Rosamund

Titolo originale: Rosamund
Autrice: Rebecca West
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 1985
Titolo in Italia: Rosamund
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Francesca Frigerio

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Preceduto da:
La famiglia Aubrey
Nel cuore della notte

Attenzione! Questo è il terzo e ultimo volume della trilogia di Rebecca West, iniziata con La famiglia Aubrey. Proseguendo nella lettura di questo articolo, se non hai già letto il primo capitolo della serie, potresti incappare in spoiler!

Ma quanto è bello – da una parte almeno – vedere finalmente completa una serie?

Quel brivido di gioia che cresce mentre si guarda lo scaffale è emozionante, no? 🤩

… ma… ma c’è anche un risvolto “negativo”: il fatto cioè che niente, nada… tutto è finito. Al massimo si potranno rileggere, ma le avventure dei personaggi finiscono lì.

È con questo misto di eccitazione e agonia che è iniziato il mio ultimo incontro con gli Aubrey.

Da quest’ultimo volume poi mi aspettavo grandi cose sia per il suo essere volume conclusivo (e, quindi, summa un po’ di tutta la serie e considerando anche che, per me, la lettura dei precedenti è stata un crescendo) sia per il titolo: Rosamund.

Finalmente un po’ di luce su un personaggio che io ho davvero amato molto, ma che è sempre rimasto molto misterioso ed evanescente; se ne avverte la carica, ma non la si vede mai direttamente in volto.

Ecco… sfortunatamente i dubbi che speravo di risolvere visto il titolo, li ho dovuti accantonare: Rosamund è un mistero e tale rimarrà.

Ed è davvero un peccato…

Per il resto: lo stile della West resta eccelso, poetico e trascinante; il flusso di ricordi e pensieri e considerazioni al quale Rose ci ha abituati cresce d’intensità, i temi si fanno più maturi e le riflessioni più adulte; i personaggi, che già abbiamo imparato a conoscere, avranno qualche “new entry” (nessuna, però, in grado di soppiantare il ricordo della madre e di Richard Quin).

Insomma, lo standard resta molto molto alto e, anche se da questo ultimo capitolo forse mi aspettavo qualcosa in più, non posso dire di non aver adorato anche questa volta lo stile della West e i suoi personaggi.

 

 

Favola di New York recensione

Titolo originale: The Changeling
Autore: Victor LaValle
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2017
Titolo in Italia: Favola di New York
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Sabina Terziani

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Questo libro è molte cose: è la crescita e la lotta di un padre; è l’odio e il tormento per il tradimento della fiducia; è vedere il mondo da punti di vista opposti e apparentemente inconciliabili; è l’angoscia di sentirsi soli e sopraffatti; è l’amore dolce e incondizionato o soffocante e malato dei genitori verso i propri figli; è il mostro che si nasconde dove meno ce lo potremo aspettare.

Ed è in questa New York, dove l’amore talvolta si confonde con la sopraffazione, che nasce il nostro Apollo Kagwa.

Ma Apollo non cede facilmente e, nonostante il padre lo abbandoni e le difficoltà economiche di una mamma single siano numerose, il bambino diventa mercante di libri, facendosi uomo lungo il cammino della vita.

La strada in salita, però, non lascia sempre facilmente il passo alla discesa (e alle cose semplici) e un dramma terrificante colpirà Apollo e la donna che ha deciso di sposare (portando davvero tanta pazienza), Emma.

Favola di New York è senza dubbio un romanzo particolare, unico nel suo genere dove fantasy, horror e thriller si mescolano fino a creare un’amalgama che, però, non sono sicura d’aver compreso e apprezzato adeguatamente.

Fortemente onirica e fiabesca, la storia segue il cammino dell’eroe Apollo lungo una serie di peripezie e fantasmi personali in un crescendo che culmina, poi, con il mostro finale da sconfiggere.

Si comincia, quindi, con un “tutto nella norma” per poi raggiungere alti livelli di incanto.

Mi è piaciuta molto questa dualità costante: tecnologia e mito, amore e troppo amore, ricerca e fuga, genitori e figli, fiducia e abbandono, fiaba e realtà, incomprensioni e aspettative… ma altri aspetti li ho trovati un po’ più difficili da digerire.

Nonostante appezzi molto i romanzi fantasy, i cammini di crescita e le storie fiabesche, non sono rimasta del tutto convita di questa Favola. La storia non mi ha coinvolta come speravo; la parte centrale del romanzo mi è suonata strana, forse un po’ forzata e alcuni passaggi difettano – secondo me – di una spiegazione che avrebbe forse reso più credibile la trama.

