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Il mare senza stelle

Titolo originale: The starless sea
Autrice: Erin Morgenstern
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2019
Titolo in Italia: Il mare senza stelle
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Donatella Rizzati

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Lascia che ti racconti una storia… parla di un pirata e di una ragazza; parla di api, libri, guardiani, custodi e porte; parla della Luna; parla di gufi e del loro Re; parla del Tempo, ma anche del Fato.

Ma ne Il mare senza stelle non c’è solo questo incastro di storie senza un nesso.

Il nesso arriverà piano piano, perché tutto – più o meno – inizierà a girare quando Zachary Ezra Rawlins, un ragazzo normale-tranquillo-amante dei libri e dei videogiochi, troverà un misterioso libro in una biblioteca.

Il libro, oltre a raccogliere storie senza apparenti collegamenti, è anche sospettosamente inquietante perché… parla di lui e riporta un evento della sua infanzia che forse avrebbe cambiato la sua vita (ma «un bambino all’inizio di una storia non ha alcun modo di sapere che quella storia è cominciata»).

Comincia così l’avventura del nostro protagonista che, un po’ catapultato e un po’ trascinato negli/dagli eventi, si ritroverà alle prese con api e spade marchiate a fuoco, storie sussurrate e porte dipinte.

A parte il fatto che mi sono sentita subito in affinità con la scrittrice visto che adoriamo lo stesso videogioco (Dragon Age: Inquisition), la sua storia si fa leggere che è una meraviglia.

Nonostante si percepisca un mondo complesso, la storia è intrigante e il costante mistero, l’aggiunta sempre maggiore di dettagli spinge ovviamente a proseguire con la lettura.

La narrazione, quindi, prosegue in due modi: i singoli racconti dei libri ritrovati da Zachary e la storia principale con il nostro solitario nerd come protagonista.

Al suo fianco ovviamente ci saranno una serie di altri personaggi il cui ruolo verrà definito in corso d’opera e il cui carattere si assesta in una zona grigia che impedisce di etichettarli solo ed esclusivamente come “buoni” o “cattivi”.

Devo, però, dire che… non sono rimasta completamente convinta dal finale (l’ultimo centinaio di pagine è stato per me anche quello più sofferto) e non ho particolarmente apprezzato che il protagonista si lasci trascinare un po’ troppo dagli eventi o dagli altri personaggi.

A parte questo, l’idea per l’ambientazione è originale, il ritmo intrigante e ben realizzato e la storia di Tempo e Fato davvero poetica.

 

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