Essere lettore forte in Italia

Tempo fa, parlammo un po’ del lettore ideale, una specie di incrocio tra un santo paziente e un critico culinario inviperito.
Questo raro esemplare, molto timido e difficilmente osservabile in mezzo alla gente, è un divoratore onnivoro di libri, abile dispensatore di consigli, critico al punto giusto e molto attento a stile, narrazione e coerenza logica.

Lo avevamo lasciato così, allontanandoci dalla sua presenza un po’ sbalorditi e un po’ timorosi come quando si indietreggia davanti a uno strano animale del quale è difficile immaginarsi le reazioni.

Però, proprio come quando si realizza che non è normale incrociare per strada un strano animale (a meno che non si sia nel mondo dei sogni o in uno strampalato B-movie americano), ho cominciato a chiedermi: ma esiste poi questo lettore ideale? Cioè esiste/esistono da qualche parte una o più persone non tanto abili dispensatrici di consigli, quanto semplici lettrici superiori alla media?

Be’, avevo già avuto modo di interessarmi alla questione in uno dei primi e – impaccitiassimi – articoli del blog (te lo linko qui nella speranza che la differenza tra presente e passato si noti) e non è che la situazione da allora sia migliorata. Per carità, non è nemmeno peggiorata, ma ecco direi che non si tratta proprio di un risultato incoraggianate.

Sorvolando sui soliti discorsi ormai noti che in Italia non si legge e quasi il 50% della popolazione è analfabeta funzionale (cioè sa leggere e scrivere, ma non è capace di elaborare le informazioni che riceve in maniera critica… tosta come cosa se ci si pensa), chiediamoci chi è il lettore tipo italiano. Cioè chi è il lettore forte, colui/colei che legge così tanto da poter ergersi a dispensatore di consigli e garante della letteratura (sì, ok, perdona questa mia immagine alla Captain America), colui/colei che viene preso come modello da convincere da parte delle case editrici.

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E, allora, eccoti il lettore forte italiano… che legge una media di un libro al mese… dodici libri l’anno. Sai quanti sono questi strani animali? Sono il 13,7% della popolazione [Fonte: Istat.it].

Di lui/lei non sappiamo altro. Non sappiamo che generi preferisce; non sappiamo se comprende quello che legge (cioè se è capace di effettuare una scelta) o se si limita a farsi trascinare dalle mode e dalle pubblicità del momento. Se legge – o almeno conosce perché la cosa non è così scontata – anche classici o se si   limita a seguire la vasta narrativa contemporanea. Legge un libro al mese; è forte; ti basti questo.

Ci troviamo, quindi, in una situazione paradossale (comunque, non del tutto sconosciuta nel panorama italiano): chi dovrebbe porsi come “esempio” per gli altri, in realtà non si discosta poi così tanto dalla media (parliamone: un libro al mese e si è lettori forti?!).

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Ma sono tutti contenti [vedi lo stralcio di intervista riportato qui]; non si tratta di emergenza perché sono anni che le cose stanno così, anzi rispetto ai dati precedenti quasi abbiamo fatto un grande balzo avanti (e un piccolo passo per l’umanità… citando al contrario Armstrong).

Oh, mi dispiace… ultimamente scrivo un sacco di articoli pieni di sconforto. Però, sembra quasi che in Italia  – e non mi riferisco solo al comparto libri – ci glorifichiamo e beiamo della mediocrità. Per carità, va bene – benissimo – leggere un libro al mese, ma non essere considerati lettori forti se si legge una decina di libri l’anno. Bisognerebbe incentivare a leggere ancora di più e non accontentarsi se un misero 13,7% del totale della popolazione legge in media dodici libri l’anno.

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E, invece, non sarebbe bello se si scoprisse realmente chi sono i lettori forti? Quali sono i loro gusti, le loro preferenze. Forse, così facendo, in libreria vedremo meno ciarpame (giuro, mi fa male al cuore vedere gente che ne sorpassa altra solo perché ha del seguito – magari in un ambito che non c’entra un fico secco con la letteratura e i libri). E non sarebbe utile scoprire perché a 19 anni si smette di leggere? Che succede? Perché non trovare un modo per incentivare a leggere anche dopo?

E, bada bene, non me la prendo con chi legge un libro al mese, ma con chi si accontenta di un tale risultato, invece di rimboccarsi le maniche per migliorare, per moltiplicare questo 13,7% nella speranza che si espanda a una fetta più ampia di popolazione e, di conseguenza, diminuisca l’amplissima fetta di non-lettori.

