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Barche memorabili

Titolo originale: Notable Boats
Autore: Nic Compton
Genere: Varia illustrato
Anno di pubblicazione: 2016
Titolo in Italia: Barche memorabili
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Stefano Spilla
Illustrazioni di: Peter Scott

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Amante della vela? Simpatizzante?

E allora fermo/a che questo libro è quello che fa per te!

Barche memorabili è una raccolta ricca di dettagli e illustrazioni che ci porterà alla scoperta di una serie di imbarcazioni (40 per la precisione… da una “misera” zattera a barche a vela più elaborate).

Ma non si tratta “solo” di un bel compendio di barche, perché ogni imbarcazione è un primo luogo un viaggio, un’avventura.

Affronteremo quindi per primo il viaggio sulla Spray, una barca costruita per la pesca delle ostriche che finì invece per navigare 85.000 km intorno al mondo (fu la prima circumnavigazione in solitaria, partita nel 1895 e conclusa tre anni e mezzo dopo; l’impresa fu uguagliata solo nel 1936).

Il prode viaggio, che vide anche una rocambolesca fuga dai pirati e la visita del fantasma del pilota di Colombo, ispirò generazioni di velisti e formò una serie di nuove avventurieri e nuove storie (alcune presenti in questa raccolta).

Ma non ci sono solo onde, venti e correnti.

Perché, nel mondo della vela, ci possono mettere lo zampino anche la politica o il diritto (portato pure in tribunale).

È il caso, ad esempio, della Mazurek, la prima barca capitana da una donna (Krystyna Chojnowska-Liskiewicz) a stabilire il record femminile per il giro del mondo in solitaria nel 1978.

Quasi nessuno però, se non in tempi recenti, riconobbe tale primato alla navigatrice polacca poiché, nell’Occidente in piena Guerra Fredda, si preferì festeggiare il successo di Naomi James (che concluse la sua circumnavigazione ben sei settimane dopo la Chojnowska-Liskiewicz).

Al fianco di queste imprese reali, troveremo anche quelle di fantasia come il viaggio della zattera di Huckleberry Finn e Jim o quello della piroga di Robinson Crusoe.

Ah!

Tra i dettagli che troveremo per ogni imbarcazione, oltre a una serie di specifiche tecniche come la lunghezza o la stazza, sarà indicata anche la rotta affrontata.

Insomma mi è piaciuto molto il paio che si crea tra la barca e il suo capitano; il viaggio per mare o attraverso gli oceani è un viaggio anche interiore, alla scoperta di se stessi e al confronto con i propri limiti.

 

Cronache marziane

Titolo originale: The Martian Chronicles
Autore: Ray Bradbury
Genere: Fantascienza
Anno di pubblicazione: 1946-1972
Titolo in Italia: Cronache marziane
Anno di pubblicazione ITA: 2020 (nuova edizione)
Trad. di: Veronica Raimo

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Ridurre Cronache marziane a “semplice” fantascienza è quasi offensivo, ma ti prego perdona questa mia necessità tecnica di etichettare i libri.

Aldous Huxley definì i racconti che compongono Cronache marzianepoesia” e, a parte il fatto che adesso per stima voglio recuperare il suo nuovo mondo, non potrei essere più che d’accordo.

Perché sì si parte con una spedizione su Marte, poi una seconda, una terza… una quarta (😬); sì ci sono i razzi che arrivano, gli astronauti, i marziani… ma c’è tanto tanto di più!

Cronache marziane è una sfida ma anche un’accusa verso un modo di vivere, un atteggiamento che ci vede solo come ciechi conquistatori, mai nel torto, padroni di tutto e tutti.

La critica principale è verso la società americana colpevole di superbia, avarizia, invidia (nomina un peccato…) ed è impossibile non notare i parallelismi con la conquista del continente americano a dispetto dei nativi.

Epica anche la conclusione passabile di una doppia interpretazione sia positiva che negativa (non voglio fare spoiler, ma questa possibilità di una doppia visione interpretativa, che si presenta anche in altre circostanze lungo il libro, è davvero interessante).

Alcune note sulla struttura di Cronache marziane.

Il ciclo è composto da quasi una trentina di racconti (alcuni dalla lunghezza di un paragrafo); l’iniziale piega fantascientifica vira presto verso qualcosa di più profondo e sociale; le Cronache ci mettono un po’ a entrare nel vivo, ma quando ingranano è impossibile lasciarle.

Menzione d’onore al racconto Usher II, evidente riferimento al racconto di Edgar Allan Poe La caduta della casa degli Usher ma che, in generale, richiama le opere più note dello scrittore dell’orrore.

