Il cacciatore di draghi e Le avventure di Tom Bombadil

A inizio anno ho visto questi libriccini, freschi freschi di pubblicazione, e mi sono detta: “Sara, devono essere tuoi”.

Quindi… 3, 2, 1 e avevo le mie piccole perle a casa: Il cacciatore di draghi e Le avventure di Tom Bombadil.

Cominciamo dall’ultimo, Le avventure di Tom Bombadil.

Come ho già avuto modo di accennare su Instagram, si tratta di un libriccino di componimenti (più in stile filastrocche o canzoncine), la buona parte con protagonista proprio Bombadil, ma ci sono anche cavalieri erranti, principesse e uomini della luna.

Non aspettarti grandi rivelazioni su questo personaggio così enigmatico della Terra di Mezzo; nella maggior parte delle scene Tom Bombadil passeggia nel bosco, incontra creature parlanti, viene infastidito da ninfe (tra cui anche quella che poi diventerà sua moglie, Baccador) e, come sappiamo già, si veste con colori sgargianti e accostamenti azzardati.

L’edizione è molto carina (mi piacciono i bordi stondati 😆) – con una traduzione che cerca di rispettare la metrica e il suono dei versi – e potrebbe rivelarsi un’aggiunta interessante per chi è fan dell’autore.

🇬🇧  «Old Tom Bombadil was a merry fellow;
bright blue his jacket was and his boots were yellow;
green were his girdle and his breeches all of leather;
he wore in his tall hat a swan-wing feather.»
🇮🇹 «Il vecchio Tom Bombadil era un tipo assai allegro;
stivali gialli aveva e la giacca color cielo,
cinture e brache in cuoio, colore verde prato;
sul cappello una piuma che a un cigno avea strappato.»

Detto questo, però, si tratta pur sempre di poesiole; per chi intende avvicinarsi alla Terza di Mezzo e a Tolkien per la prima volta forse è meglio cominciare con un romanzo 😬.

Per quanto riguarda, invece, Il cacciatore di draghi devo dirne di esserne rimasta piacevolmente sorpresa. 

In questo caso, siamo di fronte a un racconto – o forse è meglio dire fiaba (nacque, infatti, come storia che Tolkien raccontava ai figli).

Il protagonista è un contadino un po’ borioso con un fedele cane parlante che, una notte, lo avvisa dell’arrivo nei suoi campi di un gigante.

Il contadino – più fortunato che altro – riesce con relativa facilità a scacciare il gigante dalle sue terre salvando così l’intero villaggio da un probabile schiacciamento.

Da lì poi, il passo ad affrontare un drago sarà quasi automatico… per gli abitanti del villaggio e, addirittura, per il re di quelle terre che incaricherà il contadino in veste ufficiale. Questo, però, la pensa proprio in altro modo… ma a un re che comanda non si può proprio dire di no, no?

Insomma, dicevo piacevolmente sorpresa perché ho trovato molto interessante vedere l’evoluzione di una storia (che rimane comunque della consistenza un po’ infantile tipica della fiaba quindi molto leggera, carica di passaggi semplificati e con personaggi tratteggiati sulla base di poche caratteristiche stereotipate).

Infatti, alla fine del libro si può leggere la versione originale del racconto, che presenta una forma più breve e molto semplificata.

6 (+1) personaggi femminili letterari cazzuti

Sono loro i miei sei personaggi femminili letterari cazzuti.
Determinate, coraggiose; nessuno può metterle in un angolo!

Cominciamo!

  • Elizabeth Bennet, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen

Keira Knightley in Orgoglio e Pregiudizio (2005)

Sarcastica e indipendente, Elizabeth è il tipo che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno.

Protagonista in “Orgoglio e Pregiudizio“, uno dei capolavori di Jane Austen, Elizabeth ha le idee ben precise ed è pronta a difenderle (anche a costo di incappare in qualche piccolo pregiudizio).

  • Marian Halcombe, La donna in bianco di Wilkie Collins

 Maria Friedman nel ruolo di Marian Halcombe, nel cast originale dello spettacolo di Broadway

Marian è un personaggio femminile di un’estrema grandezza, considerando anche – e senza offesa alcuna – che viene delineato con precisione da un autore (Wilkie Collins ne “La donna in bianco“) nel 1859.

Nonostante la situazione critica che dovrà affrontare, non si farà problemi a raccogliersi le gonne e arrampicarsi sui tetti!

  • Éowyn, Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien

Éowyn interpretata da Miranda Otto nella trilogia di Peter Jackson

Re degli stregoni: «Stupido. Nessun uomo può uccidermi. Ora muori.»
Éowyn: «Io non sono un uomo!»

E qui parte l’ovazione… ogni-volta!