Perché leggere – seriamente – è benessere, è cultura, conoscenza, capacità critica, capacità di ragionare. È così difficile comprendere che un cittadino informato e capace di comprendere ciò che legge è un guadagno per l’intera società?

… Okay, prendo il mio unicorno volante e me ne vado…


P.s. Tutti i dati qui riportati, e presenti anche nelle immagini, di questo articolo sono ripresi dal prospetto Istat disponibile qui


L’amica geniale recensione

lamica-geniale-recensione-tbbTitolo: L’amica geniale
Autrice: Elena Ferrante
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2011

Raffaella, alias Lina (alias Lila, ma solo per la narratrice Elena), sessantasei anni, è scomparsa. Solo dopo due settimane, il prodigo e molto preoccupato figlio Rino si è messo alla sua ricerca: che vuoi, lei faceva così, sempre dentro e fuori; spariva per dei giorni.
Avviate le ricerche e chiamata la polizia, ancora nessuna traccia di Raffaella/Lina/Lila. Elena, l’amica d’infanzia, però, qualcosa immagina e fa cercare a Rino “tracce” (vestiti e scarpe per cominciare) in casa della madre. E la scoperta che fa è sbalorditiva: nulla. Non resta più nulla di Raffaella: nè vestiti nè foto nè certificati nè computer. Nulla. Raffaella si è dissolta.
Ma Elena non può lasciarla andare e così decide che, in questa battaglia non l’avrà vinta l’amica: non sparirà, perché Elena ne condenserà il ricordo nelle sue pagine.

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Ormai, lo sai, mi muovo sempre con un certo ritardo: un po’ resto diffidente dai libri che ottengono grande attenzione iniziale non per meriti (in questo caso, il libro è balzato agli onori delle cronache italiane anche in un tam-tam di Indovina chi? è l’autrice o l’autore… o gli autori…) e un po’ perché preferisco scegliere cosa leggere senza farmi trascinare dalle mode del momento.

In ogni caso, alla fine – è evidente -, ho ceduto… con qualche anno di ritardo. Quindi, parliamo un po’ di questo romanzo.

Il mio primo pensiero, con tanto di strabuzzamento occhi, è stato: oddio! Segno che la lunga lista di personaggi mi ha spaventato subito (la prima certezza esistenziale nella mia lettura è stata: non ricorderò mai chi è chi). E invece… Obiettivamente, i personaggi sono tanti e di qualcuno devo ammettere di aver avuto bisogno di un attimo per fare mente locale, ma vengono introdotti al lettore in punta di piedi tanto da non restare sconvolti più di tanto dal loro numero. Alla fin fine, già nella loro presentazione (anche se non in quella di tutti) c’è un modo di fare, una storia, una diceria, un’azione compiuta o da compiere che lo caratterizza rendendoci l’identificazione più immediata e semplice (es.: quello che, da piccolo, tirava i sassi; quella che pulisce le scale assieme alla madre pazza; quello che è scappato con i genitori “per colpa” della pazza; quelli belli e camorristi; ect.).

E, visto che in questa recensione sono partita a parlare dei personaggi, soffermiamoci un momento in più su questi.

Raffaella è il perno di tutto… e di tutti. Da ragazzetta sporca, cattiva, dinoccolata e sveglia diventa, di colpo, donna con una mente scaltra, un’attrattiva pericolosa e, tuttavia, non del tutto conscia di sé e di chi le sta intorno.
Da sempre affamata di conoscenza, sempre vorace di notizie, informazioni, dati, sempre in lotta, sempre in movimento come se nulla le bastasse, la sua figura è persava da questa fame vorace. Una fame, comunque, destinata a spengersi nello scontro con la realtà del quartietere.
Il suo essere centro di fascino quasi mistico, da una parte, pare un peso talvolta troppo gravoso, ma dall’altra non può non essere fonte di superbia, inorgoglimento.
Insomma, sicuramente, un personaggio strutturato, controverso e particolare.

