Lamentation recensione

Titolo: Lamentation
Autore: Joe Clifford
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2014
Titolo in Italia: Lamentation
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Alessandra Brunetti

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

La vita di Jay Porter si sta sgretolando anno dopo anno, ma il nostro sembra quasi preferire cullarsi in una facile mediocrità che non aspirare a qualcosa di meglio.

I suoi genitori sono morti in un incidente stradale – in città si bisbiglia che suo fratello Chris potrebbe aver dato una mano alla provvidenza (tagliando i cavi dei freni).

Il suddetto fratello poi è completamente fatto di acidi e droghe varie ed è convinto che gli impianti dentali nascondano delle microspie, che gli Stati Uniti siano stati fondati dagli alieni e che il governo avveleni l’acqua.

La moglie di Jay, Jenny, lo ha lasciato – a causa del sempre succitato fratello – portandosi via suo figlio e andando a vivere con un «idiota di merda», dal cervello vuoto e pieno di tatuaggi (ma sempre meglio di Jay – il che la dice lunga sul nostro protagonista…).

Adesso Jay svuota le case dei defunti per racimolare qualche soldo venendone i mobili; gli incontri con il figlio sono altalenanti vista la precarietà del lavoro e il rapporto con Chris consiste in una breve telefonata, giusto per assicurarsi che un’overdose non se lo sia portato via.

Però, un giorno quella che arriva è la telefonata della polizia. Stanno cercando Chris per l’omicidio del suo socio in affari.

Jay non sa davvero che pesci pigliare… non pensava nemmeno che suo fratello fosse capace di aprire e gestire un’attività!

E, quando all’improvviso Jay se lo ritrova di fronte, Chris non fa altro che vaneggiare su di un hard disk che sarebbe anche la causa di morte del suo socio e che nasconderebbe un segreto capace di sgretolare l’intera cittadina di Ashton.

Intanto, la caccia all’uomo (cioè Chris) prosegue e, dalla città, arriva pure un detective.

Insomma… tutta questa mobilitazione per un drogato assassinato? E se avesse ragione Chris? Se ci fosse qualcosa di orribile nascosto ad Ashton?

È con immenso piacere che ho iniziato a leggere questo romanzo di Casa Sirio, casa editrice nata nel 2014, ricca davvero di interessanti proposte.

Questa è una di quelle (tanto da risultare #1 nella classifica Amazon ed essere nominato per l’Anthony Award nel 2015).

La storia di Jay Porter (prima di una serie – al momento – composta da quattro libri) si assicura di non lasciare mai il lettore sperduto nelle pagine, ma lo guida all’inseguimento di una persona – Chris – e di una storia – quella di Jay.

Così la disperata corsa per salvare Chris da un’accusa – forse – immeritata e – soprattutto – da se stesso, si trasforma in una riscoperta del passato, in una crescita per il nostro protagonista e nella speranza di una migliore prospettiva futura.

Com’è possibile che una caccia all’assassino possa essere anche caccia alla rinascita? Be’, sarebbe da chiedere a Joe Clifford visto che in questo romanzo riesce molto bene a combinare questi due aspetti: giallo e formazione.

 

A onor del vero, la parte introduttiva – in cui conosciamo meglio Jay, la sua (ex) famiglia, i problemi con il freddo di Ashton e il lavoro – è un po’ lenta, ma poi prende il volo ed è impossibile staccarsene.

Mentre il puzzle prende forma davanti ai personaggi, che cercano di comporne i pezzi, anche al lettore iniziano a venire dubbi e domande sull’investigazione, sulla reale colpevolezza di Chris e sui segreti che una cittadina apparentemente tranquilla come Ashton nasconde.

Resto sempre un po’ perplessa da come alcuni protagonisti di gialli o thriller si improvvisino detective con ottimi risultati e con brillanti capacità deduttive… insomma, la cosa diventa ridicola e evidentemente forzata dopo un po’ e, quindi, poco credibile.

Qui nulla di tutto questo. Pur essendo Jay un tipo comunque sveglio, la questione “improvvisiamoci-detective” è portata avanti con oculatezza e senza sacrificare la coerenza narrativa.

Insomma, complimenti a Joe Clifford. Non ci sono forzature nella trama; il protagonista si rende perfettamente conto di non essere in grado di risolvere la questione da solo; gli altri personaggi sono tratteggiati con efficacia e risultano tutti dotati di una propria dimensione; e la combinazione tra romanzo giallo e romanzo di crescita è ben realizzata.

Un’ottima prova per essere la prima! Non vedo l’ora di scoprire cosa riserva il futuro a Jay.


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