Quattro chiacchiere con Michele Bellone

Da lettrice e amante del fantasy, non potevo non essere incuriosita dal saggio di Michele Bellone: Incanto.

Incanto è un concentrato di nozioni, informazioni e curiosità: dai (veri) serpenti volanti alla porfiria, dai negromanti a Carl Sagan, passando per Taoismo, Dungeons and Dragons, mitologia norrena, True Blood, Diablo, The Elder Scrolls, Tolkien, animismo, Dragon Ball, eroi Marvel e moltissimo altro!

Detto così potrebbe sembrare un discorso sclerato, ma fidatevi: Michele vi guiderà alla perfezione, scivolando da un discorso all’altro con naturalezza, ironia e precisione spiegando i fondamenti degli archetipi immaginifici e la scienza che essi nascondono (o da cui traggono ispirazione).

Al Salone del libro di quest’anno, grazie alla gentilezza e disponibilità sia dell’ufficio stampa di Codice edizioni sia dell’autore, ho avuto la possibilità di fare quattro chiacchiere con Michele riguardo al suo saggio.

Qui trovi la mia recensione; mentre, proseguendo nella lettura, trovi la mia chiacchierata con l’autore.

____

Com’è stato raccogliere opinioni e confrontarsi con altri autori con opinioni talvolta molto diverse gli uni dagli altri? 

Alcuni li conoscevo già, come Mauro Longo o Renato Bruni; altri ho provato dal nulla, tipo Licia Troisi che è stata super-gentile.

Infatti, anche la prefazione del libro che ti ha fatto è davvero fantastica…

Vero; ho provato a chiederle se poteva scriverla e ha accettato! Anche la frase che conclude al sua prefazione (“È un atto di resistenza questo libro“) mi è piaciuta molto.

Comunque, la scelta di contattare gente diversa è stata fatta anche per colmare certe mie lacune. Io sono un giornalista scientifico, principalmente m’intendo di biologia, ma ho preferito combinare altri elementi e quindi documentarmi in proposito.

Si parte con il capitolo sui draghi…

Sì, perché si tratta di un simbolo veramente forte; e mi piaceva anche raccontare la scienza che si nasconde dietro la magia.

Infatti, analizzi anche l’evoluzione della magia negli scrittori con riferimento ad alcune “mode”. Per esempio, uno è stato sicuramente il cambiamento impresso da Dungeons & Dragons.

Quando uno scrittore scrive un libro, decide come raccontare la sua storia e come e se raccontare della magia (ad esempio, Tolkien non lo fa; non descrive la magia perché la storia segue il punto di vista degli Hobbit che, infatti si sorprendono per ogni cosa).

Nel momento, però, in cui decidi far giocare dei giocatori di ruolo, scrivendo dei manuali, devi dare delle regole non solo per gestire la magia, ma anche i combattimenti, la salute, ect.

Certo così si rischia anche una certa pignoleria che poi rischia di togliere parte del “magico”.

Comunque, il contrasto tra fantastico puro e fantastico descritto non è un male, anzi… l’equilibro dinamico che viene fuori tra questi due elementi, se funziona bene, diventa sicuramente stimolante.

Come ti è venuta, quindi, l’idea di legare magia e scienza?

L’accostamento mi è venuto naturale essendo un appassionato di fantasy (sia come lettore sia come giocatori di ruolo); e poi, avendo scelto un percorso scientifico, avevo sempre queste due strade con cui confrontarmi. Ho provato, quindi, ad approfondire.

Scienza e fantascienza è sicuramente un argomento più gettonato di scienza e magia, anche se ritengo che ora stiamo cominciando a intravedere sempre più esempi di fantasy razionalizzato (e non).

E ci sono sempre più gli esempi di autori che scrivono fantasy e sono legati al mondo della scienza (ad esempio, Licia Troisi è un’astrofisica).

Incanto recensione

Titolo: Incanto
Autore: Michele Bellone
Genere: Saggio
Anno di pubblicazione: 2019

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Volete conoscere la scienza che si nasconde dietro il soffio infuocato di un drago? O come è nata la loro leggenda o quella degli alchimisti? O come i fagioli di Mendel spieghino i capelli biondi dei figli di Baratheon de Le Cronache del ghiaccio e del fuoco?

Bene, allora questo è il libro che dovete leggere!

Incanto è un concentrato di nozioni, informazioni e curiosità: dai (veri) serpenti volanti alla porfiria, dai negromanti a Carl Sagan, passando per Taoismo, Dungeons and Dragons, mitologia norrena, True Blood, Diablo, The Elder Scrolls, Tolkien, animismo, Dragon Ball, eroi Marvel e moltissimo altro!