E come l’ape viene attratta dal fiore e dal suo delicato profumo, così Elena, la nostra narratrice, ma tutto il rione per la verità, è attratta dalla forza, dalla particolarità e dal fascino pericoloso di Raffaella/Lila. Il rapporto di amore/odio/competizione che si crea tra le due è un miracolo letterario, perché dubito che nella realtà tutte le cattivierie di Lila sarebbero state prese così diplomaticamente. Magari – nella realtà – le cose sarebbero andate diversamente, il rapporto si sarebbe incrinato e l’amicizia avrebbe visto una fine precoce. Qui, tuttavia, caso letterario vuole che le due siano quasi in simbiosi da essere l’una l’ombra dell’altra in un misto di fiducia, affetto e, be’, forse un pizzichino di altro (ma, se deciderò di leggere i restanti libri, darò una conferma più avanti). Nonostante questo loro procedere in parallelo, alla fine si assiste a una progressiva inversione dei ruoli e delle dipendenze interne del duo tanto che diventa quasi dubbio dire chi delle due sia effettivamente “L’amica geniale”: la preminenza iniziale e la genialità innata di Lila cede via via il passo a Elena, che, potendo continuare a studiare e ad applicarsi, accresce i suoi orizzonti – e la sua genialità – fino a sentirsi quasi un pesce fuori d’acqua nello stesso rione in cui è nata e cresciuta.

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I fatti – all’inizio – vengono esposti con un ritmo molto particolare, a tratti simile al flusso di coscienza. Infatti, Elena li riporta in ordine cronologico, ma poi la spinta dei pensieri e dei ricordi sembra più forte e si va avanti o indietro nel tempo per poi riprendere il discorso cronologicamente prima o dopo rispetto a dove lo si era interrotto. Potrebbe apparire caotico e, in effetti, è un libro che va letto – almeno nella sua parte iniziale – con attenzione e sarebbe meglio leggere un capitolo intero, senza interrompere la lettura al paragrafo. Questo perché, in un certo senso, i capitoli sono come dei micro-episodi autosufficienti (quelli iniziali legati all’infanzia delle protagoniste). Superata la fase dell’infanzia, lo schema narrativo torna – diciamo – su binari conosciuti (non saprei dire se si tratta di una scelta voluta): l’ordine cronologico è rispettato, i capitoli sono uno l’evoluzione e l’ampliamento del precedente.

Detto questo, però, non si può certo dire che la storia sia “geniale” o innovativa. Si tratta di crescita e formazione, di ruoli che si scambiano, di strade che s’intrecciano per allontanarsi di nuovo, di bisogno di rivalsa, di sogni gloriosi e vanagloriosi. Shakerati con un pizzico di molestie pedofile, di attenzioni ossessive, di paroloni e botte da “uomini veri“, di duro confronto/scontro con la realtà (anzi, le realtà perché non per tutti il cammino e le possibilità sono le stesse), di manate per meglio far comprendere un concetto e anche uno spruzzo di sana rassegnazione. Certi colpi di scena vengono buttati lì come una rete in mare e rapidamente ritirati su come se non fosse mai accaduto nulla; giusto una parentesi di non troppo interesse o peso nella narrazione.
Alla fin fine, non è niente di diverso dalle storie che ho già avuto modo di leggere, riferite sempre allo stesso contesto disagiato, privo di possibilità, di sogni e di rivalsa. Magari l’ambientazione era una città e un dialetto diverso, ma il quadro di riferimento offerto ai personaggi lo stesso.

Tuttavia, ho apprezzato il modo in cui il quartiere è rappresentato più che altro per la voce, più o meno riuscita, che viene data a molti dei personaggi pur continuano a presentare tutto dal punto di vista di Elena, indefessa narratrice. Certo, il contesto zona degradata=gente rancorosa e priva di interessi fa da sfondo per quasi ogni movimento e decisione e anche qui: nulla di nuovo.

Quello che mi ha affascinato di più è stata la capacità della Ferrante di rendere viva e mutevole l’aria del rione a seconda del momento teso o sereno in avvicinamento. I personaggi secondari (cioè non Lila) che si muovono sulle sue strade sono, comunque, caricaturali e “tipici” del luogo (disagiato, v. sopra): il fedifrago che si ammanta di buona educazione; la psicopatica del quartiere; la ragazza di belle speranze che realizza l’esistenza di una realtà diversa; il figlio dello scarpaio che sogna in grande; altri figli che seguono le orme dei padri; ect.

Tuttavia, la conclusione tronca proprio in mezzo all’azione mi ha onestamente infastidita. Capisco la necessità di diluire la storia in più volumi (anche se si potrebbe, in verità, condensare in molto meno), ma non di interrompere la narrazione proprio nel suo svolgimento (obbligando il lettore a prendere il successivo libro per capire come si conclude la scena… perché non è questione di storia “stronca”, quanto proprio di scena spezzata a metà! Mi spiace ripetere il concetto, ma sono rimasta davvero basita… e infastidita).

