Sul fondo sta Berlino recensione

Titolo: Sul fondo sta Berlino
Autore: Sirio Lubreto
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2019

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Said e le sue due pasticche di Imodium sono ormai alla resa: il carico che nasconde nella pancia – «cinquanta ovuli» contenenti ovviamente droga  – potrebbe debordare da un momento all’altro e lui si trova ancora sull’aereo diretto a Berlino per incontrarsi con i suoi contatti.

Contatti – Carmine e Nunzio, zio e nipote – che lo stanno aspettando macinando una sigaretta dietro l’altra e stanno cominciando a incazzarsi perché Said non ha ancora provveduto a chiamarli come da accordi, nonostante il suo volo sia già atterrato da un po’.

Poi c’è Felice, project manager in fuga (sempre direzione Berlino: ha un conoscente che forse potrebbe aiutarlo)… dalla moglie, dai figli e dall’amante… incinta.

E, infine, c’è Sergi il cui obiettivo primario ancora non c’è dato saperlo, ma è indubbio che includa l’incasinare la vita a quante più persone possibile.

Arriverà un momento in cui questi personaggi s’incastreranno l’un con l’altro in una Berlino che non dorme mai. Dovremo solo capire quanto la cosa potrebbe diventare esplosiva!

Felice e Said (in arabo, non a caso, significa “felice”) condividono, per il momento, solo un volo e un albergo, ma saranno, fra non molto, destinati a grandi cose (tra cui infilare in situazioni che non li renderanno per nulla felici).

I nostri sono, in effetti, ancora un gruppo scompaginato “eroi”, ma arriveranno ben presto situazioni ai limiti dell’assurdo che provvederanno a rimescolare le carte in tavola e spingeranno i personaggi a interagire, nel bene e nel male, con gli altri.

Leggere Lubreto è stata un’esperienza interessante, sicuramente piacevole (tra l’altro, puoi leggere la mia chiacchierata con l’autore qui).

La scrittura e il tono si adattano alla perfezione a questa compagine di personaggi ben delineanti sbattuti in situazioni quasi deliranti (talvolta forse un po’ troppo per quel che mi riguarda).

Tutto comunque pur di non affrontare il loro passato e le conseguenze delle proprie azioni: diciamo, lo sgamo a tutti i costi.

Se amate le storie ai limiti dell’assurdo, personaggi bizzarri ma alla fin fine simpatici e ben costruiti, allora Lubreto è quello che fa per voi.

 

 

 

Quattro chiacchiere con Sirio Lubreto

Sirio Lubreto, al suo secondo romanzo con CasaSirio (il primo è “Il primo giorno della tartaruga“), è autore del romanzo “Sul fondo sta Berlino“, di recente pubblicazione (qui trovate la mia recensione 😉).

Grazie al fantastico ufficio stampa e alla grandissima disponibilità dell’autore (ringrazio ancora tantissimo tutti!), ho avuto modo di poter chiacchierare un po’ con lui.

Sul fondo sta Berlino” vede come protagonista una manciata di personaggi apparentemente scompaginati l’uno con l’altro: abbiamo Said, che s’improvvisa corriere (nonostante lo smercio della droga gli vada bene senza bisogno di diventare lui stesso un pacco pericoloso); Nunzio e Carmine che lo stanno aspettando; Felice in fuga dalla moglie, dai figli e dall’amante… incinta; e, last but not leastSergi il cui obiettivo primario ancora non c’è dato saperlo, ma è indubbio che includa l’incasinare la vita a quante più persone possibile.

Insomma… c’è da vederne di belle!

Ti lascio la mia chiacchierata con l’autore.

La storia vede una serie di personaggi convergere a Berlino, la città che non dorme mai, chi per un motivo chi per un altro. All’inizio sembra quasi impossibile che le loro storie possano, in qualche modo, convergere e invece… Com’è nata questa idea? Era un progetto già presente prima della stesura oppure sono stati i personaggi a “indicare la via” in corso d’opera?

