6 (+1) personaggi femminili letterari cazzuti

Sono loro i miei sei personaggi femminili letterari cazzuti.
Determinate, coraggiose; nessuno può metterle in un angolo!

Cominciamo!

  • Elizabeth Bennet, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen

Keira Knightley in Orgoglio e Pregiudizio (2005)

Sarcastica e indipendente, Elizabeth è il tipo che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

Protagonista in “Orgoglio e Pregiudizio“, uno dei capolavori di Jane Austen, Elizabeth ha le idee ben precise ed è pronta a difenderle (anche a costo di incappare in qualche piccolo pregiudizio).

  • Marian Halcombe, La donna in bianco di Wilkie Collins

 Maria Friedman nel ruolo di Marian Halcombe, nel cast originale dello spettacolo di Broadway

Marian è un personaggio femminile di un’estrema grandezza, considerando anche – e senza offesa alcuna – che viene delineato con precisione da un autore (Wilkie Collins ne “La donna in bianco“) nel 1859.

Nonostante la situazione critica che dovrà affrontare, non si farà problemi a raccogliersi le gonne e arrampicarsi sui tetti!

  • Éowyn, Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien

Éowyn interpretata da Miranda Otto nella trilogia di Peter Jackson

Re degli stregoni: «Stupido. Nessun uomo può uccidermi. Ora muori.»
Éowyn: «Io non sono un uomo!»

E qui parte l’ovazione… ogni-volta!

Coraggiosa, determinata e intelligente, Éowyn è un personaggio femminile forte, ma ha anche il cuore di una giovane ragazza un po’ sognatrice. Tuttavia, la guerra la metterà davanti a scelte critiche, le farà trovare un amico fidato e, finalmente, le indicherà la giusta strada da seguire.

  • Irene Adler, Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle

Irene Adler disegnata da Charles Dana Gibson

Semplicemente “La donna“.

Scaltra, intelligente, astuta, bellissima e affascinante, Irene è l’unica ad aver gabbato Sherlock Holmes. Pur comparendo come personaggio attivo in un solo racconto dell’universo poliziesco di Doyle (“Uno scandalo in Boemia“; seppure citata, più o meno velatamente, in altri), Irene Adler è una figura di grande riferimento nel mondo dei gialli.

Nella recente serie televisiva con Benedict Cumberbatch nel ruolo del caro Sherlock, devo purtroppo ammettere che la sua figura è stata un po’ bistratta e non è affatto degna del corrispettivo letterario.

  • Hermione Granger, Harry Potter di J.K. Rowling

Non c’è bisogno di presentazioni, ma Emma Watson nel ruolo di Hermione Granger

Parliamoci chiaramente: se Hermione non ci fosse stata, dubito seriamente che Harry Potter se la sarebbe cavata così bene nella sua lotta contro tu-sai-chi.

Sarà saccente, ma è coraggiosa, determinata e intelligente; sempre pronta a rischiare e sacrificarsi per le persone alle quali vuole bene.

Nella recente versione “matura” che abbiamo (in “Harry Potter e la maledizione dell’erede“), sinceramente mi cade in qualche banalità non degna di lei… ma le vogliamo bene in ogni caso!

  • Ella, Il dono della fata di Gail Carson Levine

Anne Hathaway in “Ella Enchanted” (2004)

Fare ciò che gli altri ci impongono? Giammai! Ma, purtroppo, è quello che accade alla sventura Ella grazie a una psicopatica fata madrina che le dona l’ubbidienza.

Nonostante legata a questo assurdo “Dono della fata“, Ella riesce a ritagliarsi la propria indipendenza grazie a un carattere forte e deciso.

  • Marguerite Blakeney, La Primula rossa di Emma Orczy

Jane Seymour nel film per la TV “La primula rossa” del 1982

New entry – ma assolutamente non da meno rispetto alle altre -, Marguerite Blakeney.
Inglese di adozione (per matrimonio con il poco sveglio Lord Blakeney), Marguerite è definita da tutti una donna dall’intelligenza non comune.

Purtroppo, una serie di sfortunati eventi, la porterà a diventare una spia al soldo di un losco francese che le chiederà di scoprire l’identità della Primula rossa.


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