Perfect 2

Il secondo capitolo della serie in arrivo per DeAgostini: Perfect 2.

Brad Johnson è sexy, ricco e spregiudicato. Per conquistare ogni ragazza che desidera, gli basta sfoderare uno dei suoi sorrisi speciali e folgorarla con i suoi occhi color zaffiro. E con la stessa facilità con cui seduce le sue prede, Brad le abbandona. Senza sensi di colpa, perché il suo cuore è impermeabile a qualsiasi emozione.

O così sembra, fino al giorno in cui incontra Mabry. Mabry è bella, intelligente, sfacciata. Tra lei e Brad la passione è immediata e travolgente. Eppure, nello sguardo di Mabry c’è qualcosa che lui non riesce a decifrare, qualcosa di profondamente triste e nello stesso tempo intrigante… Qualcosa che fa breccia dentro di lui e, per la prima volta nella vita, lo fa innamorare perdutamente.

Ma proprio quando Brad è disposto ad ammettere ciò che prova, Mabry inizia ad allontanarsi. Perché ci sono segreti troppo dolorosi da confessare, e ricordi così potenti da perseguitarci per sempre… L’amore sarà abbastanza forte da guarire questi due cuori imperfetti e portarli alla felicità?

Lo straordinario, attesissimo seguito di Perfect. Passione, tormento e un cattivo ragazzo pronto a redimersi in una storia d’amore semplicemente perfetta.

L’autrice

Alison G. Bailey vive a Charleston, in South Carolina. I suoi romanzi hanno ricevuto numerosi riconoscimenti e sono diventati bestseller internazionali e su Amazon. Alison si è innamorata della scrittura da bambina, quando si divertiva a reinventare i dialoghi dei film che vedeva al cinema o in tv. Prima di dedicarsi alla narrativa, ha scritto e prodotto diverse opere teatrali. Sotto l’influenza di enormi quantità di Pepsi Light e ascoltando ininterrottamente le sue playlist su Spotify, Alison scrive storie uniche, piene d’amore e romanticismo.

Il suo primo romanzo, Perfect. La perfezione di un attimo, è stato uno straordinario fenomeno del web e un grande bestseller.

Titolo: Perfect 2
Autrice: Alison G. Bailey
Genere: YA
Casa editrice: DeAgostini
Pagine: 384
Prezzo ed. cartacea: /
Target: 16+

Preceduto da:
– Perfect


Disponibile dal 20 giugno 2017!


Non avrai segreti

In testa nelle classifiche del New York Times, arriva anche in Italia il romanzo di Penelope Ward: Non avrai segreti.

Sin dal loro primo incontro, l’attrazione tra Elec e Greta è irresistibile. Ma se lei è dolce e gentile, lui si comporta in modo stranamente scontroso e aggressivo. Greta però non riesce a smettere di cercarlo: è sicura che sotto quella corazza di tatuaggi e muscoli lui nasconda un cuore tenero e che, dietro il suo sguardo glaciale, ci sia un desiderio feroce, capace di portarla all’estasi. Quando finalmente Greta riesce a conquistarlo, provando sensazioni a lei sconosciute sino a quel momento, una questione famigliare costringe Elec a tornare in California…

Dopo sette anni, Elec e Greta s’incontrano ancora. Lei si è ricostruita una vita, mettendo da parte i sentimenti che l’hanno tenuta a lungo legata a lui. Lui ha una nuova compagna di cui sembra essere sinceramente innamorato.

Ma è davvero tutto cambiato? Quando un brivido le percorre la schiena, Greta ha un cattivo presentimento: il suo cuore sta per spezzarsi ancora…

L’autrice

Penelope Ward è nata e cresciuta a Boston. I suoi romanzi sono una presenza fissa ai primi posti delle classifiche del New York Times, di USA Today e del Wall Street Journal. Quando non scrive, ama dedicare il suo tempo alla lettura, alla famiglia, agli amici e al relax con una buona tazza di caffè. Attualmente vive nel Rhode Island, con il marito e i suoi due figli.

Titolo: Non avrai segreti
Autrice: Penelope Ward
Genere: Rosa
Casa editrice: Tre60
Pagine: 288
Prezzo ed. cartacea: 16,40€
Prezzo ed. digitale: 7,99€


Disponibile dal 29 giugno 2017!


La ragazza tedesca

Il nuovo romanzo di Armando Lucas Correa, La ragazza tedesca, in una delle pagine più brutte della storia umana: l’Olocausto.

