Novità libri agosto 2017

Ad agosto siamo già tutti – o quasi – in vacanza, ma le case editrici non si dimenticano di noi in estate. Quindi, ecco qualche chicca!

Se sei in cerca di qualche suggerimento per questa estate puoi leggere questo articolo.

L’articolo è in costante aggiornamento durante il corso di tutto il mese, quindi ricorda di passare di quando in quando per verificare le novità. Gli eventuali dati mancanti verrano colmati di volta in volta. 

Al momento puoi trovare le novità di queste case editrici con le quali collaboro (ordine alfabetico):

  • DeAgostini;
  • Fazi;
  • Longanesi;
  • Sperling & Kupfer;
  • Tre60 [aggiornamento 28/07/17].

Il prezzo e il numero di pagine fa riferimento all’edizione cartacea dell’immagine indicata.
In questa rubrica, sono presenti le novità delle case 
editrici con le quali collaboro. Se vuoi segnalarmi una novità, visita la sezione “Contatti“. Grazie!

Novità libri agosto 2017

DeAgostini

Due morbidi libri di stoffa imbottita per fare amicizia con tanti simpatici animali. Arricchiti da elementitouch-and-feel in copertina e da una maniglia con sonaglio, sono perfetti per un primo incontro tra il bambino e l’oggetto libro e per iniziare a leggere con tutti i sensi.

Titoli in uscita: Il giorno e la notte, Cuccioli
Autori: AA.VV.
Pagine: /
Prezzo ed. cartacea: /
In libreria dal 29 agosto

Un programma di quattro settimane per riordinare in modo risolutivo e duraturo i nostri spazi domestici, ma soprattutto: un quaderno con esercizi e consigli che il lettore può personalizzare dalla prima all’ultima pagina per lavorare specificatamente su se stesso e sulle proprie cattive abitudini. Per trovare l’armonia, l’appagamento e la pace mentale. Il metodo che 4 settimane per riordinare la tua casa e la tua vita propone è prima di ogni cosa un piano efficace, una vera cura disintossicante strutturata secondo una precisa e progressiva scansione. La parola d’ordine è “dolcezza”: si procede poco per volta, fino a raggiungere cambiamenti solidi e duraturi.

Titolo: 4 settimane per riordinare la tua casa e la tua vita
Autrice: Astrid Eulalie
Pagine: 448
Prezzo ed. cartacea: 14,90€
In libreria dal 29 agosto


Fazi

Frances Shore è una cartografa, ma quando il lavoro di suo marito la porta in Arabia Saudita si ritrova come una prigioniera sperduta, nell’impossibilità di orientarsi nelle zone oscure del paese. Laggiù, il regime che impera è corrotto e inflessibile, molti degli stranieri che incontra non sono che faccendieri, con le relative mogli, in cerca di denaro. I vicini musulmani, molto riservati, si muovono furtivi ma hanno occhi per ogni cosa. Le strade non sono il posto adatto per le donne. Frances – il marito è spesso assente – si ritrova confinata nel suo appartamento, e le giornate diventano un susseguirsi di vuoti e di silenzi, interrotti soltanto dai misteriosi rumori provenienti dal piano superiore, che però dovrebbe essere disabitato.

Quello dell’appartamento al piano di sopra diventa un mistero tutto da sciogliere, e quando Frances capirà chi lo utilizza le conseguenze di questa scoperta saranno tragiche.

Titolo: Otto mesi a Ghazzah Street
Autrice:Astrid Eulalie
Pagine: 350
Prezzo ed. cartacea: 19,00€
In libreria dal 31 agosto


Longanesi

Dopo l’intenso romanzo d’esordio Prima che torni la pioggia, ispirato alla sua esperienza di soldato in Afghanistan e Iraq e paragonato dal New York Times ai romanzi di Hemingway per la sua forza lirica ed esistenziale, Elliot Ackerman torna con una storia che pone importanti interrogativi sulla guerra e i suoi mille volti. Una delicata ricerca sul significato della perdita e delle seconde possibilità, ma soprattutto un romanzo sulla fede e sul perché abbiamo un disperato bisogno di credere in qualcosa.

