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Hypnos

Titolo: Hypnos
Autori: Gino Saladini e Vincenzo Mastronardi
Genere: Noir
Anno di pubblicazione: 2019

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Siamo a Vienna, fine ‘800. C’è Freud, c’è Breuer. C’è l’imperatore Francesco Giuseppe e c’è uno dei figli avuti con la famosa imperatrice Sissi, il principe Rodolfo d’Asburgo.

Anzi… per la precisione quest’ultimo c’era, perché viene ritrovato cadavere assieme all’amante diciassettenne, la baronessa Maria Vetsera.

A investigare – ma in super-segreto – sulla tragica fine dell’erede al trono, l’ispettore Schwarz, a sua volta oggetto di chiacchiere in tutta Vienna per il suo (così si dice) particolarmente stretto rapporto con la sorella gemella Sabine.

Mancano ancora un paio di ingredienti: 1) c’è un perverso assassino a piede libero, Hypnos, che sta falcidiando alcune prostitute d’alto bordo e 2) dietro la morte di Rodolfo d’Asburgo ci potrebbero essere sconcertanti ragioni di Stato…

Ora… anche se i singoli elementi sono notevoli e la ricetta pare essere perfetta sulla carta, il risultato finale purtroppo non è proprio stupefacente.

Di mistero c’è poco, di contributo alla fase investigava da parte di Freud (o dello stesso Ispettore Schwarz) pure; diciamo che il colpevole fa e disfa tutto un po’ da solo.

In compenso c’è molto rimirarsi nudi negli specchi, varie prostitute da sodomizzare o meno (a seconda dei gusti) e una valanga di volti a sezione aurea e fisici statuari (persino le donne non più giovani conservano un che della loro passata bellezza).

Insomma, in poche parole, va bene che la sessualità in Freud è un aspetto preponderante, ma nel caso specifico si riduce tutto a una serie di elementi che non sono né interessanti né utili ai fini della storia.

Tutto ciò appiattisce i personaggi standardizzandoli sullo stesso grado di libidine (che tutto smuove, per carità; ma forse anche un po’ troppo) e, di conseguenza, la brillantezza della trama che fa fatica a spiccare.

Sessualità a parte, sono anche la storia e i personaggi purtroppo a risultare abbastanza prevedibili negli sviluppi e nelle mosse, poco coinvolgenti e, in certi passaggi, un po’ surreali.

Mi spiace davvero, ma purtroppo questo libro non mi ha colpita come invece avevo pensato leggendo la quarta.

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