Storia dei miei lupi

Caso letterario da oltre cinquantamila copie negli Stati Uniti e finalista a sorpresa del Man Booker Prize, arriva anche in Italia Storia dei miei lupi.

Cosa sei disposta a fare pur di sentirti amata? 

Tra i boschi, le paludi e gli inverni infiniti del Nord Minnesota, Linda Furston è una ragazzina guardinga e affamata come i lupi dei quali scrive – a sproposito – per una competizione scolastica. Quando Patra, giovane madre con figlio piccolo al seguito, si trasferisce nella casa vicina alla sua, la perfetta solitudine che ammanta la vita di Linda comincia a sfaldarsi. Ma l’accogliente routine di quella che presto diventa la sua famiglia elettiva nasconde più di una crepa. Piccoli, inquietanti segnali alludono a un pericolo la cui esatta natura rimane celata alla vista. Un segreto, una ferita. Una minaccia che Linda, arruolata come babysitter e come complice, si scopre disposta a ignorare, e che, pagina dopo pagina, prende corpo sotto lo sguardo attonito del lettore. Caso letterario da oltre cinquantamila copie negli Stati Uniti, acclamato dalla critica e finalista a sorpresa del prestigioso Man Booker Prize al fianco di grandi nomi come Paul Auster, George Saunders e Mohsin Hamid, Storia dei miei lupi disegna il ritratto di un personaggio e di un mondo difficili da dimenticare. Corrosi da un’oscurità tanto vasta e invincibile da diventare la nostra.

L’autrice

Emily Friedlund è cresciuta in Minnesota e attualmente risiede fuori New York. Ha un dottorato in letteratura e scrittura creativa. Questo è il suo primo romanzo.

Titolo: Storia dei miei lupi
Autrice: Emily Friedlund
Genere: Romanzo
Casa editrice: DeA Planeta
Pagine: 348
Prezzo ed. cartacea: 17,00€
Prezzo ed. digitale: 9,99€
Trad. di: Linda Martini


Disponibile dal 17 aprile 2018!


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Vince il Premio Pulitzer Arthur Less e la sua avventura alla soglia dei cinquant’anni. 

Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo.

L’autore

Andrew Sean Greer è nato nel 1970 a Washington. È l’autore di Le confessioni di Max Tivoli(scelto come miglior libro del 2004 da San Francisco Chronicle e Chicago Tribune e vincitore del Northern California Book Award, il California Book Award, il New York Public Library Young Lions Award, e l’O. Henry Award), Storia di un matrimonio e Le vite impossibili di Greta Wells. È direttore della Fondazione Santa Maddalena.

Titolo: Less
Autore: Andrew Sean Greer
Genere: Romanzo
Casa editrice: La Nave di Teseo
Pagine: 292
Prezzo ed. cartacea: 19,00€


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Non sparire

Il romanzo d’esordio di Bryn Chancellor ci porta a Sycamore nel nord dell’Arizona dove il ritrovamento di un cadavere di una ragazzina scomparsa diciotto anni prima farà riemergere «testimonianze e ricordi ricomposti» in “Non sparire“. 

Jess Winters, diciassette anni appena compiuti, con la madre Maud si è trasferita da Phoenix nella tranquilla cittadina di Sycamore, nel nord dell’Arizona. Per sopportare la solitudine e il dolore per il divorzio dei genitori, Jess si rifugia in passeggiate estenuanti e nelle poesie che annota sul suo prezioso taccuino. Una notte, sotto una pioggia torrenziale che dura da giorni, scompare letteralmente nel nulla. Nessuna traccia, nessun indizio, nessun sospettato. Diciotto anni dopo Laura Drennan, professoressa di letteratura da poco giunta in città, a sua volta in fuga da un matrimonio finito, ritrova per caso le ossa di Jess nel letto asciutto di un torrente. Il mistero mai risolto della sua scomparsa fa riemergere testimonianze e ricordi ricomposti in un racconto corale che è facile avvicinare a certe pagine di un grande cantore dell’America più profonda e nascosta, William Faulkner. Il punto di vista di ciascun personaggio, svelando i propri intimi segreti, disegna il ritratto di un’assenza: solitudine, risentimento, frustrazione – ferite che si rimarginano solo in un rituale collettivo, un grande abbraccio consolatorio che chiude un lutto durato troppo tempo. In bilico fra thriller e romanzo psicologico, questo esordio di Bryn Chancellor è percorso da una vena di irrimediabile malinconia, e insieme di speranza e riconciliazione, una lunga e struggente elegia sulle cicatrici che segnano in modo indelebile le nostre vite.