Protagonista de Il buio al crocevia è Haris Abadi. Per metà americano e per metà arabo, Haris è un uomo con un passato difficile alla ricerca di una causa da sposare. Giunto al confine tra Siria e Turchia con l’intenzione di unirsi alla guerra contro il regime di Bashar al-Assad, Haris viene rapito e tenuto sotto custodia da un carismatico rifugiato siriano che recluta e addestra combattenti rivoluzionari. La prigionia sarà l’occasione per conoscere Daphne, la bellissima e raffinata moglie di Amir, dilaniata dal dolore di non poter tornare a casa in Siria. Il loro legame crescerà insieme a una sempre più forte consapevolezza di Haris sulla sua vita e le sue decisioni – È davvero un combattente rivoluzionario o è solo un idealista? E questa vita di frustrazione e dolore che ha scelto ha realmente quel senso profondo che si ostina a dargli? – fino all’idea di attraversare il confine tramite l’ISIS stesso, qui conosciuto con il suo nome arabo Daesh.

Titolo: Il buio oltre il crocevia
Autrice: Elliot Ackerman
Pagine: 300
Prezzo ed. cartacea: 16,40€
In libreria dal 25 agosto

A cinque anni dall’ultimo libro, Dennis Lehane torna con un nuovo romanzo di profonda capacità introspettiva e grande tensione narrativa. Grazie alla sua capacità di scandagliare l’animo umano, Dennis Lehane in Ogni nostra caduta ci presenta una vicenda intima e universale al tempo stesso. Abbandonati i duri di Boston, protagonisti dei suoi successi più celebri, Lehane si mette alla prova per la prima volta con un personaggio femminile, utilizzando tutta la sua capacità e finezza psicologica nell’analizzare in modo conturbante le relazioni affettive e umane e portandoci nei meandri più profondi e contorti del rapporto madre-figlia.

Protagonista di Ogni nostra caduta è Rachel Childs, una giovane donna cresciuta con la sola madre, senza mai sapere nulla del padre. Rachel riesce a farsi strada nell’ambiente giornalistico, dalle pagine locali fino al piccolo schermo, diventando un’importante giornalista televisiva. Presto però arriva la prima caduta: dopo un improvviso crollo nervoso durante una diretta e l’esposizione mediatica per il video divenuto virale, la sua vita cambia radicalmente. Rachel decide di allontanarsi da tutto e tutti, costringendosi a un’esistenza da reclusa. Fino all’incontro con quello che sembra davvero essere il compagno, e poi marito, ideale. Ma basta un singolo evento, durante un piovoso pomeriggio d’inverno, per sgretolare questa sua vita perfetta, il suo matrimonio e Rachel stessa. Caduta suo malgrado in un fitto complotto fatto di inganni, violenza e forse pazzia, Rachel dovrà trovare da sola la forza di vincere paure inimmaginabili e di affrontare verità in grado di sconvolgere la mente.

I diritti cinematografici di Ogni nostra caduta sono già stati acquisiti dalla DreamWorks. I precedenti bestseller dell’autore erano già stati portati al cinema con successo dai maggiori registi degli ultimi anni: Mystic River (Clint Eastwood; premio Oscar a Sean Penn e Tim Robbins), Shutter Island (Martin Scorsese) e Gone, Baby, Gone (Ben Affleck).

 

Titolo: Ogni nostra caduta
Autrice: Dennis Lehane
Pagine: 424
Prezzo ed. cartacea: 18,60€
In libreria dal 28 agosto


Sperling & Kupfer

Ha fatto sognare, emozionare e innamorare un miliardo di lettrici su Wattpad, ha conquistato i vertici delle classifiche di tutto il mondo e la Paramount Pictures ne ha acquistato i diritti cinematografici per farne un film.

Ora la storia dell’amore infinito di Tessa e Hardin rivive tra le pagine di uno speciale libro-diario che raccoglie le frasi più belle, i momenti indimenticabili, i personaggi preferiti. Un’occasione unica per le fan della serie, che potranno scrivere la propria storia tra le righe di After.

Il progetto grafico e le illustrazioni sono frutto della creatività di Elisa Paganelli.