Detto così potrebbe sembrare un discorso sclerato, ma fidatevi: Michele vi guiderà alla perfezione, scivolando da un discorso all’altro con naturalezza, ironia e precisione spiegando i fondamenti degli archetipi immaginifici e la scienza che essi nascondono (o da cui traggono ispirazione).

Si comincia con un indice fatto a forma di cartina davvero eccezionale (il progetto grafico in generale è fantastico!) e si prosegue con una prefazione a cura di Licia Troisi che galvanizza alla grande.

Così pompata, il libro di Michele non ha affatto deluso le mie aspettative, anzi!

A una prima parte molto interessante e curata che affronta la nascita di alcuni protagonisti dell’immaginario collettivo (per esempio i già citati draghi, ma anche vampiri, maghi e zombie), segue una seconda che, invece, si focalizza più sul rapporto tra magia e scienza.

Perché scrivere una storia, anche se tratta di strighi o Nazgûl, vuol dire incantare il lettore (non prenderlo per i fondelli), garantendogli una storia coerente e logicamente strutturata; significa «gioca[re] con il verosimile per mostrarci l’inconoscibile».

Perché leggere fantasy (o fantascienza) non vuol dire rimbecillirsi al punto da non riuscire più a pensare razionalmente, diventare vittima di sedicenti maghi e chiromanti (in stile Vanna Marchi) e affacciarsi alla finestra in attesa del gufo di Harry Potter (okay, questo forse sì… ma via, siamo tutti un po’ sognatori… non citrulli!).

Insomma, un saggio da non farsi scappare sia se si è già lettori di fantasy e si voglia ricevere consigli di lettura o spunti critici (non sto a dirvi quanto si è allungata la mia reading list 🙈) sia che non si sia mai letto nulla di questo genere e si voglia ricevere una panoramica di cosa aspettarsi.

P.S. Al Salone del libro di quest’anno, ho avuto l’occasione di parlare con Michele del suo saggio; qui puoi leggere la nostra chiacchierata.

La forchetta, la strega e il drago recensione

Titolo: The fork, the witch and the worm
Autore: Christopher Paolini
Genere: Racconti fantasy
Anno di pubblicazione: 2018
Titolo in Italia: La forchetta, la strega e il drago
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Maria Concetta Scotto di Santillo

Quando è venuto fuori che Paolini aveva rimesso in circolo le storie e i personaggi di Alagaësia, non sono riuscita a resistere e, il giorno dell’uscita, a un “vecchio” fan della saga qual è mio fratello ho deciso di regalare questo volumetto.

Breve sguardo d’insieme per cominciare: il titolo preannuncia quelli che saranno i temi delle storie che ci riporteranno ad Alagaësia (il secondo racconto è stato scritto dalla sorella dell’autore, Angela Paolini, ed è naturalmente dedicato ad Angela l’erborista).

È passato qualche anno dagli eventi finali del Ciclo dell’Eredità (nessuno spoiler), Eragon, con la federa Saphira al fianco, sta costruendo la nuova roccaforte dei Cavalieri dei Draghi aiutato da nani, elfi, umani e i-non-più-così-temili Urgali.

Ovviamente, incontra qualche problema burocratico, un po’ di stanchezza, noia, tensione, ect. e gli Eldunarí, le coscienze dei draghi rimasti senza corpo, lo aiutano a trovare un po’ di pace facendo così partire il primo dei tre racconti: quello della forchetta.

E qui mi fermo per evitare spoiler, ma ogni racconto viene introdotto da una breve “scenetta introduttiva” in cui a farla da (fugace) protagonista è sempre il nostro Eragon, cresciuto sì ma con ancora tanto da imparare… in fondo resta sempre un cucciolo d’uomo.

Dopo letture sfalzate e una sessione di commenti, abbiamo raggiunto il seguente verdetto (parlo al plurale solo perché questa volta ho il contributo di un secondo lettore: mio fratello).

Ovviamente, fa piacere per chi ha amato la saga (che, comunque, non è mai stato un capolavoro, ma si è dimostrata un intrattenimento piacevole) ritornare ad Alagaësia, ma…

i racconti sembrano più che altro fugaci prodromi poco-ben-mascherati di quello che probabilmente avverrà in un futuro prossimo: un nuovo romanzo (o una serie di nuovi romanzi?).

Quindi fa sì piacere ritrovare i personaggi che ci avevano accompagnato nella saga principale, ma manca completamente un plus ai racconti che si riducono così a semplici parentesi, piatte e che poco aggiungono al complesso.

L’ultimo racconto in particolare, sebbene paia sia il primo a esser stato scritto come “storia a sé”, è soporifero (entrambi abbiamo impiegato più tempo a leggere quest’ultimo che non l’intera parte precedente).

