e illustrata da Jean-Claude Mézières, che ora per la prima volta viene adattata a romanzo e che sta per arrivare sul grande schermo grazie al genio visionario di Luc Besson. Nel cast: Dane DeHaan e Cara Delevingne nel ruolo dei protagonisti, ma anche Clive Owen, Rihanna, Ethan Hawke, Rutger Hauer.

L’autrice

Christie Golden è un’autrice bestseller del New York Times e vincitrice di numerosi premi dedicati alla fantascienza, al fantasy e all’hor­ror. Ha scritto quasi cinquanta romanzi, tra i quali una novelisation di Guerre Stellari e due legate ad Assassin’s Creed®.

Titolo: Valerian e la città dei mille pianeti
Autrice: Christie Golden
Genere: Romanzo
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 312
Prezzo ed. cartacea: 17,50€


Disponibile dal 5 settembre 2017!


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Il Salone del Libro di Torino a Londra con il Festival of Italian Literature in London

Una due giorni intensa al Nothing Hill!
Il 21 e il 22 ottobre 2017 si terrà, infatti, il Festival Italiano di Letteratura a Londra (Festival of Italian Literature in London – Fill).

Nato da un’idea dei coordinatori Marco Mancassola e Claudia Durastanti in seno alla comunità letteraria italo-londinese e organizzato con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra diretto da Marco Delogu, il festival nasce nel clima inquieto del dopo-referendum britannico. È stato allora che un gruppo di autori, giornalisti, accademici italiani a Londra ha iniziato a riunirsi e a sentire l’impulso di reagire con un nuovo grande appuntamento culturale. L’Istituto di Cultura ha sposato subito il progetto e ne è diventato il co-organizzatore.

 

Il Salone Internazionale del Libro di Torino ha deciso di essere partner di questa iniziativa ricca di dibattiti, incontri e letture. Tema: la Brexit, ma non solo!

Tutti gli eventi saranno in inglese o in italiano con traduzione in inglese.

Il programma include «Citizens of Nowhere?», titolo mutuato da una famigerata dichiarazione di Theresa May, con il Premio Strega Melania Mazzucco e l’autrice franco-americana Lauren Elkin. Il medico di Lampedusa Pietro Bartolo lancerà l’edizione inglese del suo libro con la coautrice Lidia Tilotta e con Clare Longrigg del Guardian; Iain Sinclair, lo scrittore di Londra per eccellenza, presenterà il suo nuovo The last London e discuterà con Olivia Laing («The lonely city») e con il curatore della Tate Modern Andrea Lissoni; Christian Raimo e il politologo Jonathan Hopkin della London School of Economics, incalzati da Caterina Soffici, discuteranno di «Italian Politics for Dummies»; un dibattito su industria culturale e femminismo negli Anni Dieci riunirà un gruppo di voci forti, inclusa Sara Taylor e l’editor di Granta Ka Bradley.

Un panel di editori e professionisti dell’editoria britannica discuterà della nuova onda di letteratura italiana tradotta nel mercato anglosassone nel dopo-Ferrante; Giancarlo De Cataldo parlerà di romanzo e serialità per celebrare il lancio mondiale su Netflix della serie Suburra. L’attesissimo Zerocalcare incontrerà per la prima volta il pubblico londinese.

E ancora, una performance collaborativa di poesia commissionata dal festival con alcune delle voci più interessanti della nuova scena italiana e britannica; i giornalisti musicali Valerio Mattioli e Rob Young di The Wire; la rivista letteraria Colla con un numero dedicato ad autrici italiane che vivono fuori-Italia; l’autore di bestseller per ragazzi Pierdomenico Baccalario con «The Brexit of Children».

Il programma completo è disponibile su www.fill.org.uk.

Lupus in fabula

La favola per orientarsi nel mondo delle emozioni e delle percezioni con Lupus in fabula.