Titolo: Il diario di After
Autrice: Anna Todd, Elisa Paganelli
Pagine: 288
Prezzo ed. cartacea: 14,90€
In libreria dal 29 agosto


Tre60

Alvina Knightly non è una donna come le altre. È nata col cuore a destra, nel posto sbagliato. È per questo che tutto, nella sua vita, è andato storto? Forse. Ma ora il destino le ha offerto l’occasione per prendere il posto della sua gemella, Elizabeth. La sorella che ha il cuore al posto giusto. Che è sposata con un uomo affascinante e ha un bellissimo bambino. Che è buona, ricca, altruista. Perfetta.

Ma prendere il suo posto significa entrare completamente nella sua vita. Significa che Elizabeth non ci deve essere più… Significa che deve morire.

Per vivere l’esistenza che ha sempre desiderato, per vendicarsi di tutto il male che ha subito, Alvina è disposta a uccidere. Ma sbarazzarsi della sorella non è che il primo passo. Il secondo è mantenere il segreto. Ed è molto, molto più difficile…

Titolo: Mad
Autrice: Chloé Esposito
Pagine: 432
Prezzo ed. cartacea: 16,80€
In libreria dal 31 agosto
Ulteriori dettagli qui 


 

Come siamo diventati nordcoreani

Grazie a storie e testimonianze reali, “Come siamo diventati nordcoreani” ci immerge nella terribile realtà nordcoreana che abbiamo avuto modo di conoscere tramite la terribile esperienza di Shin con Fuga dal campo 14 (Codice edizioni).   

La storia raccontata da Krys Lee si svolge in uno dei posti più caldi del pianeta, il confine tra la Cina e la Corea del Nord. Lì passa un mondo intero in una giornata: un mondo fatto di spie, soldati, fuggiaschi, ladri e missionari che Krys Lee ci svela con inaudita potenza.

Il primo capitolo del libro descrive un banchetto in onore di Kim Jong Un, il dittatore nordcoreano noto alle cronache per le sue stravaganze e la sua crudeltà. Un uomo che mette nei campi di prigionia i cittadini che non spolverano il suo ritratto, o fa fucilare i ministri che non applaudono abbastanza ai suoi discorsi. Ma si passa subito alla realtà di un Paese che abbiamo imparato a conoscere grazie a Fuga dal Campo 14, di Blaine Harden, che racconta la storia terribile e indimenticabile di Shin Dong-yuk.
L’autrice, di padre nordcoreano, ha vissuto in prima persona il dramma delle migliaia di donne che attraversano la linea invisibile tra la Corea del Nord e la Cina, tra la fame e la schiavitù, costrette a vendersi per 30 dollari ai cinesi che, nel migliore dei casi, cercano una moglie. I protagonisti del romanzo, ispirato a fatti veri, hanno storie e destini diversi, ma nessuno dei lettori riuscirà a disinteressarsi a loro dopo aver letto questo libro.

L’autrice

Krys Lee è nata in Corea del Sud e ha vissuto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Ha scritto per “Granta”, “The Guardian” e il “Corriere della Sera”. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di racconti Drifting House. Divide il suo tempo tra gli Stati Uniti e la Corea del Sud, dove insegna scrittura creativa e letteratura e si occupa di accoglienza dei rifugiati nordcoreani.

Titolo: Come siamo diventati nordcoreani
Autrice: Krys Lee
Genere: Romanzo
Casa editrice: Codice edizioni
Pagine: 304
Prezzo ed. cartacea: 18,00€

A breve la mia recensione!


Già disponibile in libreria!


 

Lo scherzo di Solimano recensione

Titolo: Comment les grands de ce monde se promènent en bateau
Autrice: Mélanie Sadler
Genere: Racconto
Anno di pubblicazione: 2015
Titolo in Italia: Lo scherzo di Solimano
Anno di pubblicazione: 2016
Trad. di: Alberto Bracci Testasecca

J(aver) L(eonardo) Borges, professore emerito dell’università di Buenos Aires, si prepara per un convegno internazionale, programmato per l’anno successivo, sui dirigenti politici del XV e XVI secolo.

Il suo argomento sarà Solimano il Magnifico.

