Pubblicità

Lidia Poët. La prima avvocata

lidia poët

Titolo: Lidia Poët. La prima avvocata
Autori: Ilaria Iannuzzi e Pasquale Tammaro
Genere: Saggio
Anno di pubblicazione: 2022
Pagine: 254

Confesso che il mio incontro con Lidia Poët è stato molto triviale: galeotta fu infatti la serie televisiva Netflix…

… alla quale non si può sicuramente tributare accuratezza storica, ma non le si può negare il merito di aver strappato dall’oblio una figura storica straordinaria.

Quindi, premesso che con la serie tv ci troviamo molto lontani dalla realtà storica, la curiosità di scoprire chi fosse davvero la donna dietro la finzione scenica mi ha spinta verso la lettura di Lidia Poët. La prima avvocata.

Qualche punto cardinale prima di iniziare.

Il 17 giugno 1881 Lidia Poët si laurea in Giurisprudenza all’Università di Torino. 

Ha ventisei anni, determinazione da vendere e un obiettivo chiaro: diventare avvocata. 

Tuttavia, l’iscrizione all’Ordine degli Avvocati si trasforma ben presto in una battaglia legale e culturale che divide l’Italia di fine Ottocento.

Il saggio di Iannuzzi e Tammaro ripercorre con minuzia di particolari questa odissea giudiziaria: le tesi a favore, le reazioni scandalizzate della magistratura conservatrice, la sentenza della Corte d’Appello (che le negherà l’esercizio della professione), l’opinione pubblica italiana divisa e pure l‘eco che la sua vicenda ebbe anche all’estero.

Avere alle spalle un background di studi giuridici, mi ha permesso di apprezzare particolarmente il lavoro svolto dagli autori soprattutto perché il volume non è una semplice narrazione biografica, ma una vera e propria ricostruzione storico-documentale (include infatti anche preziosi documenti d’epoca, la tesi di laurea di Lidia e altri atti ufficiali).

Viene delineato un quadro cristallino della situazione italiana dell’epoca, mettendo in luce i meccanismi legali (e i pesantissimi pregiudizi di genere) che vennero azionati per ostacolare Lidia.

Se da un lato la componente legale è ineccepibile, dall’altro l’aspettativa di conoscere Lidia Poët nella sua quotidianità rimane in parte insoddisfatta.

Il focus del libro rimane infatti quasi esclusivamente ancorato alla sfera istituzionale, forense e accademica.

Della Lidia “persona” trapelano soltanto pochissimi frammenti: sappiamo che viaggiava con la nipote Anna, che era un’appassionata escursionista che amava scalare le montagne e che collaborava costantemente nello studio legale del fratello Giovanni Enrico. 

Ma la sua dimensione più intima, la gestione personale di quella frustrazione professionale restano nell’ombra.

Insomma il volume è un eccellente saggio di storia del diritto (ben scritto e storicamente ineccepibile) più che una biografia di Lidia.

Resta quindi un piccolo rammarico per non aver potuto “avvicinare” la Lidia privata, ma il valore divulgativo del lavoro di Iannuzzi e Tammaro è indiscutibile.

PubblicitàPubblicità
error: Attenzione! Questo contenuto è protetto!
Wordpress Copy paste blocker plugin powered by http://jaspreetchahal.org