(Tanto di cappello alla scelta di modificare completamente il titolo; scelta perfetta poiché permette di evitare lo spoiler di fine libro e ci si può godere la lettura vivendola nel costante dubbio di chi abbia davvero ragione e non viva solo di fantasmi e supposizioni).

È tempo di ricominciare recensione

Titolo: Zeiten des Aufbruchs
Autrice: Carmen Korn
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2017
Titolo in Italia: È tempo di ricominciare
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Manuela Francescon

Preceduto da: 
Figlie di una nuova era

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Dopo gli eventi conclusivi di Figlie di una nuova era è difficile che non resti un po’ di curiosità per le sorti di questo nutrito gruppo di personaggi.

E così ritroviamo Lina e Louise, Henny, Ida e Tian, Theo, Gurte… A loro si aggiungeranno poi (i tempi passano anche per i personaggi letterari, ahimè!) anche figli e nipoti che, pian piano in punta di piedi, scivoleranno in una nuova posizione (in certi casi) predominante all’interno della storia.

Si comincia nel 1949 con una città, una nazione… un mondo praticamente da ricostruire, pezzi di vita da riassemblare e arriveremo fino al 1969, passando attraverso calamità naturali, cadute e rinascite, l’avvento – ancora visto con una certa diffidenza – della televisione, il jazz e poi i Beatles.

La Korn si conferma maestra nel giocare con i fili che smuovono i suoi personaggi, incastrandoli di volta volta all’interno di una quotidianità che è reale e vitale.

Rispetto al primo capitolo della trilogia, in cui era forte l’impatto della crisi economica e poi della guerra, qui – dove comunque i grossi eventi non mancano (la crisi cubana, la costruzione del muro – anche se siamo ad Amburgo e non a Berlino, il primo uomo sulla Luna) – passano solo come notizia e hanno un’influenza minore sulla vita dei personaggi.

Anche il ritmo della narrazione cambia (o almeno a me così è sembrato; la parte centrale è più cadenzata rispetto al resto, con brevi paragrafi che saltano da un personaggio all’altro).

Detto questo, però, la storia intessuta dalla Korn continua a piacermi; mi sono ormai affezionata ai suoi personaggi (che io continuo a immaginarmi come energici ventenni, anche se qualcuno è già sulla soglia dei settanta/ottanta anni).

Siamo quasi alla fine e non vedo l’ora di scoprire l’atto finale (anche se temo il momento in cui dovrò dare l’addio definitivo a questi personaggi).

Consigliato a chi ama perdersi nella quotidianità, a chi non si spaventa a saltellare tra le vite di più personaggi e a chi apprezza narrazioni in cui è la fragilità umana a farla da padrona.

 

È tempo di ricominciare

È il 1949. La guerra è finita. I nazisti sono stati sconfitti. Come molte altre città, Amburgo è ridotta a un cumulo di macerie e in parecchi si ritrovano senza un tetto sulla testa. Fra questi, Henny, che ha finalmente accettato di sposare Theo e continua a cercare la cara Käthe, che risulta ancora dispersa nonostante l’amica sia sicura di avere incrociato il suo sguardo, la sera di San Silvestro, su quel tram… Nel frattempo, mentre Lina e la sua compagna Louise aprono una libreria in città, Ida si sente delusa dal modesto ménage coniugale con il cinese Tian, pur avendo mandato all’aria il suo precedente matrimonio per stare con lui, e ricorda con nostalgia la sua giovinezza di rampolla di una famiglia altolocata. Sono in molti ad aver perso qualcuno di caro, e sono in molti ad attendere il ritorno di qualcuno, giorno dopo giorno, alla finestra. Ma per i sopravvissuti tornare a casa non è facile, si ha paura di cosa si potrebbe trovare, o non trovare più.
Gli anni passano, i figli delle protagoniste crescono e anche loro hanno delle storie da raccontare. Sullo sfondo, la ripresa dell’economia tedesca e le rivoluzioni sociali che hanno scandito gli anni Cinquanta e Sessanta: lo sbarco sulla Luna, la costruzione del Muro di Berlino, il riarmo e la paura del nucleare, l’arrivo della pillola anticoncezionale, l’irruzione della televisione nella vita quotidiana delle famiglie, l’inizio dei movimenti studenteschi e la musica dei Beatles.
Dopo Figlie di una nuova era, il secondo, attesissimo capitolo di questa fortunata e appassionante trilogia che racconta la vita di quattro amiche nella Germania del Novecento.