L’autrice

Bryn Chancellor ha completato un Master of Fine Arts in narrativa alla Vanderbilt University e insegna alla University of  North Carolina di Charlotte. Con la raccolta di racconti When Are You Coming Home? ha vinto il Prairie Schooner Book Prize del 2014. Fra gli altri riconoscimenti, ha ricevuto il Poets & Writers Maureen Egen Writers Exchange Award per la narrativa nel 2014 e borse di studio in Letteratura da parte dell’Alabama State Council on the Arts e dell’Arizona Commission on the Arts. Non sparire è il suo primo romanzo.

Titolo: Non sparire
Autrice: Bryn Chancellor
Genere: Romanzo
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Pagine: 384
Prezzo ed. cartacea: 18,00€


Disponibile dal 19 aprile 2018!


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Iro Iro

Giorgio Amitrano ci racconta il Giappone con i suoi colori, le sue atmosfere e il suo popolo capace di  «stupore infantile», ma anche «inquietanti perversioni»: Iro Iro

Iro in giapponese significa colore. Iro iro, raddoppiato, è una miscellanea variopinta, un insieme articolato e sorprendente. E così è questo libro, che accompagna il lettore in un viaggio inaspettato e iridescente attraverso la vita, la cultura e le contraddizioni di un Paese che esprime forse più di qualsiasi altro l’inesauribile varietà delle emozioni, delle atmosfere, dei possibili modi di essere.

Scopriamo un popolo capace di provare il più innocente stupore infantile e allo stesso tempo di elaborare inquietanti perversioni; di emozionarsi davanti al glorioso splendore della fioritura dei ciliegi fino a provarne quasi paura; di correre verso il futuro a velocità ineguagliabili ma anche di rinnovare, con una costanza senza tempo, i riti della tradizione più antica.

Dalle radici storiche della passione giapponese per il canto a una serata magica in un karaoke bar insieme a una scrittrice famosa; dagli imprevedibili esiti di un esercizio di calligrafia in un monastero al sottile confine che separa realtà e fantasia nelle pagine degli scrittori contemporanei, Giorgio Amitrano – che per molti è la voce italiana di Murakami Haruki e Yoshimoto Banana – ci racconta il Giappone che ha imparato a conoscere e amare, al di là degli stereotipi, dei pregiudizi e delle cieche infatuazioni che da sempre l’Occidente coltiva nei confronti di questo Paese. Ci svela un Giappone autentico, sconosciuto, multiforme: il più vero.

L’autore

Giorgio Amitrano è uno dei massimi nipponisti italiani. Per quattro anni direttore dell’Istituto di Cultura italiana a Tokyo, e attualmente titolare della cattedra di Lingua e letteratura giapponese all’Università degli studi di Napoli L’Orientale, Amitrano è il traduttore di autori come Yoshimoto Banana, Murakami Haruki, Kawabata Yasunari, Miyazawa Kenji.

Titolo: Iro Iro
Autore: Giorgio Amitrano
Genere: Romanzo
Casa editrice: Dea Planeta
Pagine: 256
Prezzo ed. cartacea: 16,00€
Prezzo ed. digitale: 8,99€


Disponibile dal 17 aprile 2018!


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Una casa a Parigi recensione

Titolo: The Apartment
Autore: S.L. Grey
Genere: Paranormale/Thriller psicologico
Anno di pubblicazione: 2016
Titolo in Italia: Una casa a Parigi
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Davide Musso

È un incubo che chiunque vorrebbe evitare: svegliarsi nel cuore della notte e ritrovarsi davanti tre ceffi, con tanto di coltello, desiderosi di svaligiarti casa.

