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L’ultimo inverno di Rasputin

Titolo originale: 1916. Vojna i mir
Autore: Dmitrij Miropol’skij
Genere: Romanzo storico
Anno di pubblicazione: 2018
Titolo in Italia: L’ultimo inverno di Rasputin
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Carmelo Cascone

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Nel dicembre 1916, il cadavere di Grigorij Efimovič Rasputin, dopo tre giorni di intense ricerche, fu ritrovato nei pressi del ponte Bol’šoj Petrovskij.

Colpito, con almeno tre proiettili (solo il terzo fu quello fatale), e gettato nel fiume in un parossismo di dilettantismo, confusione e incertezza che portò il consigliere più fidato degli ultimi zar, il solo guaritore dello zarevic verso la fine.

Ma questa giostra che furono gli ultimi istanti di vita del “diavolo santo” ha, in realtà, origini ben più profonde che non si limitano al principe Feliks Jusopov e alle ostilità e alle invidie che Rasputin si era attirato a corte, ma vedono intrecciarsi una serie di fattori: le crescenti rivendicazioni della Duma, la disastrosa guerra contro il Giappone e l’immediatamente successiva prima guerra mondiale, una serie quasi infinita di scelte sbagliatissime da parte dello zar e lo zampino (anche via… lo zar Nicola II non era proprio completamente stupido come lo apostrofò la principessa Dagmar, la madre 😬, in qualche sua lettera… intendiamoci comunque: bravissimo padre di famiglia, ma del tutto inadatto al comando) della sfortuna e della sbadataggine altrui.

Insomma, Dmitrij Miropol’skij, in questo suo romanzo, ha fatto davvero un lavorone!

E non solo perché sono 778 pagine fitte fitte, ma perché ci sono decine e decine di personaggi che si affacciano sulla scena (e il loro essere, il loro comportamento e le loro scelte incidono sulla storia) e gestirli e farli funzionare insieme non è sicuro un compito facile.

Un romanzo corale (il titolo originale è 1916. Guerra e pace e forse rende meglio l’idea di romanzo collettivo) che si basa su eventi storici realmente accaduti fornendo una prospettiva diversa e non del tutto avulsa da quello che potrebbe davvero essere successo.

È vero che abbiamo varie testimonianze su come andarono gli eventi in quel 1916 (per esempio Jusopov lasciò il suo libro-testimonianza su quello che accadde quella notte tra il 16 e il 17 dicembre), ma dubito che riusciremo mai ad arrivare alla vera verità: davvero Rasputin era così dissoluto? Davvero Niki era così cieco davanti alla situazione russa? Siamo sicuri che la zarina non avesse qualche forma grave di depressione o forse il suo male era qualcosa di più?

Insomma, comunque stiano per davvero le cose la ricostruzione che propone Miropol’skij è coerente e tutto sommato plausibile (consideriamo, però, che è messa molto a spy story).

Ecco, l’unica cosa che magari avrei gradito (visto che già il romanzo è parecchio lungo, qualche pagina di specifica in più non avrebbero pesato più di tanto secondo me) è un’indicazione delle fonti, dei materiali usati e un breve raffronto tra la verità studiata a scuola e quella raccolta nel romanzo.

Detto questo, se cercate qualche approfondimento sulla Russia degli ultimi zar, sulla figura di Rasputin questo è il libro che fa per voi (tenendo comunque presente che si tratta di un romanzo!).

Armatevi di pazienza, però, perché i fatti da raccontare e gli elementi che vanno considerati sono tanti, così come i personaggi che entrano in gioco (ecco con molta sincerità, la presenza – e l’utilità – di Majakóvskij è quella che mi ha soddisfatto meno).

Lo stile è energico ma non è facile reggere la stessa attenzione in ogni parte della storia.

Fiore di sangue

Titolo originale: Bloodleaf
Autrice: Crystal Smith
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2019
Titolo in Italia: Fiore di sangue
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Valentina Daniele

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Aurelia è praticamente un’emarginata, obbligata a vivere quasi ritirata, nascosta per non rischiare una brutta fine.

Il Tribunale, da cinquecento anni, sta addosso a quelle come lei (… streghe che, ovviamente, vengono uccise sul patibolo nella pubblica piazza).

Il guaio è che Aurelia è per davvero una strega (nel senso che riesce a controllare – più o meno – la magia e possiede la capacità di vedere gli spiriti dei defunti) ed è la principessa di Renalt, destinata a un matrimonio di convenienza con il principe – praticamente uno sconosciuto nonostante la corrispondenza che si scambiano formalmente da anni – di Achlev per garantire una prospera pace ai due regni.

Ovviamente, il suo non-tanto-segreto verrà presto svelato, si scatenerà una sorta di rivolta popolare e Aurelia sarà costretta a fuggire con il fratellino-nonché-erede-al-trono verso il regno del futuro marito.

Ovviamente, durante la fuga le cose non andranno come previsto…

Retelling della favola dei fratelli Grimm La ragazza delle oche, Fiori di sangue è il primo di una trilogia sebbene – tutto sommato – si regga abbastanza bene anche come storia unica a sé stante (mi domando, in effetti, quali potrebbero essere gli sviluppi successivi in ben due libri 😬).

Ora io ho parlato solo di Aurelia e del fratellino, ma in verità di personaggi che entrano in scena sono un pochettini di più… tutti comunque confinati nel loro ruolo.

Quindi abbiamo la classica figura materna pronta al sacrificio; la governante brusca, ma tanto affezionata; il guardiano fedele; l’amica di una vita con la quale i rapporti si deteriorano; la nuova amica con la quale instaurare un rapporto; e ovviamente LUI (e il guardiano fedele di lui)… ah, e non dimentichiamoci dell’antagonista e dei suoi fedeli servitori!