Ma mentre osserva un peri, una composizione pittorica in stile turco, del 1520 scopre un minuscolo particolare assolutamente fuori posto: la dea azteca Coatlicue e una scritta “In memoria del terribile anno 870“, cioè secondo il calendario gregoriano il 1492 (anno della scoperta dell’America).

Che ci fa una dea azteca in un disegno turco?

Le implicazioni di una risposta a tale domanda potrebbero rivoluzionare la storia così come la conosciamo. Ma il rischio insito in una rivelazione così esplosiva vale davvero?

In un centinaio di pagine – e con pochi (volatili) personaggi sulla scena – scopriamo come Spagna, America e sì anche Turchia siano legate da un unico personaggio e da un grande viaggio.

La curiosa vicenda si svolge su livelli diversi (sia spaziali che temporali): il primo è quello occupato da Borges e dal suo amico e collega Hakan, sguinzagliato sul campo a fare ricerche dirette (quando non ci sono dei sottopagati assistenti a fare da bieca manovalanza… con scarsi risultati).

Il secondo livello, invece, ci porta in America ai tempi dell’arrivo di un Marco Polo alla ricerca degli indiani d’India e poi di un Cortes coadiuvato dalla figura molto discussa della Malinche, donna dotata – a quanto pare – di grande scaltrezza, interprete nonché amante del suddetto conquistadores.

Infine, l’ultimo livello è quello riservato a Solimano, al suo meraviglioso palazzo, alle sue grandi ricchezze, alle suo vasto harem e alla sua geniale consorte Roxelana (prima semplice concubina del sultano).

Il tutto accompagnato da un linguaggio ritmato, fresco e molto simpatico.

Insomma, in poche parole: raccontino senza troppe pretese, veloce da leggere se si è del giusto umore.

Mancano, data la brevità e la compattezza della storia, particolari analisi sui personaggi; la storia, ugualmente poco approfondita, avrebbe forse meritato di ottenere la profonda costruzione di un romanzo un po’ più sostanzioso.

Onestamente, se non lo avessi avuto gratis per via delle offerte al Salone del Libro (di cui ti ho parlato qui), dubito che avrei mai adocchiato questo romanzetto: il prezzo di copertina è di gran lunga superiore ai contenuti del libro.

Tuttavia, la penna della Sadler – al suo esordio – mi è rimasta simpatica e non escludo di leggere altro – possibilmente più corposo – di questa scrittrice.


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Fuga dal campo 14 recensione

Titolo: Escape from Camp 14 – One man’s remarkable Odyssey from North Korea to freedom in West
Autore: Blaine Harden
Genere: Reportage
Anno di pubblicazione: 2012
Titolo in Italia: Fuga dal Campo 14
Anno di pubblicazione: 2014
Trad. di: Ilaria Oddenino

A causa dei crimini ereditati dai fratelli di suo padre, Shin  vive – per modo di dire – dietro la recinzione elettrificata dal segretissimo Campo 14.

Lì la sua non-vita consiste in fame, privazioni, violenze, torture e lavori forzati.

Obblighi primari: non fuggire, lavorare sodo, obbedire alle guardie e denunciare chi rinnega la benevolenza dello Stato nord coreano.

È così che, dopo essere stato imprigionato al buio e torturato col fuoco, Shin assiste – con uno stranito senso di sollevo – all’esecuzione della madre e del fratello maggiore, colpevoli d’aver tentato la fuga dal campo.

Shin ancora non incolpa il regime nord-coreano (di cui a malapena conosce l’esistenza) e non pensa nemmeno lontanamente alla fuga.

Perché Shin, nato da una madre e un padre scelti per passare insieme cinque notti l’anno, non conosce nulla al di fuori del Campo 14 e non è in grado di immaginare una realtà diversa di quella del lavoro forzato,  delle botte e dagli ordini delle guardie.

È cresciuto con una madre che altro non è se non una rivale per il cibo; un fratello praticamente estraneo e un padre altrettanto sconosciuto.

Ma per Shin questa situazione è la normalità: lui non sa come dovrebbe essere l’amore di una madre o di un padre; non conosce la complicità di un fratello; e non ha nemmeno idea di cosa sia stato privato perché «all’inferno ci [è] nato».