Coraggiosa, determinata e intelligente, Éowyn è un personaggio femminile forte, ma ha anche il cuore di una giovane ragazza un po’ sognatrice. Tuttavia, la guerra la metterà davanti a scelte critiche, le farà trovare un amico fidato e, finalmente, le indicherà la giusta strada da seguire.

  • Irene Adler, Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle

Irene Adler disegnata da Charles Dana Gibson

Semplicemente “La donna“.

Scaltra, intelligente, astuta, bellissima e affascinante, Irene è l’unica ad aver gabbato Sherlock Holmes. Pur comparendo come personaggio attivo in un solo racconto dell’universo poliziesco di Doyle (“Uno scandalo in Boemia“; seppure citata, più o meno velatamente, in altri), Irene Adler è una figura di grande riferimento nel mondo dei gialli.

Nella recente serie televisiva con Benedict Cumberbatch nel ruolo del caro Sherlock, devo purtroppo ammettere che la sua figura è stata un po’ bistratta e non è affatto degna del corrispettivo letterario.

  • Hermione Granger, Harry Potter di J.K. Rowling

Non c’è bisogno di presentazioni, ma Emma Watson nel ruolo di Hermione Granger

Parliamoci chiaramente: se Hermione non ci fosse stata, dubito seriamente che Harry Potter se la sarebbe cavata così bene nella sua lotta contro tu-sai-chi.

Sarà saccente, ma è coraggiosa, determinata e intelligente; sempre pronta a rischiare e sacrificarsi per le persone alle quali vuole bene.

Nella recente versione “matura” che abbiamo (in “Harry Potter e la maledizione dell’erede“), sinceramente mi cade in qualche banalità non degna di lei… ma le vogliamo bene in ogni caso!

  • Ella, Il dono della fata di Gail Carson Levine

Anne Hathaway in “Ella Enchanted” (2004)

Fare ciò che gli altri ci impongono? Giammai! Ma, purtroppo, è quello che accade alla sventura Ella grazie a una psicopatica fata madrina che le dona l’ubbidienza.

Nonostante legata a questo assurdo “Dono della fata“, Ella riesce a ritagliarsi la propria indipendenza grazie a un carattere forte e deciso.

  • Marguerite Blakeney, La Primula rossa di Emma Orczy

Jane Seymour nel film per la TV “La primula rossa” del 1982

New entry – ma assolutamente non da meno rispetto alle altre -, Marguerite Blakeney.
Inglese di adozione (per matrimonio con il poco sveglio Lord Blakeney), Marguerite è definita da tutti una donna dall’intelligenza non comune.

Purtroppo, una serie di sfortunati eventi, la porterà a diventare una spia al soldo di un losco francese che le chiederà di scoprire l’identità della Primula rossa.


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Beren e Lúthien: il romanzo inedito di Tolkien

AGGIORNAMENTO 05/2017: Beren e Lúthien sarà disponibile anche in Italia dal 1° giugno 2017 per Bompiani. 


I magnifici personaggi creati da J.R.R. Tolkien sono entrati a far parte del comune immaginario. Dalle sue idee, si è sviluppato un proliferissimo filone ricco di elfi, orchetti e viaggi epici cui, ben presto, si aggiungerà il nuovo libro – inedito – Beren e Lúthien.

Beren e Lúthien copertina

I due non sono ignoti al panorama tolkeniano. Il Silmarillion parla di loro; mentre ne Il Signore degli Anelli troviamo una canzone a loro dedicata:

Lunghe eran le foglie e l’erba era fresca,
E le cicute ondeggiavano fiorite e belle.
Una luce brillava nella foresta,
Era tra le tenebre un luccicar di stelle.
Tinúviel ballava nella radura,
Di un flauto nascosto alla musica pura;
Una luce di stelle le inondava i capelli
E la splendida veste, oh Tinúviel!

Lì giunse Beren dal monte imponente
E tra le fronde e gli alberi vagabondò disperso,
E dove il fiume elfico scorre turbolento
Camminò solitario ed in pensieri immerso.
Guardando tra le verdi foglie delle foreste,
Vide con meraviglia dalie dorate
Ricoprir il manto e la lunga veste
E la capigliatura bionda come cascate.

Per incanto i piedi guariti e riposati,
Che condannati erano ad errare lontano,
Ripresero il cammino, senza paura né rimpianto,
E tra i raggi di luna ei giocava con la mano.
Tinúviel tra i boschi elfici
Fuggiva con piedi alati
Lasciandolo senza amici
Nelle foreste e sui prati.

Beren sentì un suono puro, sublime e celeste,
Come di passi e danze pari a petali leggeri;
E musica vibrava sotto le foreste,
Cullando il suo cuore triste ed i suoi pensieri.
Giunse l’inverno e cupi gli alberi e le piante,
Sospiravano tristi, per il tormento
Cadevan le foglie con la luna calante,
La campagna era fredda e gelido tirava il vento.