Personaggi stereotipati a parte, la storia pecca purtroppo per scarsa originalità, evoluzioni narrative fiacche, spiegazioni un po’ superficiali e frettolose.

Insomma, leggendo, si ha la sensazione che le cose vadano così semplicemente perché è così che devono andare e manca, quindi, un po’ di contestualizzazione e approfondimento (anche sull’ambientazione della quale non si comprendono del tutto le dinamiche).

Insomma… peccato…

I pionieri

Titolo: I pionieri
Autore: Luca Scivoletto
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2019

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Fine anni ’80. Nella famiglia Belfiore un solo colore è permesso: il rosso.

Perché il Partito, quello comunista ovviamente, è il faro nella vita di questa famiglia.

Non che tutti siano concordi su questo, però. Chiara ed Enrico, i “rampolli” Belfiore, la pensano diversamente.

Insomma è davvero necessario partecipare alle riunioni, ai comizi, agli incontri? Non si potrebbe semplicemente vivere… come tutti gli altri?

Chi pensa che queste domande potrebbero essere una vera e propria eresia è l’amico di Enrico, Renato (anche la sua di famiglia è invischiata nel partito e lui è fieramente e interamente convinto di ogni diktat comunista).

Ma si sa… crescendo le cose cambiano, si evolvono. E il 1989 è proprio dietro l’angolo…

Al suo esordio Luca Scivoletto ci regala una commediola simpatica e senza troppe pretese, in cui l’amicizia supera colori e credo politici.

Crescere, ma più che altro maturare è una sfida con se stessi; poter contare sull’appoggio degli altri non sempre è una cosa così negativa (sempre se, dall’altra parte, ci sono persone per cui “vale la pena”).

Leggere le vicende pre-adolescenziali (e adolescenziali) di Enrico e Renato è stato un passatempo carino, anche per il tono irriverente che non fa sconti a nessuno (neri, bianchi, rossi…).

Insomma, per concludere, una lettura carina, molto leggera, con un pizzico di ironia che la rende simpatica.

Blu stanzessere

Titolo: Blu stanzessere
Autrice: Roberta Zanzonico
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2019

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

«Qui ci sono delle stanze. In ogni stanza ci sono una donna e il momento in cui è rimasta. Ogni stanza è uno 𝙨𝙩𝙖𝙣𝙯𝙚𝙨𝙨𝙚𝙧𝙚. È un momento, un rimpianto, un ricordo. Ogni stanzessere basta a se stesso, è perfetto così. Ascolta bene. Lo stanzessere è un posto che non si può spiegare, quindi dovrai vedere ogni stanzessere, seguirai sempre me, non entrerai in nessun posto da solo.»

Brusco come risveglio, no?

Trovarsi in un posto sconosciuto, strambo, che oscilla come una barca in mare, senza ricordare nulla… ma proprio nulla!

Come unica compagnia un peculiare e burbero anfitrione che ci trascina tra corridoi stretti e apparentemente infiniti.

È il destino del nostro protagonista, stordito e carico di domande: affrontare una serie di stanzessere, stanze dove la memoria è stata parcellizzata, stanze vive, diverse l’una dall’altra ma come un unico comun denominatore una donna.

L’esordio di Roberta Zanzonico è sicuramente particolare.

L’idea di questa memoria tangibile in cui anche un “semplice” ricordo potrebbe uccidere mi è piaciuta moltissimo. E lo stile dolce della scrittrice, sebbene con qualche imprecisione, ben accompagna questo concetto.

Non sono, però, del tutto convinta nel complesso (forse con qualche pagina in più si sarebbe potuto fornire maggiori dettagli e affrontare meglio la conclusione).

Trattandosi comunque di un esordio, sono convinta che l’autrice sia sulla strada giusta per riservare delle interessanti sorprese in futuro.

Eroi

Titolo originale: Heroes
Autore: Stephen Fry
Genere: Saggio
Anno di pubblicazione: 2018
Titolo in Italia: Eroi
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Laura Serra

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

L’ho già detto che adoro Stephen Fry? Noooo? Be’… adoro Stephen Fry!

E quando ho visto che parlava pure di miti greci, be’ be’… 😍

Tutto, per la verità, comincia con Mythos (che provvederò a leggere a breve), volume dedicato agli dei e dee dell’Olimpo, ai Titani e altri esseri simili.

Eroi, come titolo fa ben supporre, rivolge l’attenzione più al comparto mortale (anche se gli dei ci mettono comunque il loro zampino…) occupandosi appunto delle gesta eroiche e delle imprese fenomenali di Perseo, Eracle, Orfeo, Giasone, Edipo, Teseo e molti altri.

Il tutto declinato con il giusto humor senza mai tralasciare però un certo grado di accuratezza (per quanto i miti in sé possano essere accurati 😬).

Ovviamente non si tratta di un trattato né di una dissertazione accademica, ma le storie-in-pillole, per quanto comprensibilmente condensate, sono ben scritte e d’intrattenimento (ottime per fare un ripasso o per un’infarinatura ex novo sulla mitologia classica).

Si può leggere Eroi senza aver letto Mythos?

Sì, io l’ho fatto ad esempio 😅, ma se non volete perdervi proprio nulla della mitologia greca vi consiglio di leggerli entrambi, perché Fry non ci lascia solo con dei riferimenti mitologici, ma anche con un interessante commiato e una serie di valide riflessioni.

«Quando nacque lo spirito dell’indagine razionale e dell’interpretazione scientifica della realtà,
gli immortali si allontanarono ancora di più da noi.
Il mondo fu ridefinito come casa amarra solo a esseri mortali.»
[Eroi, Stephen Fry, Salani editore, trad. di Laura Serra,
Milano, 2019]

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