Ultima nota: la traduzione si riferisce al testo del 1997 in cui Bradbury posticipò la cronologia degli eventi di 31 anni (la storia infatti comincia nel 2030 mentre nella versione originale si partiva nel 1999) e sostituì il racconto Way in the middle of the air con The wilderness.

Gli strani viaggi di Giulio Verne

gli strani viaggi di giulio verneTitolo in Italia: Gli strani viaggi di Giulio Verne
Autore: Jules Verne
Genere: Fantascienza
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Maria Bellonci, Enrico Lupinacci, Lorenza Ester Aghito, Enrico Lupinacci, G.L. Farzis, Giampaolo Cossato, Massimo Scorsone
A cura di: Massimo Scorsone

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Mi par giusto iniziare con una confessione in modo tale che il mio animo verso questa raccolta ti sia da subito il più cristallino possibile: Phileas Fogg è stato uno dei miei primi amori di bambina… e sì ero convinta che fosse Phineas (ero piccola!), ma dettagli…

Ciò che conta è che le avventure di Jules Verne riuscirono a coinvolgermi e stuzzicare la mia giovane immaginazione.

In una parola? Eccezionale.

Eccezionale che, anche a distanza di secoli, i romanzi di Jules Verne riescano ancora a trasmettere quella stessa carica di pathos che trasmettevano alla loro pubblicazione.

Per esempio con l’uscita a episodi de Il giro del mondo in 80 giorni, si scatenò un vero e proprio fenomeno globale che qualche anno dopo portò a riprodurre la singolare sfida di Mr. Fogg realmente (Nellie Bly, nel 1889, fece il giro del mondo in 72 giorni e incontrò Jules Verne in una delle tappe).

Ma epica impresa di Phileas Fogg e Jean Passepartout a giro per il globo a parte (non compresa), questa raccolta che si apre con Viaggio al centro della Terra, in cui il professor Lidenbrock e il nipote Axel partiranno per un’impresa… al centro della Terra appunto, seguendo le impronte di un tal Arne Saknussemm, scienziato islandese del XVI secolo. gli strani viaggi di giulio verne

Segue Ventimila leghe sotto i mari, altro romanzo il cui “protagonista” mi affascinava fin da bambina (Nemo, il misterioso capitano del Nautilus… misterioso anche perché l’editore di Verne chiese all’autore di cambiare la prima versione per paura della censura russa); L’isola misteriosa (conclusione della trilogia di cui fa parte anche Ventimila leghe sotto i mari) nella quale seguiremo le sorti di cinque fuggitivi su di un isola sperduta; Michele Strogoff, in cui viaggeremo con il corriere dello zar Alessandro II Romanov per un’importante missione; Un inverno tra i ghiacci dove il vecchio marinaio Jean Cornbutte è alla ricerca del figlio Louis.

Ultimo il breve L’espresso del futuro scritto in realtà dal figlio di Verne, Michel, ma erroneamente inserito nell’edizione inglese dello Strand Magazine (An Express of the Future), cui questa versione si inspira, e attribuito a Jules e volutamente reinserito «giacché la falsa attribuzione […] può ben rappresentare emblematicamente non soltanto la metamorfosi dello scrittore francese in una sorta di brand autorale, ma anche il trasferimento oltreoceano dei materiali seminali di un sogno tecnologico che a breve avrebbe finito per caratterizzare in maniera determinante un intero sottogenere letterario: quello della fantascienza» [dalla nota finale di questa edizione].

Insomma se cerchi personaggi stravaganti, storie accattivanti e sfide apparentemente impossibili, questa raccolta è proprio quello che fa per te!

Esperimenti e catastrofi

Titolo in Italia: Esperimenti e catastrofi
Autore: Frank Herbert
Genere: Fantascienza
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Roberta Rambelli
A cura di: Franco Forte

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Noto ai più per il capolavoro fantascientifico Dune, Frank Herbert è stato in realtà uno scrittore abbastanza attivo e prolifico.

In questa raccolta, Esperimenti e catastrofi, che va ad aggiungersi alla collana Oscar Draghi Urania (del primo di questa fantascientifica nidiata avremo parlato qui), troveremo tre dei suoi lavori più maturi e, sotto certi punti di vista, personali:

– L’alveare di Hellstrom (1972);
– Esperimento Dosadi (1977);
– Il morbo bianco (1982).

Il primo (L’alveare di Hellstrom) è ispirato a un documentario del 1971 sulla vita degli insetti del regista David L. Wolper.

Il budget ridotto dell’opera aveva richiesto un taglio narrativo un po’ più sensazionale (per poter attirare spettatori come thriller di fantascienza) e quindi protagonista della vicenda era l’entomologo Nils Hellstorm che, illustrando come gli insetti quali le formiche avessero ben organizzato le loro società, quasi lasciava intravedere una certa simpatia più per il mondo degli insetti che non per quello umano.