La cercò sempre, lei ch’era bella,
Tra i rami e le foglie e le fronde delle piante,
Al lume della luna, al raggio della stella,
Sotto un cielo pallido, ghiacciato e tremante.
La sua veste fulgeva al bagliore lunare
Mentre in lontananza sul colle danzava
Ed ai suoi piedi agili si vedeva brillare
Una nebbia d’argento ch’ella emanava.

Passato l’inverno ella tornò a ballare
E col suo canto giunse la primavera,
Come una felice allodola o una rondine leggera,
Ed un fiume che scorre dolce verso il mare;
E quando ai suoi piedi spunteranno i fiori,
Ei non desiderò altro che starle accanto,
Poterla accompagnare nel ballo e nel canto
Sull’erba fresca dai mille colori.

Inseguita, di nuovo ella fuggì via.
Tinúviel! Tinúviel!
Il suo nome elfico era poesia,
Ed ella si fermò un attimo ad ascoltare
Come incantata la voce di Beren
Che svelto la raggiunse e come per magia
La vide fra le sue braccia splendere e brillare
Fanciulla elfica ed immortale.

Ma dal destino amaro furono separati,
E vagarono a lungo per monti e pendici
Tra cancelli di ferro e castelli spietati
E boschi cupi e tetri e luoghi abbandonati,
Mentre fra loro erano i Mari Nemici.
Ma un giorno luminoso si ritrovaron felici,
Ed assieme partiron, amati e infine uniti,
Attraverso boschi e campagne fiorite.

Fonte: Tolkienpedia

La loro storia è molto cara a Tolkien stesso che, sulla tomba propria e della moglie, fece incidere i nomi dei due personaggi.

beren e luthien - epitaffioInsomma, di cosa narra però questa storia? In pillole, Lúthien, una elfa Sindar (tra i cui discendenti contiamo anche la famosa Arwen, cui sarebbe simile d’aspetto), la più bella di tutti, nonché figlia di re Elu Thingol, s’innamorò dell’umano Beren della Casa di Bëor. Ovviamente, la loro unione fu contestata dal di lei padre.

Il libro, in uscita il prossimo anno – in lingua inglese – in occasione del decimo anniversario dall’uscita de I figli di Hurin (pubblicato per la prima volta in Gran Bretagna e Stati Uniti il 17 aprile 2007), sarà curato dal nipote di TolkienChristopher, e illustrato da Alan Lee.

Fonte: The Guardian


 

Tazze per gli amanti dei libri!

Qualche giorno fa sui social ho richiamato un articolo del blog: riguardava alcuni tè ispirati ai grandi classici. Ma pensandoci bene… per bere un buon tè ci vuole anche un’ottima tazza in cui poterlo bere.

Ecco, quindi, alcune tazze per gli amanti dei libri!

tazze per gli amanti dei libri

Il Signore degli anelli

Tazza signore degli anelli

Non tutti quelli che vagano sono persi…
Elfi? Orchetti? Raminghi? Questa è la tazza perfetta! 😀

Per maggiori info, clicca qui.


Harry Potter

tazza harry potter

E… spresso Patronum!

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Sherlock Holmes

tazza sherlock

– 221? Le suggerisce qualcosa?
– Mmm, sì Watson…

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Orgoglio e Pregiudizio

tazza jane austen

E ovviamente non poteva mancare questa (la tazza perfetta per me… una tra le tante XD): preferirei essere a Pemberly.

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Frankestein

tazza frankestein

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Cronache del ghiaccio e del fuoco

tazza winter is coming

E non può mancare la tazza per gli amanti del Trono di spade. Ce ne sono tantissime (come quella “Tu non sai nulla, Jon Snow” o quella dedicata a Hodor :D).

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Dracula

tazza dracula

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Il Signore degli Anelli in mostra!

il signore degli anelli

Dalla pagina milanoweekend.it, vi segnalo la mostra, che partirà dal 24 gennaio, a Milano, dedicata al Signore degli Anelli e, in generale, alla Terra di Mezzo.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con  la Società Tolkeniana Italiana, DAMA Collection (la seconda collezione al mondo di arte ispirata al mondo tolkieniano), il Greisinger Museum, museo dedicato interamente alla Terra di Mezzo, si prospetta come un concentrato dopante per tutti gli amanti di Tolkien. Non solo saranno in mostra libri autografi da Tolkien stesso o riproducenti le illustrazioni che Sua Maestà Margherita II di Danimarca disegnò per la versione edita nel suo paese (e che Tolkien stesso apprezzò molto), ma vi saranno anche illustrazioni di Luis Bermejo o David Wenzel e le parodie made-in-Disney o made-in-Leo-Ortolani. E non finisce qui: statue, contest per cosplay, musica, concerti, proiezioni, sessioni di giochi di ruolo, film e Lego… Sì, perché vi saranno delle installazioni in Lego riproducenti paesaggi della Terra di Mezzo.

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