Nonostante sia passato del tempo, Mark e Steph(anie) non riescono ancora a superare quello che per loro è stato un vero trauma (riverberatosi anche sulla loro coppia).

L’idea, sorta tanto per fare, di andare a Parigi per distrarsi e riottenere un po’ di pace sembra essere proprio quello che ci vuole per ritrovare una certa normalità.

Ed è così che, complice un sito di scambio-case, i due si ritrovano a Parigi nell’appartamento dei Petit (e i Petit dovrebbero presentarsi da un momento all’altro a casa loro a Cape Town, Sud Africa).

Le cose, però, si gustano sin da subito: l’appartamento dei Petit si trova in un quartiere elegante per carità, ma l’edifico è lugubre, completamente abbandonato a se stesso e, di primo acchito, deserto. L’appartamento non ne parliamo: sporco, pieno di scatole, armadi chiusi e persiane sbarrate, privo dei comfort promessi nella descrizione ammiccante del sito e nelle parole cortesi dei proprietari.

E c’è qualcosa… qualcosa di strano in tutto il palazzo.

In più, i Petit sono come svaniti nel nulla.

In un batter occhio, il viaggio della rinascita si trasforma in un nuovo incubo in cui sospetto, paura e paranoia diventano presto i soli protagonisti.

Mark è un professore universitario caduto, per una serie di circostanze, in disgrazia. Così, con un lavoro svolto con poco entusiasmo in un’università di «quarta categoria», si crogiola nella sua routine… agognando forse la pace perduta anni prima con il gravissimo lutto subito e la fine del primo matrimonio.

Tutto questo almeno fino a quando, quella notte in cui fanno irruzione in casa sua, tutto cambia e lui si trova assolutamente impreparato ad affrontare gli eventi. Da lì, la catastrofe è proprio dietro l’angolo.

Steph, di contro, mostra sicuramente più padronanza di sé e autocontrollo e, forse, questo la para un po’ meglio dalla “casa di Parigi”.

Mentre Mark si disgrega poco per volta, Steph cerca di trattenere i propri pezzi facendo poco o nulla, però, per raccogliere quelli di Mark (fino a che – ovviamente – non diventa troppo tardi e le conseguenze sono irreparabili).

La storia si gioca, quindi, sulle sensazioni dei personaggi: Mark, che parla al presente in prima persona, e Steph, che viceversa parla al passato di eventi che comunque si svolgono in contemporanea per il lettore.

Tutto ruota per cui attorno a due poli: il primo è quello di Mark che, preda inerme dei demoni del suo passato, scivola inesorabilmente verso la paranoia e il secondo è quello di Steph (corrispondente, almeno fino a un certo punto, con quello del lettore) che non può che chiedersi quanto gli eventi apparentemente assurdi che si verificano siano in verità frutto della suggestione o della tensione o della stanchezza accumulata.

Sebbene si parta con ottime premesse, lo svolgimento e poi il finale non reggono tuttavia l’impianto generale e le promesse iniziali.

Ci sono sicuramente momenti di angoscia in certi passaggi, ma più per il fatto in sé che non per il modo in cui viene raccontata la scena.

Insomma, è un libro che si fa leggere e il modo in cui lega la decadenza dell’animo umano a qualcosa di soprannaturale presenta aspetti interessanti.

Tuttavia, manca quella tensione crescente, quell’incertezza costante propria dei thriller psicologici; dall’altra, i momenti soprannaturali sono depositati sulla pagina senza pathos (per la serie: sì, ci sono, ma non facciamo troppo clamore).

L’intenzione di Steven Spielberg di trasformare questo romanzo in film potrebbe riuscire laddove si riesca a calcare maggiormente sulla tensione nella storia e su di un agire un po’ meno passivo-abbandonato-agli-eventi dei personaggi.


 

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