«I campi di lavoro nordcoreani, tuttora funzionanti, esistono da un periodo di tempo doppio rispetto ai gulag sovietici e dodici volte superiore rispetto ai campi di concentramento nazisti. Sulla loro collocazione geografica non ci sono dubbi: le immagini satellitari ad alta risoluzione, disponibili su Google Earth a chiunque abbia accesso a Internet, mostrano ampi perimetri recitanti disseminato lungo le impervie montagne della Nord Corea. Secondo le stime del governo sudcoreano sarebbero circa centocinquantamila i prigionieri rinchiusi nei campi, mentre secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America il numero toccherebbe quota duecentomila.» [estratto da Fuga dal Campo 14, Blaine Harden, Codice edizioni, 2017]

Secondo alcuni rilevamenti svolti da Amnesty International, le costruzioni all’interno dei sei campi di concentramento sarebbero in aumento.

Il Campo 14 visto da Google Earth;
immagine estratta dal sito North Korean Economy Watch

Il più grande di questi è lungo circa cinquantuno chilometri e largo quaranta. Una città praticamente (più grande di Los Angeles) che comprende (quasi) tutto per l’autosufficienza: fattorie, fabbriche per i vestiti, dormitori, centrali elettriche, miniere, ect..

In due di questi campi vi si applicano sistemi “rieducativi” che, se “superati con successo”, possono consentire al fortunato di tornare in società (per sempre, però, sotto la sorveglianza del regime).

Il Campo 14 è, invece, quello cui viene applicato il regime duro ed è tristemente noto per l’inflessibilità e il rigore con cui le violenze sono perpetrate.

Shin Dong Hyuk in una foto dell’Indipendent.co.uk

La vita nel campo offre giornate lavorative di dodici/quindici ore; dieta a base di mais, cavolo e sale; abusi e umiliazioni; esecuzioni pubbliche; diffidenza, isolamento e disprezzo persino tra gli stessi internati.

Insomma, in poche parole, lotta per la sopravvivenza (a ogni costo).

Shin, comunque, è riuscito a fuggire: il primo a esser nato in un campo ed esser poi riuscito a scappare.

Ha ventisei anni (è scappato da tre) quando incontra il nostro narratore cinquantaseienne Blaine Harden, corrispondente del Washington Post.

Tra segreti, menzogne (già…), confessioni, correzioni e spiegazioni Harden ci introduce nella realtà vissuta da Shin all’interno del campo e di come questo abbia cambiato drasticamente la sua esistenza e il suo carattere (e, ovviamente, ne influenzi ancora fortemente la vita).

Accanto alle terrificanti esperienze di Shin, le rivelazioni e le confessioni di altri nord coreani, riportate da Harden, ci aiutano a comprende il clima e la realtà di una nazione completamente alla deriva e chiusa in un violento oscurantismo.

Insomma, Fuga dal Campo 14 è un reportage accurato e non pesante (nel senso che è facilmente comprensibile anche da non esperiti di geo-politica e questioni internazionali; ovviamente sono gli argomenti trattati e la realtà mostrata a essere pensanti).

Una lettura importante per conoscere il mondo e non ficcare la testa sotto la sabbia, ignorando certe realtà. E ovviamente io non posso che consigliarne la lettura.

Ma forse la verità è quella contenuta nell’editoriale dell’Economist (e riportata da Harden): «Forse la portata delle attività è tale da anestetizzare l’indignazione. […] È molto più facile ridicolizzare il regime e le pazzie del suo leader piuttosto che affrontare realmente la sofferenza che quel regime infligge alla popolazione […] la Corea del Nord commette praticamente ogni attività che rientra nella categoria “crimine contro l’umanità“».


Qui sotto trovi il docu-film Camp 14: Total Control Zone diretto da Marc Wiese (in inglese).


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Il codice di Newton recensione

Titolo: Ghostwalk
Autrice: Rebecca Stott
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2007
Titolo in Italia: Il codice di Newton (anche Il gioco dell’alchimista)
Anno di pubblicazione: 2007
Trad. di: Maria Clara Pasetti

Cameron Brook è passato a trovare la madre, Elizabeth, scrittrice un poco eccentrica e fissata con il Seicento.

Insomma, Cameron se lo sente subito addosso che qualcosa non torna e, infatti, qualcosa nel fiume lo colpisce: sua madre è lì… annegata.