Maggio 1939. Sono 937 gli ebrei a bordo del transatlantico St. Louis, 937 innocenti in fuga dalla violenza della Germania nazista. Tra loro, ci sono Hannah Rosenthal e Leo Martin. Sebbene siano solo due ragazzini, durante la traversata Hannah e Leo decidono di voler passare il resto della vita insieme. Ma è un sogno destinato a non avverarsi: quando la St. Louis arriva in porto, Hannah è tra i pochissimi fortunati a ottenere il permesso di sbarcare. Tutti gli altri passeggeri sono costretti a tornare indietro, in Germania. Compreso Leo…

New York, 2014. Anna Rosen riceve uno strano regalo per il suo dodicesimo compleanno: la lettera di una certa Hannah Rosenthal, che sostiene di essere la sua prozia paterna. Per Anna è un’occasione da cogliere al volo: Hannah è l’unica che conosca la verità su suo padre, scomparso prima che lei nascesse. E quindi decide d’incontrarla, scoprendo così la storia di una donna che ha lottato per farsi strada in un Paese straniero, una donna che ha dovuto dire addio al suo amore, ma che non ha mai perso la speranza di poterlo riabbracciare. E, grazie ad Anna, Hannah riuscirà finalmente a riconciliarsi col proprio passato e a capire che per essere felici non basta sopravvivere, ma bisogna essere pronti ad affrontare sino in fondo tutte le sfide che il futuro ha da offrire.

Prendendo spunto da una delle pagine più oscure e dimenticate dell’Olocausto, Armando Lucas Correa ci conduce dalle strade cupe della Berlino di Hitler ai balli sontuosi a bordo della St. Louis, dal sole di Cuba prima della rivoluzione alla New York dei nostri giorni, seguendo le storie di due donne accomunate dal coraggio e dal desiderio di trovare il proprio posto del mondo. Due donne lontane nel tempo, eppure legate dal filo invisibile del destino.

L’autore

Armando Lucas Correa è il caporedattore di People en Español, la rivista di lingua spagnola più venduta in America. Nel corso della sua lunga carriera di giornalista, ha ricevuto numerosi premi sia dalla National Association of Hispanic Publications sia dalla Society of Professional Journalism. Attualmente vive a Manhattan con la famiglia.

Titolo: La ragazza tedesca
Autore: Armando Lucas Correa
Genere: Romanzo
Pagine: 432
Prezzo ed. cartacea: 16,90€
Prezzo ed. digitale: 9,99€
Trad. di: Giuseppe Maugeri


Disponibile dal 22 giugno 2017!


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Wolf 2 Il giorno della vendetta recensione

Titolo: Blood for Blood
Autrice: Ryan Graudin
Genere: Distopico/YA
Anno di pubblicazione: 2016
Titolo in Italia: Wolf 2 Il giorno della vendetta
Anno di pubblicazione ITA: 2017
Tra. di: Roberta Verde

Preceduto da:
Wolf La ragazza che sfidò il destino

Nel momento in cui il boato erompe dalla sala da ballo e un secondo boato ne frantuma i vetri di una finestra, Luka Löwe capisce di dover dare avvio all'”Operazione salvati la pelle e dimostra la tua innocenza“.

Già, perché ricordi dove erano rimasti? Il Tour dell’Asse era terminato con la vittoria proprio di Luka. Al ricevimento in onore del vincitore, Luka aveva invitato Adele Wolfe in un improvviso quanto fortissimo ritorno di fiamma.

E, bè, lì Adele, approfittando di un ballo con il Fürher in persona, gli aveva sparato dandosi immediatamente alla fuga.

Luka, diventato scomodo testimone e sospetto complice, si è dato all’inseguimento di Adele e Felix, il di lei fratello, è rimasto prigioniero di un barbaro interrogatorio da parte dei soldati tedeschi.

Ma Adele non è Adele. È Yael, membro della Resistenza (il cui compito è quello di distruggere il Nuovo Ordine). È una ragazza ebrea scampata agli orrori di un campo di sterminio grazie a una dote concessale – ovviamente non per bontà – proprio da un tedesco: la possibilità di cambiare volto.

Ma tutto è andato a rotoli, perché l’Hitler cui Yael ha appena sparato non è quello vero, ma un mutafaccia come lei.

Insomma anni di piani, di organizzazione, di duro addestramento sfumati così. Che ne sarà della Resistenza?

E che ne sarà di Yael!?

Adesso quello a cui Yael deve pensare è scappare. Dileguarsi. Salvarsi. Con la sua abilità sarà un gioco da ragazzi. Se non fosse che… il Vincitore Löwe ha deciso di seguirla… e bè la sua di faccia è fin troppo riconoscibile.

In un mondo al rovescio – che fortunatamente ci è stato risparmiato – le speranze della Resistenza sono riposte in una sola ragazza mutaforma, Yael. Peccato che non sia la sola e anche Hitler abbia al suo soldo un manipolo – più o meno nutrito – di Mystiche (la bluastra eroina Marvel) personali.