Viene introdotto con l’artificio di essere una sorta di ballata (o storia orale o leggenda) tramandata dagli Urgali, ma è troppo lunga, piena di inutili particolari e priva, alla fine, di un senso da risultare piacevole da leggere.

Affetto per la saga okay, ma si poteva (anzi, forse, si doveva) far di meglio.

Le nebbie di Avalon recensione

Titolo: The Mists of Avalon
Autrice: Marion Zimmer Bradley
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 1982
Titolo in Italia: Le nebbie di Avalon
Anno di pubblicazione ITA: 2018 (nuova edizione)
Trad. di: Flavio Santi

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

«Ai miei tempi mi furono dati diversi nomi:
sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina.
In verità mi è toccato in sorte di essere una maga
e forse verrà il giorno in cui bisognerà
conoscere questa storia.
»

Adesso che la sacra isola di Avalon è divenuta una semplice leggenda tra le nebbie e che il destino ha finito di tessere le sue trame, Morgaine (Morgana) ha deciso di raccontare la storia di quel mondo in bilico tra magia e liturgia, tra amore e dovere, tra Beltane e Cristo, tra druidi e preti.

E così i personaggi che tutti conosciamo del ciclo arturiano prendono vita ancora una volta per raccontare un’altra versione della storia: una in cui non ci sono solo intrighi e tradimenti, ma soprattutto strategie e calcoli. Una in cui le donne non sono solo semplici etichette di un ruolo (“madre” e “regina”), ma sono maghe, sacerdotesse, consapevoli, complicate, manipolatrici, traditrici e tradite.

E così Morgaine la fata conoscerà l’amore, la passione, la delusione, la perdita; Arthur (Artù) il re cervo fonderà un regno di cavalieri indomiti, miti fantastici, pace e prosperità; Lancelet (Lancillotto) amerà il suo re forse più di Gwenhwyfar (Ginevra) che obbedirà al suo destino con puerile fedeltà.

Ma questa storia parte ancor prima con Ambrosius, il sommo Re; Uther PendragonIgraine di Tintagel, Viviane (Viviana), la Dama del Lago; Taliesin, Merlino di Britannia; una serie di piani e progetti, un matrimonio da disfare, uno da creare e un trono che, ben presto, diventerà vacante.

Penso di non essere stata la sola ad approcciarsi a questo romanzo a seguito dell’accalorata testimonianza di Michela Murgia, “L’inferno è una buona memoria“.

Ancor prima di avere la possibilità di innamorarmi della storia, ero già rimasta affascinata dall’ardore della Murgia nel raccontare ciò che questo libro le aveva trasmesso rivelandole un mondo fatto di donne forti e consapevoli e presentando un libro-rottura della tradizione letteraria.

E forse l’inghippo è stato proprio qui: le aspettative troppo alte.

Intendiamoci: la storia indubbiamente ribalta dei canoni mettendo in primo piano una spinta e un’ingerenza femminile potenti, elementi mai considerati prima di allora da buona parte della letteratura, in particolare di quella fantasy.

E ai personaggi – femminili – non si può tutto sommato imputare nulla di negativo (sicuramente ne troverete uno al quale affezionarvi… per me è stata Morgana).

Si tratta di figure indipendenti, risolute, con una propria dimensione e una propria individualità, disposte a tutto (o quasi) pur di raggiungere il proprio scopo (ovviamente non tutte sono dei caterpillar di acume e ingegno e non a tutte ci si può affezionare o immedesimare… vedi Gwenhwyfar, per esempio) sebbene alla fine dei conti siano anch’esse impotenti vittime ribelli di un destino ineluttabile.

Tuttavia… tuttavia il comparto maschile non è altrettanto fortunato e non presenta un eguale definizione di caratteri come, invece, è di quello femminile; la rivisitazione del famoso ciclo bretone è sì interessante (e lo stesso vale per lo scontro tra le due religioni), ma cade spesso nel ripetitivo e nel ridondante e un due/trecento pagine in meno non avrebbero certo danneggiato la storia nel suo complesso.

Per tirare le fila del discorso, Le nebbie di Avalon è indubbiamente un romanzo di rottura nella misura in cui riesce a ridefinire una storia classica presentandone scenari e interferenze alternativi, ma si fatica un po’ ad apprezzarne la messa in pratica che rende la storia poco scorrevole, talvolta monotona.

Somnium

Una nuova vita, una nuova dimensione e una minaccia in agguato nel nuovo romanzo di Feliscia Silva e Gloria Credali: Somnium.