Le circostanze della tragedia non appaiono chiare e la polizia concentra parte della sua attenzione a un violento gruppo di animalisti che, negli ultimi tempi, sta prendendo di mira proprio Cameron e i suoi collaboratori all’università di Cambridge (Cameron è uno scienziato… a quanto pare di capire).

E, infatti, non si è tratta solo di sua madre. La verità si nasconde indietro nel passato – nel ‘600 – e avanti nel futuro, perché i “delitti di Cambridge“, destinati a far storia in Inghilterra, sono appena iniziati e strani figuri cominciano a spuntar fuori dalla vita di Elizabeth.

In tutto questo si ritroverà invischiata Lydia, ex – ma non troppo – amante di Cameron nonché amica di Elizabeth, incaricata da lui di terminare l’ossessione della madre: un libro dedicato a Newton e ai suoi rapporti con gli alchimisti a cui manca proprio l’ultimo capitolo.

In questo libro si mescolano due sentimenti contrapposti, il primo dei quali è un generico quanto scioccato – e anche un poco indispettito: ma che diavolo ho letto?!

A mente fredda, poi, subentra il secondo pensiero e cioè: … peccato!

Peccato sì, perché la storia poteva rivelarsi davvero una bomba.

Partiamo dalle basi (tutto sommato positive): la nostra – ormai defunta – Elizabeth s’è incaponita su Newton, sul suo genio e la sua inarrestabile quanto sospetta ascesa delle gerarchie dell’università di Cambridge. La donna, infatti, è convinta che gatta ci covi. E per “gatta” che cova intendo “alchimia” (quel noto miscuglio di magia, mistero, scienza e conoscenze altolocate) che serpeggia.

Quindi, Newton non sarebbe stato il solitario genio, ma avrebbe goduto di protezione e conoscenze e agganci proprio degli alchimisti dell’epoca i quali lo avrebbero spinto nella sua ascesa e nel perfezionamento della sua scienza.

E, fin qui, tutto bene. L’idea ci sta e risulta sufficientemente interessante.

Il problema non sta nell’idea di base quanto nella sua realizzazione.

Per quanto qualcuno ci voglia vedere parallelismi con “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown, i due libri possono assomigliarsi solo in quanto chiamano in causa un grande e stimato scienziato del passato.

La storia de “Il codice di Newton” è sconclusionata; le intuizioni mistiche raffazzonate; le evoluzioni narrative forzate e insulse. I colpi di scena (quelli indubbiamente ben realizzati nel thriller di Brown) sono qui presentati con un tale pressappochismo da rendere completamente nullo il loro carico di sorpresa e tensione.

I personaggi sono insulsi, mal realizzati; appaiono e scompaiono in maniera raffazzonata.

I loro dialoghi raggiungono livelli di confusione che raramente ho visto. Insomma, a parte il fatto che vengono interrotti in favore di inutili descrizioni ambientali, gli stessi personaggi sembrano parlare su canali non sintonizzati l’un con l’altro.

Tutto si trascina con estrema lentezza (e prevedibilità) e nemmeno le – comunque – interessanti curiosità storiche riescono a risollevare la disastrosa situazione.

La storia è scombinata, spesso si fa fatica a seguire le intuizioni della ghost-writer Lydia o a seguire i suoi ragionamenti e il modo pacifico con accetta l’assurda situazione che le sta precipitando addosso (altro che stoicismo!).

In ogni caso, se siamo d’accordo che l’assassino 

SPOILER

sia un fantasma tornato dal Seicento che elimina chi è a conoscenza del suo segreto, non si capisce in che modo ragioni… è fatto di ectoplasma siamo d’accordo, ma un minimo di sensatezza… ha ucciso Elizabeth, colei che ha – più che altro – intuito il suo segreto, ma poi ha lasciato in vita Will/Lily che aveva ricevuto una copia del capitolo segreto dalla stessa Elizabeth. Di nuovo, lascia in vita Lydia (che ha ricevuto la copia del capitolo incriminato da Will/Lily), ma uccide l’ultimo della fila, cioè Cameron che riceve il capitolo da Lydia. Mah… 

In poche parole: non ne vale la pena.


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