Una casa a Parigi recensione

Titolo: The Apartment
Autore: S.L. Grey
Genere: Paranormale/Thriller psicologico
Anno di pubblicazione: 2016
Titolo in Italia: Una casa a Parigi
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Davide Musso

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

È un incubo che chiunque vorrebbe evitare: svegliarsi nel cuore della notte e ritrovarsi davanti tre ceffi, con tanto di coltello, desiderosi di svaligiarti casa.

Nonostante sia passato del tempo, Mark e Steph(anie) non riescono ancora a superare quello che per loro è stato un vero trauma (riverberatosi anche sulla loro coppia).

L’idea, sorta tanto per fare, di andare a Parigi per distrarsi e riottenere un po’ di pace sembra essere proprio quello che ci vuole per ritrovare una certa normalità.

Ed è così che, complice un sito di scambio-case, i due si ritrovano a Parigi nell’appartamento dei Petit (e i Petit dovrebbero presentarsi da un momento all’altro a casa loro a Cape Town, Sud Africa).

Le cose, però, si gustano sin da subito: l’appartamento dei Petit si trova in un quartiere elegante per carità, ma l’edifico è lugubre, completamente abbandonato a se stesso e, di primo acchito, deserto. L’appartamento non ne parliamo: sporco, pieno di scatole, armadi chiusi e persiane sbarrate, privo dei comfort promessi nella descrizione ammiccante del sito e nelle parole cortesi dei proprietari.

E c’è qualcosa… qualcosa di strano in tutto il palazzo.

In più, i Petit sono come svaniti nel nulla.

In un batter occhio, il viaggio della rinascita si trasforma in un nuovo incubo in cui sospetto, paura e paranoia diventano presto i soli protagonisti.

Mark è un professore universitario caduto, per una serie di circostanze, in disgrazia. Così, con un lavoro svolto con poco entusiasmo in un’università di «quarta categoria», si crogiola nella sua routine… agognando forse la pace perduta anni prima con il gravissimo lutto subito e la fine del primo matrimonio.

Tutto questo almeno fino a quando, quella notte in cui fanno irruzione in casa sua, tutto cambia e lui si trova assolutamente impreparato ad affrontare gli eventi. Da lì, la catastrofe è proprio dietro l’angolo.

Steph, di contro, mostra sicuramente più padronanza di sé e autocontrollo e, forse, questo la para un po’ meglio dalla “casa di Parigi”.

Mentre Mark si disgrega poco per volta, Steph cerca di trattenere i propri pezzi facendo poco o nulla, però, per raccogliere quelli di Mark (fino a che – ovviamente – non diventa troppo tardi e le conseguenze sono irreparabili).

La storia si gioca, quindi, sulle sensazioni dei personaggi: Mark, che parla al presente in prima persona, e Steph, che viceversa parla al passato di eventi che comunque si svolgono in contemporanea per il lettore.

Tutto ruota per cui attorno a due poli: il primo è quello di Mark che, preda inerme dei demoni del suo passato, scivola inesorabilmente verso la paranoia e il secondo è quello di Steph (corrispondente, almeno fino a un certo punto, con quello del lettore) che non può che chiedersi quanto gli eventi apparentemente assurdi che si verificano siano in verità frutto della suggestione o della tensione o della stanchezza accumulata.

Sebbene si parta con ottime premesse, lo svolgimento e poi il finale non reggono tuttavia l’impianto generale e le promesse iniziali.

Ci sono sicuramente momenti di angoscia in certi passaggi, ma più per il fatto in sé che non per il modo in cui viene raccontata la scena.

Insomma, è un libro che si fa leggere e il modo in cui lega la decadenza dell’animo umano a qualcosa di soprannaturale presenta aspetti interessanti.

Tuttavia, manca quella tensione crescente, quell’incertezza costante propria dei thriller psicologici; dall’altra, i momenti soprannaturali sono depositati sulla pagina senza pathos (per la serie: sì, ci sono, ma non facciamo troppo clamore).

L’intenzione di Steven Spielberg di trasformare questo romanzo in film potrebbe riuscire laddove si riesca a calcare maggiormente sulla tensione nella storia e su di un agire un po’ meno passivo-abbandonato-agli-eventi dei personaggi.


 

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