Non mi sorprendo che la quadrilogia – come la chiamano – abbia avuto un così grande impatto negli Stati Uniti e in Canada (sì, perché prima è esplosa là; poi è tornata qui dove ci siamo resi conto a scoppio ritardo del libro e ha fatto il botto definitivo con la questione del premio Strega, dove ha trovato come “padrino” e sostenitore nientepopodimeno che Saviano).
“L’amica geniale” è tutto quello che gli americani vogliono vedere dall’Italia: un’Italia passionale, talvolta grottesca nelle sue pulsioni, fatta di rioni, bulletti, uomini allupati e maneschi, donne-solo-casa e scarsi orizzonti, onore e rispetto.

Intendiamoci, non è un libro brutto. È molto scorrevole, i personaggi e il rione sono ben descritti (anche se, ripeto, non si tratta di nulla di nuovo), ma non è nulla di eccezionale come il clamore che gli è stato fatto d’intorno farebbe invece pensare. Per carità, buono per la Ferrante (chiunque lei sia) e per la casa editrice che la pubblica, ma personalmente non ci vedo nulla di così fantasmagorico.

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Speciale Strenne: narrativa DeAgostini Natale 2016

Dopo aver parlato dei suggerimenti che DeAgostini propone per i più piccoli quest’anno, guardiamo adesso i consigli di narrativa DeAgostini Natale 2016!

I dettagli riportati fanno riferimento all’edizione cartacea dell’immagine presente in articolo.

shadow magic recensione

Da quando i suoi genitori sono morti in circostanze misteriose, Lily Shadow si è ritrovata unica erede al trono di Gehanna. Ma per una ragazzina di tredici anni, che non ha alcuna conoscenza della magia nera, governare il regno delle ombre è impossibile. I suoi antenati erano in grado di comunicare con glispiriti, risvegliare i morti, radunare truppe dalle tombe. Come potrà lei difendere il Paese senza magia e senza un esercito?
Epico e avventuroso, dall’Inghilterra il primo capitolo di una nuova straordinaria saga.

Pagine: 416
Prezzo di copertina: 14,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui; per leggere la mia recensione, qui.

Flawed. Gli imperfetti

In un futuro non molto lontano, il giudice Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità. È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a fuoco con una F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia e sarà proprio Celestine a scontrarsi per prima con le realtà.

Da un’affermata autrice bestseller internazionale, il primo capitolo di una straordinaria saga destinata a diventare un film prodotto da Warner Bros.

Pagine: 416
Prezzo di copertina: 14,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui.

il club delle seconde occasioni

Cosa c’è di peggio che essere lasciati dalla ragazza che si ama disperatamente? Niente. River Dean ne è convinto. Penny l’ha mollato, senza una parola, in un pomeriggio di primavera dall’altra parte di Los Angeles. River si mette in cammino verso casa, deciso ad autocommiserarsi per il resto dei suoi giorni. Finché l’insegna di un gruppo di supporto richiama la sua attenzione ‘Il club delle seconde occasioni’. E una seconda occasione è proprio ciò che la vita può riservare in un momento così.

Apprezzato da autori come Markus Zusak, Emily Lockhart e Mattew Quick, Il club delle seconde occasioni è un romanzo che vi farà ridere, piangere, riflettere sugli attimi fuggenti della vita e sul desiderio di una proprioa seconda occasione.

Pagine: 288
Prezzo di copertina: 14,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui.

perfect

L’indimenticabile storia dell’amicizia di una vita intera e di un amore di infiniti attimi. Per molto tempo Amanda e Noah si rincorrono, soffocando la passione che li divora, gettandosi a capofitto in storie sbagliate e avventure di una notte. Ma quando un tragico evento sconvolge la vita di Amanda, le cose cambiano. Costretta a lottare con tutte le proprie forze per ricominciare, la ragazza capisce che al mondo non esiste dono più prezioso di ogni singolo istante in cui possiamo respirare, correre, ridere e… amare. E si rende conto di non avere più nemmeno un secondo da sprecare.

Perché, a volte, un solo attimo di felicità vale più di una vita intera.

Uno straordinario fenomeno del web, bestseller di Amazon. Commovente come Colpa delle stelle, sexy come After.

Pagine: 400
Prezzo di copertina: 14,90€
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Quando amavamo Hemingway

Bestseller in Inghilterra, in corso di traduzione in 13 Paesi, presto una miniserie prodotta da Amazon con Jude Law e Ben Jackson come produttori esecutivi.

