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Perché piove sempre su di me?

perché piove sempre su di me

Titolo: Perché piove sempre su di me?
Autrice: Penny Morgan
Genere: Commedia romantica
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 364

– Ho ricevuto una copia di questo libro

Ginevra (aka Ginny) è arrivata a Londra con un piano tutto sommato semplice e onesto: lasciarsi alle spalle la campagna inglese, ritrovare sé stessa e magari sviluppare qualche idea per decidere cosa fare della propria vita.

Per ora però ha solo collezionato un lavoro non proprio entusiasmante, una serie di appuntamenti decisamente poco promettenti e un monolocale talmente pieno di piante da sembrare più una serra che una casa.

Insomma… c’è ancora abbondante margine di miglioramento.

Poi, una sera di pioggia in cui sembra che anche il meteo ce l’abbia personalmente con lei, Ginny incontra Michael (anche se, nei primi secondi, sembra più una rapina che incontro).

Lui è strano, schivo, un po’ misterioso e ha tutta l’aria di essere un uomo che dalla vita non si aspetta più molto.

Eppure tra i due scatta qualcosa e la serata sembra quasi perfetta… almeno fino al giorno successivo, quando alla porta di Ginny si presenta un uomo elegantissimo con un accordo di riservatezza da firmare.

Perché Michael non è esattamente chi dice di essere… il suo vero nome è Connor Mills ed è l’attore più famoso del Regno Unito e – dettaglio non proprio trascurabile – Ginny è una delle poche persone a non averlo riconosciuto subito.

Quindi? Termina tutto con un contratto di non divulgazione?

Be’ no, perché, come spesso accade nelle commedie romantiche, il destino ha un pessimo senso del tempismo

Perché piove sempre su di me? è, prima di tutto, una commedia romantica.

Penny Morgan gioca apertamente con alcuni dei meccanismi che abbiamo imparato ad amare nelle rom-com: l’incontro improbabile, la persona famosa che vorrebbe soltanto una vita normale, la ragazza comune che non si lascia impressionare, gli equivoci, le coincidenze e, naturalmente, quel destino che sembra avere una particolare propensione a complicare le cose proprio quando potrebbero andare bene.

Il paragone con Notting Hill viene abbastanza spontaneo: anche qui una persona comune si ritrova coinvolta con una celebrità e deve fare i conti con tutto ciò che significa amare qualcuno la cui vita appartiene, almeno in parte, anche al pubblico.

Ma nel romanzo ci sono ammiccamenti anche a quel filone di commedie romantiche britanniche che abbiamo visto in Bridget Jones e Love Actually: una certa autoironia, personaggi un po’ pasticcioni, situazioni sentimentali che prendono continuamente la strada più complicata possibile e una buona dose di romanticismo accompagnato dal sorriso.

E devo dire che questa parte funziona.

Ho trovato il libro piacevole e molto scorrevole, soprattutto nella prima metà. Il tono ironico e un po’ scanzonato rende la lettura leggera e Penny Morgan sa costruire dialoghi e situazioni capaci di strappare più di un sorriso.

Ginny, poi, è una protagonista che funziona proprio perché non è la classica eroina perfettamente centrata che aspetta soltanto che arrivi l’amore della sua vita. È ironica, fragile, un po’ persa e porta con sé ferite che condizionano il modo in cui guarda sé stessa e gli altri.

Ed è proprio qui che, secondo me, il romanzo prova ad andare oltre la semplice commedia romantica.

A un certo punto entrano infatti nella storia temi molto più pesanti: l’aborto e il suicidio.

L’inserimento di questi argomenti fa riflettere, soprattutto considerando quanto sia importante continuare a parlare di aborto e di autodeterminazione proprio in un momento storico in cui si assiste a un preoccupante arretramento dei diritti.

In questo senso ho apprezzato la scelta dell’autrice di portare il tema all’interno della storia, anche perché so quanto l’argomento dell’aborto sia per lei personale e quanto quel periodo abbia avuto un peso concreto nella sua vita.

Devo ammettere però che, se all’inizio la leggerezza e l’ironia mi hanno conquistata, andando avanti la storia rallenta un po’ e comincia ad appoggiarsi sempre più sui meccanismi tipici della commedia romantica.

Verso il finale si accumulano infatti situazioni, incomprensioni e cliché che sembrano quasi fare a gara per ricordarci che sì, stiamo leggendo una rom-com. E a quel punto, alcuni passaggi diventano un po’ prevedibili e la storia perde inevitabilmente un po’ del suo mordente.

Nonostante questo, non posso dire di aver trovato la lettura spiacevole. Al contrario.

Perché piove sempre su di me? è un romanzo che si legge bene, ha una voce piacevole, sa essere ironico e riesce anche a inserire sotto la superficie della commedia temi più delicati e personali.

Non sarà LA commedia romantica, ma è stata una compagnia gradevole per qualche ora.

E, considerando che certe giornate hanno già abbastanza problemi senza dover chiedere anche a un libro di risolverceli tutti, non è poi un risultato da poco.

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