 

Fra tutti i generi narrativi l’universo fiabesco è quello che più affonda le radici nella psiche individuale e collettiva, nella complessità delle vicende vissute in differenti tempi e culture, nelle credenze, nei gesti, nei riti da sempre presenti sulle scene dell’esistenza umana. Il volume guida nella geografia di questo immaginario invitandoci a mostrare ai bambini (poi adolescenti, poi adulti) quello che l’educazione contemporanea tende ad attenuare, se non a nascondere, ovvero la dimensione tragica della vita, con la quale pur sono in contatto fin dalla più tenera età. Accade così che, pur vivendola, non sanno raccontarla attraverso parole che li aiutino a gestire e “bonificare” le percezioni e le emozioni più perturbanti. Gli stessi conflitti familiari rischiano di non essere elaborati, con conseguenze spesso patologiche che si manifestano già nell’adolescenza. Le fiabe tradizionali sono le storie dei conflitti che minacciano l’esistenza dei giovani protagonisti, dei rischi e delle prove che devono affrontare, della via che possono trovare per uscire da difficoltà apparentemente insormontabili, a patto che si usi il potere salvifico della parola, si ascoltino coloro che si incontrano lungo il proprio cammino e che si chieda loro aiuto. Dalle fiabe più classiche, come “Giovannin senza paura”, pericolosamente incapace di ascoltare la voce dell’inconscio, o “Tontonio”, uno scriteriato che riceve doni preziosi ma li perde per l’incapacità di comprendere le parole del donatore, passando a storie più contemporanee come “Jeeg Robot”, eroe alchemico e stralunato, “Lupus in fabula” rivela che la fiaba, come il mito, continua a vivere e a rivelarci, con i suoi simboli e le sue metafore, nuovi dettagli della parte più affascinante e segreta della nostra identità.

Le autrici

Adalinda Gasparini è nata nel 1951 a Firenze, dove vive e lavora come psicoanalista. Dal 1980 ha insegnato psicoanalisi della fiaba e del mito in seminari promossi da scuole, università e altri enti pubblici e privati. Ultimi in ordine di tempo, l’insegnamento presso la Scuola di Psicoterapia «Esculapio» di Napoli (dal 2009) e un ciclo di interventi presso la scuola superiore in collaborazione con la Fondazione Strozzi (2016-17). Fra le sue pubblicazioni dedicate alle narrazioni fiabesche, oltre ai contributi in libri collettanei e riviste italiane e internazionali, si segnalano: Le prime fiabe del mondo (Giunti, 1996), Aladino e la lampada meravigliosa. Viaggio psicoanalitico (Ponte alle Grazie, 1993 e 1996); La luna nella cenere. Analisi del sogno di Cenerentola, Pelle d’Asino, Cordelia (FrancoAngeli, 1999); Nella stanza dei bambini. Tra letteratura per l’infanzia e psicoanalisi (con Anna Antoniazzi, CLUEB, 2009).

Claudia Chellini è nata nel 1973 a Firenze, dove vive e lavora. È ricercatrice presso l’Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), dove si occupa, fra l’altro, di competenze digitali dei docenti e di sistemi online per la documentazione e il monitoraggio dei percorsi formativi, temi sui quali ha pubblicato contributi in riviste nazionali e internazionali («Formare», «Formazione e insegnamento», «Word Journal of Social Science Research»). Dal 2010 insegna Letteratura in una scuola di educazione degli adulti. Dal 2015 pubblica articoli sulle narrazioni fiabesche nel cinema e in TV nella rivista «LiBeR».

Titolo: Lupus in fabula
Autrice: Adalinda Gasparini Claudia Chellini
Genere: Varia
Casa editrice: Centro Studi Erickson
Pagine: 263
Prezzo ed. cartacea: 18,50€


Disponibile da settembre 2017!


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Pordenonelegge con Marsilio e Sonzogno

L’edizione di quest’anno di PordenoneLegge si terrà dal 13 al 17 settembre.

La Fondazione Pordenonelegge.it, nasce nel 2013 per volontà della Camera di Commercio di Pordenone e dai rappresentanti delle associazioni di categoria che ne compongono la Giunta.
Pordenonelegge.it – Festa del libro con gli autori la cui prima edizione risale al 2000, è sicuramente l’iniziativa più importante che un gruppo di persone che ora operano in Fondazione, ha avviato in questi anni.
Ma quanto propone la Fondazione, spazia anche in ambiti e territori diversi, con l’obiettivo di diventare sempre più agenzia culturale. Tra questi spiccano le proposte dedicate alla poesia, all’editoria, alla formazione, alla valorizzazione turistica e al coinvolgimento delle scuole e dei giovani in generale.
[Fonte: Pordenonelegge.it]

Il programma di questa edizione – consultabile qui – è affollatissimo tra incontri, presentazioni e laboratori con eventi dedicate alle scuole.

Al festival parteciperanno anche più di 400 autori nostrani e stranieri.

Questi gli appuntamenti in programma con gli scrittori di Marsilio e Sonzogno:

Puoi leggere a mia recensione del “Sillabario dei malintesi” qui.

Ulteriori informazioni su “Dopo tanta nebbia” qui.


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