La prima è Hadley, dopo è venuta Pauline, poi c’è Martha e infine Mary. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.

Pagine: 256
Prezzo di copertina: 16,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui.

nella giungla di park avenue

La tribù più chic del pianeta nasconde un lato selvaggio.

Il libro che ha fatto imbestialire l’alta società newyorchese.

Quando Wednesday Martin e suo marito scoprono di aspettare un bambino, decidono di traslocare nella esclusiva Upper East Side di Manhattan. Dietro le immacolate facciate dei palazzi, oltre le lobby tirate a lucido e sorvegliate da portieri in livrea, Wednesday scopre la vera Park Avenue…

Pagine: //
Prezzo di copertina: 14,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui.

come sposare un milionario

Una straordinaria rilettura di uno dei classici più amati della letteratura, Orgoglio e pregiudizio, in chiave moderna e irresistibilmente magnetica. Nato dalla penna di una delle autrici più interessanti d’America, Come sposare un milionario è la storia delle sorelle Bennett e di come si possa sopravvivere a un ciclone chiamato amore.

Pagine: 512
Prezzo di copertina: 16,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui.

orphan X

Dopo James Bond 
e Jason Bourne, è il momento di un nuovo, irresistibile eroe. Un action thriller mozzafiato.

Per settimane in testa alle classifiche americane e inglesi, Orphan X è un fenomeno editoriale in corso di pubblicazione in 20 Paesi. Destinato a diventare un grande film prodotto dalla Warner.
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 14,90€
Per ulteriori dettagli, clicca qui.

Il maestro delle ombre

Esce oggi il nuovo thriller di Donato Carrisi, Il maestro delle ombreil-maestro-delle-ombre

Il maestro delle ombre, terzo capitolo della “serie romana” con protagonista Marcus, il penitenziere cacciatore del buio che si muove tra i segreti di Roma e del Vaticano, sempre in bilico sul sottile confine che separa il Bene dal Male. 

Una tempesta senza precedenti si abbatte sulla capitale con ferocia inaudita. Quando un fulmine colpisce una delle centrali elettriche, alle autorità non resta che imporre un blackout totale di ventiquattro ore, per riparare l’avaria.
Le ombre tornano a invadere Roma. Sono passati cinque secoli dalla misteriosa bolla di papa Leone X secondo cui la città non avrebbe «mai mai mai» dovuto rimanere al buio.
Nel caos e nel panico che segue, un’ombra più scura di ogni altra si muove silenziosa per la città lasciando una scia di morti… e di indizi.
Tracce che soltanto Marcus, cacciatore del buio addestrato a riconoscere le anomalie sulle scene del crimine, può interpretare. Perché Marcus è sì un prete, ma appartiene a uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa: la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta anche come il tribunale delle anime. Ma il penitenziere ha perso la sua arma più preziosa: la memoria. Non ricorda nulla dei suoi ultimi giorni, e questo dà un enorme vantaggio all’assassino.
Soltanto Sandra Vega, ex fotorilevatrice della Scientifica, può aiutarlo nella sua caccia. Sandra è l’unica a conoscere il segreto di Marcus, ma ha sofferto troppe perdite nella sua vita per riuscire ad affrontare nuovamente il male. Eppure, qualcosa la costringe a essere coinvolta suo malgrado in questa indagine…
Ma il tramonto è sempre più vicino, e il buio è un confine oltre il quale resta soltanto l’abisso.

L’autore

Donato Carrisi è nato nel 1973 a Martina Franca. Si è laureato in Giurisprudenza con una tesi su Luigi Chiatti, il “Mostro di Foligno”, per poi seguire i corsi di specializzazione in criminologia e scienza del comportamento. Nel 1999 ha iniziato l’attività di sceneggiatore per cinema e televisione. Fra le altre, ha scritto la sceneggiatura di Nassirya – Prima della fine per Canale 5 ed è autore di soggetto e sceneggiatura della miniserie thriller Era mio fratello per Raiuno. Nel 2009 pubblica con Longanesi il suo primo romanzo Il suggeritore, con il quale vince il Premio Bancarella; a seguire Il tribunale delle anime (2011), La donna dei fiori di carta (2012), L’ipotesi del male (2013), Il cacciatore del buio (2014), La ragazza nella nebbia (2015). Nel 2016, in partnership con Colorado Film, fonda Gavila, società di produzione cinematografica e televisiva italiana dedicata al thriller.
Nel 2017 il suo bestseller La ragazza nella nebbia arriverà al cinema: sarà lo stesso Donato Carrisi a vestire per la prima volta i panni di regista, mentre il protagonista del film avrà il volto di Toni Servillo.

