
Titolo originale: Wives and Daughters: An Every-day Story
Autrice: Elizabeth Gaskell
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 1865 (pubblicato a puntate su Cornhill Magazine tra il 1864 e il 1866; prima edizione in volume nel 1866)
Titolo in Italia: Mogli e figlie
Anno di pubblicazione ITA (nuova ed. Elliot): 2026
Traduzione di: Cristina Nesi
Pagine: 768
– Ho ricevuto una copia di questo libro –
Nel tranquillo villaggio inglese di Hollingford, la vita della giovane Molly Gibson scorre pacifica e protetta sotto lo sguardo amorevole del padre, l’apprezzato medico del paese.
Molly è una ragazza limpida, acuta e spontanea, affezionata alle sue abitudini e a una quotidianità fatta di piccole cose. Tuttavia, l’equilibrio si spezza quando il padre, preoccupato per il futuro della figlia e desideroso di darle una figura materna, decide improvvisamente di risposarsi.
L’ingresso in casa della nuova matrigna (donna non cattiva ma estremamente superficiale, vanesia, manipolatrice e pignola fino all’esasperazione) sconvolge del tutto il mondo di Molly.
La nuova madre non è l’unica novità: assieme a lei arriva anche la bellissima sorellastra Cynthia (pure lei abbastanza vacua come la madre e tuttavia ricca di sfaccettature e ombre).
Sullo sfondo di questa nuova architettura familiare s’intrecciano le dinamiche dei Cumnor, i nobili locali con le loro rigide formalità, e dei Hamley, una storica famiglia terriera segnata da un doloroso contrasto tra generazioni, aspettative infrante e un affetto profondo che fatica a trovare voce.
Tra balli di provincia, alleanze inaspettate, incomprensioni e lettere nascoste, la vita di Hollingford si rivela un formidabile micro-mondo di passioni, dove ogni scelta può cambiare per sempre il destino di una giovane donna.
La mia storia d’amore con questo romanzo, devo ammetterlo, non è iniziata sotto i migliori auspici.
Avevo provato ad approcciarmi a Mogli e figlie verso metà agosto, ma la lettura si era arenata quasi subito (attorno a pagina 25).
Forse il clima estivo e il ritmo “vacanziero” non si sposavano affatto con la densità di questa prosa…
Poi, a metà settembre, ho deciso di riprenderlo in mano ed è scattato decisamente qualcosa.
Leggere Mogli e figlie è un’esperienza immersiva che ricorda da vicino la visione di una grande serie televisiva d’epoca (o di un avvincente period drama): capitolo dopo capitolo ti ritrovi completamente inghiottita dalle dinamiche di Hollingford, desiderosa di scoprire cosa accadrà nella scena successiva.
Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato risiede nella costruzione della sua protagonista (ma tutti i personaggi a modo loro sono strepitosi anche nello loro imperfezioni e difetti).
Molly Gibson è una figura meravigliosa ma singolare: pur essendo il perno centrale della narrazione, per buona parte del libro non è direttamente colei a cui “succedono” i grandi colpi di scena. Piuttosto assiste, osserva, fa quasi da spalla e diventa una silenziosa detentrice di segreti altrui, dimostrando una maturità e una lealtà rare.
Ed è qui che risiede la nota più struggente e poetica dell’opera: proprio quando la storia raggiunge il suo apice e Molly compie quell’evoluzione fondamentale che la porta finalmente a diventare la vera e incontestata protagonista del proprio destino, la narrazione si interrompe.
Elizabeth Gaskell morì infatti improvvisamente per un attacco cardiaco nel novembre del 1865, mentre stava ultimando il romanzo per la pubblicazione a puntate sul Cornhill Magazine.
Mancavano davvero pochissime pagine alla conclusione (poi integrate con una nota riassuntiva dal suo editore e amico Frederick Greenwood).
È un peccato enorme, perché ci lascia a un passo da un finale che avrebbe coronato magnificamente l’opera.
Nonostante questa tragica incompiutezza, il valore letterario del romanzo è immenso.
L’unico vero lato negativo quindi (se proprio uno ne dobbiamo trovare)? È un romanzo che si dilunga parecchio.
La Gaskell si prende tutto il tempo del mondo per delineare dettagli, ambientazioni e sfumature caratteriali: se da un lato questi tantissimi particolari sono preziosi e ti fanno amare perdutamente i personaggi, dall’altro conferiscono al libro un ritmo decisamente lento.
È una narrazione che richiede tanta pazienza e dedizione, motivo per cui mi sento di dire che non è una lettura per i ritagli di tempo né adatta a tutti o a chi cerca un ritmo incalzante fin dalle prime battute. Ma se gli si concede il tempo di ingranare, sa regalare un viaggio indimenticabile.