Il primo capitolo della saga ci aveva lasciato così e curiosi di uscire dallo stallo – e di vedere anche Yael fuggire dalla situazione – degli ultimi eventi del ballo del Vincitore.

La Graudin riprende proprio da dove aveva interrotto e ci conduce attraverso un viaggio geografico ed emozionale in un crescendo di tensione.

È così che comincia la fuga di Yael e Luka. I due si scontreranno con amici, nemici, alleati e indecisi. Finiranno nel fuoco incrociato, rischieranno il fuoco amico e incontreranno pure il fuoco nemico.

In viaggio nel Nuovo Ordine di Wolf 2

Nel primo volume della saga avevo avuto modo di apprezzare particolarmente la figura di Yael, impossibilitata ad avere una sua identità ma decisa nell’aggrapparsi a una versione di se stessa lontana dagli esperimenti nazisti. Un tatuaggio come unica costante di una vita fatta di paura, vendetta e ricordi.

Qui, data anche la maggior attenzione sul suo personaggio, non posso non apprezzare Luka, il giovane ragazzotto che ha sempre cercato di opporsi al mondo nazionalsocialista senza nemmeno capirlo per davvero. Insomma, piccole ribellioni di un giovanotto strafottente desideroso di ricevere l’approvazione del padre, ma anche smanioso d’allonatarsi da quell’opprimente figura paterna.

La realtà che gli offre Yael è, però, diversa da tutto quello che gli era stato insegnato e che Luka aveva di conseguenza immaginato. Così, dopo mistificazioni, bugie, domande scomode cadute nel silenzio e risposte comode accettate con una scrollata di spalle, il giovane comprende finalmente che «la paura non è una scusa».
Tutto questo lo rende un personaggio maturato moltissimo tra il primo e il secondo capitolo della saga.

A onor del vero, un approfondimento sul personaggio – con storia passata compresa – c’è già stato in Iron to Iron, libro dedicato ancora una volta al Tour dell’Asse (quindi gli eventi sono identici a Wolf 1) dal punto di vista, però, di Luka. Questo per dire che chi ha letto questo volume potrebbe già conoscere molti degli eventi citati della storia del Vincitore Löwe.

Accanto a lui nella triade dei principali – ma forse meno riuscito rispetto a Luka – c’è Felix, il fratello determinato a tutti i costi a salvare la sua famiglia. E, per carità, non si può negare che ci si metta d’impegno, mannaggia!

Il suo modo è diametralmente opposto a quello di Yael, ma le sue convinzioni sono praticamente le stesse della nostra cara mutaforma. Le loro posizioni sono opposte, ma il loro pensiero è simile.

Detto questo la storia si conferma ricca di tensione ed emozioni. I suoi personaggi – anche se mi pare se ne approfondisce sempre uno per volta – sono carichi di sentimenti e sanno trasmetterli al lettore.


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Quattro chiacchiere con Rosa Montero

Rosa Montero, giornalista e scrittrice, è autrice del romanzo “In carne e cuore“, di recente pubblicazione con la casa editrice Salani.

Il romanzo s’incentra sulla storia di Soledad, sessantenne appena abbandonata dall’amante, la quale per vendicarsi architetta una particolare vendetta: quella di assumere un prostituto.

Ben presto, però, la situazione le sfuggirà di mano.

Qui puoi leggere la mia recensione completa sul romanzo.

Grazie all’ufficio stampa sono stata in grado di porre qualche domanda a Rosa Montero.

Ecco la mia “chiacchierata” con l’autrice.

Al suo attivo ha già numerosissimi romanzi, ma lei “nasce” come giornalista. Come si articola il passaggio dalla scrittura giornalistica a quella dei romanzi?

In realtà, come la maggioranza dei romanzieri, ho iniziato a scrivere da ragazza. Ho letto un’intervista della Rowling, l’autrice di Harry Potter, che diceva che il suo primo romanzo lo scrisse a soli sei anni: un romanzo su un coniglio che parla. Io ho scritto i miei primi racconti a cinque anni, ed erano su topolini che parlano.

Li conservo ancora.  Dacché mi ricordo di me stessa, mi ricordo mentre scrivo, sempre narrativa. Però ovviamente so che non potrei vivere solo di questo (e soprattutto adesso non si deve vivere di solo di questo): infatti ho cercato un lavoro.

Dal momento che amavo scrivere, ho deciso di diventare giornalista, e ciò che è successo è che ho iniziato a lavorare come giornalista mentre ancora studiavo, a 19 anni. Mentre pubblicavo articoli, continuavo sempre a scrivere racconti. E portare avanti entrambe le cose è per me del tutto naturale. La scrittura giornalistica è un genere letterario come qualunque altro, e è raro trovare uno scrittore che coltiva un solo e unico genere. Io mi considero una scrittrice di narrativa, giornalismo e saggistica. Moltissimo scrittori sono anche giornalisti.