Il film divenne poi un successo al botteghino e da qui l’ispirazione di Herbert che decise di riscrivere la storia a modo suo (modo che, a me, è piaciuto molto… anche se cavolo se è inquietante la questione!) secondo uno dei temi che più ricorrono nelle sue storie «e cioè le contraddizioni di una società apparentemente perfetta e utopica, ma mostruosa nelle sue conseguenze per l’individuo umano» (dalla post-fazione di Sandro Pergamo).

Esperimento Dosadi ci porta fuori dal nostro mondo (L’alveare di Hellstrom è ambientato negli USA) ed è proprio un classico romanzo di fantascienza con pianeti sconosciuti e razze aliene che coabitano – più o meno bene – con la nostra.

Infine con Il morbo bianco torniamo sulla Terra e ci spostiamo in Irlanda per seguire il dramma di John Poe O’Neil.

L’uomo, biologo molecolare, si ritrova privato dell’affetto della famiglia quando, in un attentato terroristico dell’IRA, restano uccisi la moglie e i figli (un dramma simile a quello dell’autore per la morte della seconda moglie malata di tumore).

La disperazione lo spingerà a un gesto netto e gigantesche conseguenze sull’intera umanità…

I tre romanzi sono accomunati da un ottimo world building e da importanti tematiche che toccano la sofferenza e la sopravvivenza umana, la religione, la coscienza e il difficile confine tra cosa sia giusto e cosa sbagliato… a seconda dei punti di vista.

La fantascienza viene spesso – a torto – considerata come il genere con le navicelle spaziali e le pistole laser, ma è molto di più.

È un genere che regala grandi considerazioni e forti riflessioni perché enormi possono essere gli impatti di un singolo individuo su un’intera società.

Quindi per gli amanti del genere o se vuoi conoscere Herbert in una vesta avulsa da Dune, Esperimenti e catastrofi è la raccolta che fa per te.

Se vuoi fare,invece, un primo tentativo con questo genere tenendo conto che nei microcosmi che l’autore crea c’è molto più di qualche esperimento andato male, allora anche in questo caso è la raccolta che fa per te!

Wow Women of weird

Titolo: Wow Women of weird
Autrici: Bonfiglioli, Crudeli, De Lisi, De Santi, Emiliani, Fischer, Leonardi, Pei e Soncini, Mala Spina, Petrucci, Salvatori, Silvestri
Genere: Weird
Anno di pubblicazione: 2020

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

«La stranezza non si sceglie […]. È un filtro, una lente di un colore indefinibile che allo stesso tempo distanzia e avvicina al reale. Essere strani significa essere abbastanza diversi da poter esaminare ogni tratto umano con la perizia neutrale di un entomologo, e allo stesso tempo abbastanza uguali da riconoscersi in questi tratti quanto basta per struggersi di empatia.»

Women of weird (WOW) è una raccolta di dodici racconti legati da un tema comune: il bizzarro.

Anche se etichettare lo “weird” come il solo “bizzarro” è sicuramente limitante, perché è vero che in questo genere c’è lo strambo e l’assurdo, ma s’intersecano anche elementi horror, fantascientifici e fantasy (non necessariamente tutti insieme).

All’interno di una stessa storia, quindi, si possono mescolare e fondersi elementi misteriosi, entità particolari e situazioni uniche.

Con una prefazione davvero galvanizzante scritta da Viola Di Grado (la citazione a inizio articolo, è un estratto di questa introduzione), leggere Wow è un interessante viaggio attraverso visioni e interpretazioni diverse, determinate ognuna dal punto di vista differente delle varie scrittrici su questo stesso tema.

Il progetto di questa raccolta è ambizioso per tanti motivi:

  • il fatto che si tratta di un volume al femminile (e sappiamo, purtroppo, i pregiudizi in cui incorrono le donne in editoria fino dagli albori; non c’è bisogno di citare tutte le donne che pubblicarono in anonimo – Jane Austen -, con il nome del marito – Mary Shelley – o con un nome maschile – George Elliot… per limitarmi solo a tre esempi e non scrivere un trattato!);
  • il fatto che il new weird sia un genere praticamente sconosciuto in Italia;
  • e il fatto che – anche se non capisco perché – i racconti non piacciono particolarmente al grande pubblico.

Ma Wow è una raccolta interessante, piacevole da leggere e composita (proprio perché vede la collaborazione di personalità e visioni diverse).

A onor del vero ci sono alcuni racconti che ho preferito più rispetto ad altri (per esempio, mi sono piaciuti molto I Ricognitori di Lidia De Santi; Caccia nuda di Lucrezia Pei e Ornella Soncini; Caronte di Laura Silvestri) e altri che magari ho apprezzato meno.

Per concludere, l’idea di questo progetto è interessante; il tema comune curioso.

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