Il punto di partenza di tutte le storie che scrivo sono i loro personaggi. Gli eventi e le disgrazie ai quali li sottopongo sono un pretesto per raccontarne pregi e difetti e provare a mettere sullo sfondo un particolare contesto o momento storico. Le due colonne attorno a cui è cresciuta a poco a poco la storia sono Said e Felice.  Le loro “vite parallele” erano un modo di raccontare come, secondo me, il muro che separa gli esseri umani non è etnico, religioso o linguistico, ma di classe. Felice e Said hanno molte cose in comune oltre al nome (il rapporto con il padre, un’infantile tendenza a ricercare “il benessere assoluto”, il soppesare i propri interlocutori in base al vantaggio che ne possono trarre), ma è la loro classe d’appartenenza che ne calibra costantemente le scelte, gli incontri, l’immaginario, il destino e gli effetti collaterali dei loro sbagli.

Berlino è il minimo comune denominatore di tutta la vicenda. Vivendo in questa città da tanto tempo, quanto ha inciso – se ha inciso – la sua esperienza personale in questo romanzo?

Ha avuto un ruolo fondamentale. Oltre a essere il posto in cui vivo e in cui sono nati i miei figli, Berlino è un tessuto urbano e sociale unico e straordinario. È un agglomerato distrutto, ricostruito e trasformato più volte negli ultimi cento anni e sembra vivere una vita autonoma quasi indipendente dagli individui che lo compongono. Berlino è fatta di mille anime e contesti impossibili da inquadrare in un unico piano sequenza. È un palcoscenico straordinario sul quale provare a mettere in scena una storia.

A parte il nostro gruppetto di eroi, sullo sfondo agiscono anche altre “figure”, ma praticamente  nessuno è spinto a muoversi per altruismo, anzi… tutto sperano di ricavare qualcosa da una determinata situazione. Pensa sia un po’ quello che sta accadendo oggi? L’ingranaggio che muove tutto è l’ipocrisia?

L’individualismo è sicuramente figlio di questo tempo, così come l’ipocrisia che serve a giustificarlo difronte a un sistema di valori che ancora non lo approva del tutto. Secondo me, però, la causa non è di natura “morale”. La mancanza di empatia degli individui e la loro incapacità a vedere “l’altro” sono più che altro un effetto. La vera causa risiede piuttosto nel fatto che ogni idea di “bene comune” è andata poco a poco evaporando di pari passo con tutte le istanze politiche e sociali che provassero a costruirne una qualsiasi forma e riuscissero a sedimentare consenso e aggregazione attorno a essa. Quando manca un orizzonte a cui volgere lo sguardo, è molto più facile ritrovarsi a fissare la punta dei propri piedi.


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Sirene fin troppo acquatiche, delitti di un tempo ormai passato, tossici annoiati e un richiamo dagli abissi a cui non si può resistere. Poi predatori, manager corrotti, pupazzi e bambini che pretendono di essere uomini.

Il lato primordiale che vogliamo ma non sempre riusciamo a contrastare. Le pulsioni che ci estraniano dal mondo civilizzato e ci conducono nell’ombra. Il sangue. Il sesso. La morte.

Sette racconti permeati da una ferocia carica di speranza, sette racconti che ci accompagnano in un viaggio allucinante nel mondo di chi vive dove gli altri non guardano.

Tra il racconto di formazione, la favola nera e l’horror psicologico, LA NOTTE COMINCIA PIANO è un inno a quel periodo della vita in cui perdiamo l’innocenza e diventiamo adulti.

Titolo: La notte comincia piano
Autore: Daniele Titta
Genere: Racconti
Casa editrice: CasaSirio
Pagine: 160
Prezzo ed. cartacea: 14,00€

N.B. Per leggere un estratto della raccolta,
ti basterà inserire un indirizzo email


Disponibile dal 22 marzo 2019!


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Sul fondo sta Berlino

Un manager in crisi di mezz’età, un pusher naif con la pancia piena di droga, un profeta del caos assetato di vendetta e un camorrista esiliato. Poi gerarchi nazisti, affiliati all’Isis, hippie incazzati e una città dove sogni e incubi sono facce della stessa moneta. Dal 7 febbraio in libn

Quando Felice prende l’aereo per Berlino ha una moglie con cui non parla, due figli che quasi non conosce e un terzo in arrivo da una stagista francese. Sono vent’anni che non torna nella città dove ha studiato, ma lì conosce una persona che, ne è sicuro, può dargli una mano. Sergi ha scelto il suo obiettivo, ora deve riuscire a raggiungerlo incasinando la vita a più gente possibile. E la chiamata di quel vecchio amico fa proprio al caso suo.