Titolo: Il maestro delle ombre
Autore: Donato Carrisi
Genere: Thriller
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 368
Prezzo ed. cartacea: 18,80€

I precedenti capitoli della serie

  • Il tribunale delle anime
  • Il cacciatore nel buio

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Disponibile in libreria!


La fiducia del lettore

Qualcuno disse che, una volta conquistato, il lettore avrà per sempre fiducia nello scrittore (o nella scrittrice)1^. La fiducia del lettore sarà eterna, incondizionata, sincera.

E questo è vero sì, ma fino a un certo punto.

È vero che quando noi lettori troviamo qualcuno che si faccia ridere, piangere, riflettere – insomma, sia capace di emozionarci -, andiamo in brodo di giuggiole. Magari, una volta terminato il libro, ce lo rigiriamo un poco tra le mani come se, sfiorarne la copertina e la costola, potesse lasciarci ancora un po’ soli con tutti sentimenti che abbiamo provato durante la lettura.

Insomma, quando questo accade, è davvero un momento magico. Quindi, perché non leggere altro di quello stesso autore/autrice?

E quello che avviene dopo è semplicissimo: fiducia.

Il lettore si fida.

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Avendolo/a apprezzato/a una volta, il lettore continuerà a seguire quel/la determinato/a autore/autrice. Se nulla ostacola il cammino, questa simbiosi potrebbe anche rivelarsi eterna: il lettore si ciberà delle storie che lo/la scrittore/scrittrice produrrà.

Insomma, essendo tutta una questione di fiducia in quello che l’autore/autrice propone, quando questa viene meno… be’…

… se tradito, questo amore incondizionato, così come viene dato, può anche essere tolto.

E, infatti, può essere ingannato una, due, tre volte, ma poi… fine: il lettore è perso per sempre.

Con questo non dico che i lettori siano dei mostri assetati di perfezione. Primo: perché non è certo la perfezione che i lettori cercano, ma l’emozione, il condividere qualcosa che sia anche una breve opinione. Secondo: perché almeno un paio di “ritenta sarai più fortunato/a” noi lettori li concediamo a tutti gli scrittori.

Ti porterò il mio esempio personale. Ora, in verità, pedante come sono in ambito letterario, ne potrei riportare più di uno, ma parliamo solo di lui (senza fare nomi). Qualche annetto fa, uscì il suo esordio, un saldo intreccio tra thriller e caccia al tesoro (forse hai già capito di chi sto parlando). Senza entrare troppo nel dettaglio, ti basti sapere che questo stesso autore di libri ne ha scritti altri sia legati a questo suo primo protagonista sia altri avulsi dalla storia d’esordio. Il guaio è che l’autore è stato incapace di discostarsi dal suo schema con la conseguenza che tutti i precedenti/successivi libri altro non erano che delle fotocopie ben presentante dell’antico avo (protagonista: lui/lei; l’aiutante di sesso opposto a quello del protagonista; organizzazione buona che, in verità, si rileva essere cattiva e organizzazione cattiva che, in realtà, si rileva essere buona; ect.).
Ho retto ben quattro libri di lui (anche se il successo mondiale è temporalmente successivo agli altri che ho letto)… poi anche basta, grazie.

Ne potrei fare altri di esempi simili (sempre anonimi, ma se mi segui da un po’ immagino non sarà così difficile trovare il “colpevole”): quello dello scrittore di cui ho – davvero – amato il romanzo d’esordio e, letto il seguito, mi sono chiesta se sono stata io a prendere una botta in testa mentre leggevo il primo – sballando, di conseguenza, il mio giudizio – o se è stato lui viceversa a prendersi la botta e a sballare completamente la realizzazione del seguito.

Ecco, il mio – ripeto – è solo un esempio e le motivazioni per le quali si decide di non seguire più un autore o un’autrice possono davvero essere infinite, ma il risultato finale sempre quello è: addio.

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Insomma, è evidente che «il lettore avrà per sempre fiducia nello scrittore» è una frase giusta, ma fino a un certo punto, perché il lettore è buono e caro… ma fino a un certo punto. Con lo stesso istantaneo affetto con cui la fiducia può essere stata data, questa può anche cadere… e per sempre.

E quindi? Quindi, abbi fiducia, ma dalla solo a chi la merita.


1^ Il ghostwriter, Robert Harris, Mondadori, 2013