Nei suoi romanzi, compreso questo, le donne sono le protagoniste indiscusse. Cos’hanno da dire le sue figure femminili in più rispetto a quelle maschili? 

Dei miei cinque romanzi, ce ne sono due con dei protagonisti assolutamente maschili, e gli altri con un coprotagonista uomo.  La consuetudine è che gli scrittori scrivono la maggior parte dei loro romanzi con protagonisti del loro stesso sesso.

Quello che mi esaspera però è che quando una donna scrive un romanzo con una protagonista femminile, la gente pensa che stia scrivendo sulle donne e di femminismo, mentre quando un uomo scrive un romanzo con protagonista maschile, la gente pensa che stia scrivendo del genere umano. Io non ho alcun interesse particolare a scrivere sulle donne, scrivo del genere umano in generale, ma quello che sta di fatto è che il 51% del genere umano è composto di donne.

Certamente credo che In corpo e carne potrebbe benissimo avere un uomo come protagonista, modificando piccoli dettagli, ma tenendo identico l’essenziale. Infatti molti lettori uomini si sono ritrovati in questo romanzo.

La vita solitaria di Soledad è un’anomalia agli occhi degli altri che si sentono quasi in obbligo di compatirla. Siamo nel 2017 e ancora le donne senza figli sono da guardare con pietà. Insomma, non supereremo mai questi preconcetti? 

Partiamo dal presupposto che, anche se siamo avanzati molto, continuiamo a vivere in una società molto sessista e piena di pregiudizi. La donna senza figli continua ad essere vista come un’eccezione o una persona egoista. Però questo pensiero sessista non affligge solo le donne che non sono madri, ma anche quelle che lo sono. Quello che voglio dire è che il maschilismo impone che le donne madri rispettino un certo modello. Recentemente sono stata a una tavola rotonda di scienziate donne, ricercatrici all’avanguardia e eccezionali nel loro campo, e una di loro  ̶̶  un’andalusa di quarantotto anni – ha spiegato le difficoltà che ha avuto nel costruirsi la sua carriera, essendo madre di un bambino. E ha detto: «Il primo giorno che ho dovuto lasciare mio figlio alla scuola materna mi è venuto da piangere, però di gioia. E questo mi ha suscitato un gran senso di colpa».

In definitiva, credo che tutte noi donne dobbiamo lottare per liberarci dei pregiudizi sessisti che noi stesse abbiamo fatto nostri.

Uno degli scrittori maledetti, di cui Soledad cura la mostra, si rivela essere una figura invitata, ma la sua storia è così speciale e potente da risultare vera. Come le è venuto in mente questo personaggio? Ha pensato di dedicargli un libro? 

Ahah, grazie molte…

Girando intorno a questa storia per diversi mesi, perché serviva inventare qualcosa che riflettesse simbolicamente la trama principale (infatti, se guardi bene, questa vicenda raccoglie in qualche modo tutti gli ingredienti della vita di Soledad), a poco a poco ci sono arrivata. Non credo che fosse necessario scriverci un intero libro al riguardo, però ti informo che in questo momento c’è una drammaturga che sta componendo la sua opera a partire da questo racconto.

È la prima volta che leggo di un’autrice che fa un cameo in un proprio libro. Com’è rendere una versione di sé su carta? 

Ahah, nella mia scrittura io uso tantissimi giochi di parole. Per me il confine tra realtà e finzione è molto sottile, sfocato, scivoloso, e mi piace giocare in questa zona d’ombra, inserendo personaggi reali o cose del genere: ad esempio, Ana Santos Aramburo, la direttrice della Biblioteca Nazionale, anzi, la direttrice della Biblioteca Nazionale di tutta la Spagna.

Anna è una mia amica, e non mi rendevo nemmeno conto che la stavo rendendo un personaggio, tanto che quando ho terminato la prima bozza, gliela inviai subito e le dissi: «Anna, ti ho scelto come personaggio e ti faccio anche parlare molto, prova a vedere se questa cosa ti va bene… », e per fortuna le è andato bene, ahah.

Così anche il mio “cammeo” è parte dello stesso gioco e mi sono anche divertita molto a guardarmi attraverso gli occhi della mia protagonista, perché Soledad mi odia all’istante: odia i miei tatuaggi, la maniera in cui mi vesto, crede che io mi voglia darmi l’aria da giovane, ahah… E non sbaglia, io sono molto Peter Pan, ma il fatto di esserlo mi risulta congeniale, non mi infastidisce per nulla, al contrario credo che è il bambino che è in me quello che scrive, che crea… però per il personaggio sarà fatale.

Per un’altra ragione, la mia presenza in questo capitolo è importante perché avverto Soledad che la vita immaginaria è comunque vita, e questo la aiuta a terminare il romanzo molto meglio di come è iniziato.