Fosse stato per lui, in Germania non ci sarebbe mai andato. Invece adesso Said ha un carico di ovuli che scottano, un branco di persone che gli danno la caccia e nessuna idea su come cavarsela. L’elenco della cose che Nunzio non sopporta è bello lungo: il caffè tedesco, per esempio, o il freddo, ma ciò che lo manda davvero ai pazzi sono le fregature. Questa volta però non lascerà perdere.

L’autore

Sirio Lubreto è nato a Napoli 45 anni fa. Ha lavorato e vissuto in un bel po’ di posti sparsi in giro per il mondo prima di convincersi che Berlino fosse quello migliore dove provare a diventare più o meno stanziale. Divide la casa con una compagna che gli parla francese, un figlio che gli parla tedesco e un altro che ancora non parla, ma si fa capire benissimo a strilli. Con CasaSirio ha già pubblicato Il primo giorno della tartaruga.

Titolo: Sul fondo sta Berlino
Autore: Sirio Lubreto
Genere: Romanzo
Casa editrice: Casa Sirio
Pagine: 224
Prezzo ed. cartacea: 15,00€

 


Disponibile dal 7 febbraio 2019!


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L’ultima volta recensione

Titolo: Gone again
Autore: Doug Johnstone
Genere: Thriller/Romanzo di formazione
Anno di pubblicazione: 2013
Titolo in Italia: L’ultima volta
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Alessandra Brunetti

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Lo chiamano al telefono perché nessuno è andato a prendere suo figlio Nathan a scuola. Sarebbe dovuta andare sua moglie Lauren, maaaa… vabbè, un contrattempo ci può stare.

Passa del tempo, però, e nulla. Nessuna notizia. E Mark sta iniziando davvero a temere il peggio.

Tuttavia, sono passate solo sei ore… l’agente di polizia al telefono gli consiglia di star calmo e aspettare; sei ore, in ogni caso, sono troppo poche per denunciare una scomparsa.

Ma c’è qualcosa… qualcosa che ancora sfugge a Mark, qualcosa che non torna.

Come potrebbe, però, questa volta essere diversa dall’ultima volta? Quando Nathan era appena nato e Lauren, in piena depressione post-partum era fuggita, sparita per giorni e giorni lasciandoli soli?

Perché Lauren potrebbe essere fuggita di nuovo no?, proprio come l’ultima volta… in definitiva, Lauren e Mark hanno scoperto da poco di aspettare una bambina. E le cose per Lauren non potrebbero essere così felici e serene come lo sono, invece, per Mark.

Nulla da fare… CasaSirio resta semper fidelis al suo motto: storie che non puoi smettere di raccontare… né di leggere aggiungerei io.

E in questo romanzo di Doug Johnstone sembra, in realtà, di partire con un piatto “tutto nella norma“: in fondo, è “solo” una donna spaventata, magari depressa, che decide di sparire, di lasciarsi tutto alle spalle e poi… niente, poi la storia prende il via e non si può smettere di leggere!

Perché c’è molto più di una donna scomparsa: c’è una famiglia, ci sono dei rapporti deteriorati, un passato che galleggia irrisolto (e ormai irrisolvibile). E poi c’è la crescita di un padre; l’ira, la rabbia e la devastazione di esser stato lasciato solo… un’altra volta.

Ma c’è anche la confusione, la paura e il terrore crescente per una situazione troppo surreale, inspiegabile. C’è la crescita di un figlio; c’è un presente da difendere… e possibilmente conservare.

C’è una suocera con un’ordinanza restrittiva; ci sono le lotte e i bulletti; c’è un contorno, perché i drammi e i traumi che si vivono nel proprio personale non incidono minimamente sul resto del mondo; e ci sono le balene che, sullo sfondo, nuotano incontro alla morte seguendo con cieca fiducia la balena pilota.

Insomma, davvero un ottimo romanzo che coinvolge non sono per i toni sincopati simili a un thriller, ma anche per l’attenzione dedicata al rapporto di crescita condivisa padre-figlio.