«Ora sei una Donna-Aquila, e oltre a te, altri nove Blazon sono stati chiamati a ricoprire il loro ruolo, ognuno in vece dell’animale che incarna. Il posto nel mondo per un Blazon non è qui, sulla Terra Umana, ma in un’altra dimensione, dove i Blazon vivono, si addestrano e possono ritrovare il proprio habitat ancestrale. Lì è dove risiedono gli Incarnati, gli animali fantastici di cui incarniamo lo spirito. Ed è proprio lì, dove saremo diretti domani.» Quando Doli è fuggita dal proprio passato per rifugiarsi in una nuova vita, non avrebbe mai immaginato di restare intrappolata in una routine che rispecchia tutto ciò dal quale era scappata. Dex, un misterioso sconosciuto dai tratti che ricordano quelli di una volpe, stravolge però la sua esistenza rivelandole che la Terra Umana e tutti i suoi abitanti sono in pericolo. Doli è un Blazon e deve seguirlo su Somnium, una dimensione in cui uomini prescelti e Incarnati vivono in armonia con il mondo naturale. Doli non vuole credere alle sue parole, ma una notte qualcosa in lei si trasforma. Comprende che non può fuggire dal proprio destino, una minaccia è in agguato: la Fazione, un gruppo di Blazon che ha tradito Somnium, vuole imporre il proprio controllo sulla Terra Umana. Doli dovrà prendere una decisione che le cambierà per sempre la vita: combattere o tornare alla sicurezza dell’esistenza che si era creata?

Le autrici

Feliscia Silva, classe 1993, nella vita si occupa di gestire una piccola pasticceria nelle campagne di un borgo medievale. Tra le tante passioni, nel tempo libero coltiva quella della scrittura e della lettura. Da qualche anno cura il blog Il Lettore Curioso, nel quale parla del mondo letterario. Somnium è il suo primo romanzo pubblicato.

Gloria Credali, classe 1993, nella vita professionale si occupa di programmazione informatica. Quando non lavora invece è alla continua ricerca di un legame con la Natura, coltivato attraverso la passione per la cultura dei Nativi Americani e l’ornitologia. La creatività e l’immaginazione sono ciò che muove il suo mondo. Somnium è il suo primo romanzo pubblicato.

Feliscia e Gloria si conoscono dai tempi dell’asilo e da allora hanno coltivato la loro amicizia. Il loro legame le ha portate a creare insieme un Mondo fantastico, che sperano possa ispirare e far riflettere i lettori.

Titolo: Somnium
Autrici: Feliscia Silva e Gloria Credali
Genere: Fantasy
Casa editrice: Self-publishing
Pagine: 452
Prezzo ed. cartacea: 23,90€
Prezzo ed. digitale: 2,99€

Edizione eBook al momento in promozione su Amazon e nei principali store online!


Disponibile dal 1° giugno 2018!


Scopri altre novità in libreria al momento:

Febbre

Febbre, vincitore del Kirkus Prize 2018 Alla ricerca di una qualche forma di sicurezza e stabilità dopo la morte dei genitori, ...
Leggi Tutto

Dracul

Dracul: A un secolo dalla morte di Bram Stoker, il suo discendente ci racconta come tutto ha avuto inizio... Colpi ...
Leggi Tutto
un mare viola scuro novità

Un mare viola scuro

Un mare viola scuro arriva in libreria! Un bisnonno, Belzebù, dal nome improbabile e inquietante. E un luogo, Colorno, così ...
Leggi Tutto

L’ospite crudele

L’ospite crudele, romanzo d’esordio dell’inglese Rebecca Fleet, si inserisce nel filone del domestic thriller, uscendo però dal comfort dell’ambiente familiare e ...
Leggi Tutto

Stranger Things Il sottosopra

Arriva in Italia la prima graphic novel ufficiale di Stranger Things, la serie Netflix diventata ormai cult (e manca poco ...
Leggi Tutto
L'imprevedibile movimento dei sogni novità

L’imprevedibile movimento dei sogni

L'imprevedibile movimento dei sogni, dal soggetto per un film che ha vinto il Figari Film Fest per il cinema indipendente ...
Leggi Tutto
darkness novità

Darkness

Ecco Darkness, il nuovo romanzo di Leonardo Patrignani. Haly Foster ha un piano. Un piano infallibile che finalmente la porterà ...
Leggi Tutto

Le amiche di Jane

La collana Passaparola si arricchisce di un nuovo titolo: Le amiche di Jane. Come ci si trasforma in persone adatte ...
Leggi Tutto
sarà una lunga notte novità

Sarà una lunga notte

Quando il commissario Jules Léger, della polizia giudiziaria di Parigi, arriva al Terminal 2 dell’aeroporto Charles de Gaulle, il mal ...
Leggi Tutto