
Titolo originale: Futchnovelle
Autore: Thomas Strässle
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2024
Titolo in Italia: Storia di una fuga
Anno di pubblicazione ITA: 2026
Traduzione di: Marco Federici Solari
Pagine: 146
– Ho ricevuto una copia di questo libro –
Ci sono libri che si possono approcciare con grande rispetto per la materia trattata, ma con cui la sintonia di lettura fatica a scattare.
Purtroppo Storia di una fuga rientra per me in questa categoria.
Ci tengo a premetterlo subito: quando ci si trova di fronte a una storia vera – e in questo caso legata a una drammatica pagina del Novecento e al vissuto personale dei genitori dell’autore – la testimonianza umana non si discute né si giudica.
Il valore del ricordo e della memoria storica resta indiscutibile.
La mia opinione riguarda esclusivamente la resa narrativa e la struttura del libro.
E qua veniamo ai tasti dolenti, perché mi spiace dirlo ma ho dovuto persino “abbandonare” la lettura e lasciarla decantare per qualche mese prima di avvertire la necessità di riprenderla in mano e portarla finalmente a termine.
Uno dei problemi secondo me risiede proprio nella sua forma.
Il libro si muove in una zona grigia non sempre ben gestita: da un lato non possiede il ritmo, il coinvolgimento e l’impatto emotivo di un romanzo; dall’altro manca della chiarezza, del rigore e dell’organicità che ci si aspetterebbe invece da un saggio storico.
La narrazione risulta spesso fredda, piatta e confusa; insomma una generale distanza emotiva che impedisce di empatizzare a fondo con i protagonisti e continui cambi di stili (ora dialoghi, ora focus pseudo-saggistici, ora ricordi) che rendono davvero faticosa la lettura.
Anche la gestione dei punti di vista è un motivo di attrito durante la lettura: i passaggi tra la voce dell’autore e quella del padre avvengono in modo poco fluido e non immediato, costringendo chi legge a fermarsi per orientarsi tra le pagine.
Un approccio frammentario che anziché creare dinamismo, rischia di spezzare continuamente la tensione e di smorzare la carica emotiva che una vicenda del genere meriterebbe.
Storia di una fuga resta un documento importante per chi desidera approfondire le vicende legate alla Seconda Guerra Mondiale e alle storie personali di fuga e sopravvivenza.
Tuttavia, per chi cerca un’opera capace di catturare, di emozionare o semplicemente di offrire un quadro chiaro e avvincente, il libro rischia di deludere le aspettative a causa di uno stile troppo confuso e distante.

