Passaparola: la nuova collana Marsilio

Al ritorno dalle vacanze – a partire dal 30 agosto per la precisione – troveremo alcune sorprese in libreria come la nuova collana Passaparola di Marsilio.

Ideata dalla editor Chiara Valerio, questa collana proporrà una serie di romanzi in cui alcuni autori racconteranno di sé, delle loro esperienze e del mondo in una sorta di memoir costruito a partire da un libro da loro particolarmente amato.

A inaugurare “Passaparola” avremo Michela MurgiaLisa GinzburgAlessandro Giammei (al suo esordio). Mentre, nel 2019, tra gli autori avremo Teresa Ciabatti che commenterà su Grandi speranze.

La casa editrice mi ha gentilmente inviato una copia del libro di Michela Murgia (“L’inferno è una buona memoria“) così da poterlo “testare con mano”; quindi restate sintonizzati per la mia recensione!
[Aggiornamento 11/09/2018: qui trovi la mia recensione de “L’inferno è una buona memoria]

Ma vediamo intanto questi primi tre volumi della saga.

Un giovane arriva a Princeton, l’università di grandi scienziati e grandi scrittori, premi Nobel e ragazzi venuti da ogni parte del mondo per partecipare della stessa inebriante, impressionante, ipertrofica eccellenza americana. Si è laureato alla Sapienza di Roma, si è addottorato alla Normale di Pisa, ha pubblicato poesie, articoli e un saggio sul nonsense vittoriano, ma è cresciuto, come molti italiani nati in periferia alla fine degli anni Ottanta, guardando i Pokémon, giocando di ruolo sulla rete, fumando di nascosto con la scusa di portare fuori il cane (anche se la faccenda del fumo e del cane non riguarda solo i nati alla fine degli anni Ottanta). Dall’orizzonte conchiuso dal nastro del Grande Raccordo Anulare di Roma nelle campagne di Mostacciano, all’America piena di possibilità del grande Gatsby nelle campagne del New Jersey, la formidabile ascesa di un giovane uomo per cui le cose dette, lette, viste e assaggiate stanno tutte insieme nella memoria, nel presente, nel futuro, nell’incanto e nella carne.

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Mary Shelley, la figlia di una filosofa femminista e di un filosofo politico, comincia a scrivere, nel 1816, nell’anno senza estate e per gioco, il romanzo del nuovo Prometeo, la storia di Frankenstein, il mostro reso colpevole dall’evidenza di non essere stato amato, la creatura tratta per amore dalle viscere dei cimiteri e alla quale il fulmine di Victor Frankenstein, lo scienziato, dà la vita. Frankenstein è il primo romanzo in cui la scienza si fa mitologia e, come la mitologia, crea i suoi esseri mortali e i suoi esseri immortali. Lisa Ginzburg, figlia di una storica del femminismo e di uno storico, a duecento anni dalla prima pubblicazione del romanzo di Shelley ci racconta, forte e conscia di questa eco bio-bibliografica, il suo Frankenstein lettera per lettera, dalla “F” della Felicità di rileggerlo e ritrovarlo, alla “N” di Nascere, che è, sempre, il verbo dove tutto comincia.

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Quanto somiglia Cabras, Sardegna, paese natale di Michela Murgia, ad Avalon, Britannia, luogo mitico legato a Re Artù? Come Morgana, Igraine e Viviana, le “Signore del Lago”, hanno il potere di sollevare le nebbie con le loro parole, influenzare e curare le vite dei cavalieri della Tavola Rotonda, così Michela Murgia, nata in mezzo alle acque di Cabras, ha il potere di sollevare le nebbie intorno alle storie e alle idee che stanno alla base dei suoi romanzi e dei suoi saggi: la versione delle donne, la versione degli uomini, la versione di Dio. In un viaggio che comincia in mezzo al mare e in mezzo al mare ritorna, Michela Murgia, una delle maggiori scrittrici italiane, racconta come e perché è diventata femminista, come e perché ha cominciato a temere le gerarchie religiose, come e perché non ha mai smesso di giocare di ruolo nel mondo magico di Lot, come e perché certi libri che ci hanno fatto crescere, in effetti, li abbiamo mangiati più che letti, e soprattutto come e perché creare ogni giorno il mondo che ci circonda è un gesto politico.

Leggi la mia recensione qui

Insomma, mi sembra che le basi per un’ottima collana ci siano tutte. Curiosi?

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