L’autrice

Carmen Korn, nata a Düsseldorf nel 1952, è una scrittrice e giornalista che vive ad Amburgo con la sua famiglia. È tempo di ricominciare è il secondo volume di una trilogia dall’enorme successo. Fazi Editore ha pubblicato il primo volume, Figlie di una nuova era, nel 2018.

Hanno detto di questo libro

«La saga della Korn sa immergerci nella Germania
del secolo scorso coi suoi traumi oscuri e le sue zone rimosse…»
Leonetta Bentivoglio, Robinson – la Repubblica

«La scrittura di Carmen Korn è fluida, leggera,
ma anche attenta a quei particolari che riescono
con efficacia a trasmettere il giusto livello di commozione.»
Luigi Forte, TTL – La Stampa

«Queste quattro donne, diverse tra loro, tessono una trama di grandi sentimenti
e forti emozioni che va a incastrarsi perfettamente
nel quadro storico e politico degli anni più intensi del Novecento.»
Giulia Ciarapica, Il Messaggero

Titolo: È tempo di ricominciare
Autrice: Carmen Korn
Genere: Romanzo
Casa editrice: Fazi
Pagine: 564
Prezzo ed. cartacea: 20,00€

Preceduto da: 
Figlie di una nuova era


Disponibile dall’8 aprile 2019!


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I provinciali

Cosa succede quando un broker di New York e la sua famiglia piombano in una tranquilla cittadina di provincia?

Howland, Massachusetts. Mark Firth è un imprenditore edile con grandi ambizioni ma scarsa competenza negli affari, tanto da aver affidato tutti i suoi risparmi a un truffatore; lo sa bene sua moglie Karen, preoccupata per l’istruzione della figlia: sarebbe davvero oltraggioso per lei se la piccola dovesse ritrovarsi nei pericolosi bassifondi della scuola pubblica. Il fratello di Mark, nonché suo eterno rivale, è un agente immobiliare che ha mollato la precedente fidanzata sull’altare e ha una relazione con la telefonista della sua agenzia. C’è poi Candace, la sorella, che è insegnante alla scuola pubblica locale e coltiva una storia clandestina con il padre di una delle sue allieve… Gli abitanti della cittadina sono tutti accomunati dalla diffidenza nei confronti dei turisti della domenica, abitanti della grande metropoli che possono permettersi una seconda casa in provincia: gente disposta a spendere cinque dollari per un pomodoro, perché ignora il valore di un pomodoro quanto quello di cinque dollari. Sarà proprio uno di loro a far precipitare il fragile equilibrio della comunità. In seguito all’Undici Settembre, infatti, il broker newyorkese Philip Hadi, sapendo grazie a “fonti riservate” che New York non è più un posto sicuro, decide di traslocare a Howland insieme a moglie e figlia. Arriverà a tentare la carriera nella politica locale, suscitando idolatria in alcuni e odio feroce in altri…
La penna affilata di Jonathan Dee, già finalista al premio Pulitzer, non risparmia nessuno: casalinghe annoiate, uomini terrorizzati dallo spettro del fallimento, bambini che festeggiano il compleanno ingozzandosi di sushi… I provinciali, romanzo corale perfettamente congegnato, è un brillante ritratto al vetriolo dell’America di oggi.

L’autore

Jonathan Dee insegna scrittura alla Columbia University e alla New School, collabora con il «New York Times Magazine» e «Harper’s» ed è stato editor della «Paris Review». Ha scritto sette romanzi fra cui I privilegiati, finalista al Pulitzer 2011. I provinciali è il suo ultimo libro.

Hanno detto di questo libro

«Sublime e divertente in ogni sua pagina.»
Jonathan Franzen

«Uno stile mirabilmente efficace»
Elizabeth Strout

«Molto divertente e molto, molto piacevole da leggere.
Jonathan Dee è uno scrittore meraviglioso.»
Richard Ford

«Un romanzo audace, vitale, che appassiona.»
George Saunders

Titolo: I provinciali
Autore: Jonathan Dee
Genere: Romanzo
Casa editrice: Fazi
Pagine: 440
Prezzo ed. cartacea: 20,00€


Disponibile dal 4 aprile 2019!


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