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Finding Jane: il mio viaggio sulle tracce di Jane Austen (seconda parte)

Prima di iniziare faccio anche qua lo stesso (rapido) disclaimer della prima parte: indicazioni circa trasporti, mezzi e costi sono riferiti al mio viaggio che si è svolto a novembre 2025; non garantisco che tratte e prezzi, tassi di cambio etc. siano rimasti gli stessi da quando ci sono passata io.


Nella prima parte di questo viaggio, stavamo lasciando Bath direzione Basingstoke.

Lo spostamento – sempre in treno – è durato un paio di orette usando nuovamente la GWR di cui abbiamo parlato in precedenza (la linea che porta poi a Paddington, Londra); qua sono scesa quindi a Reading dove ho effettuato un cambio treno per Basingstoke.

Altri scambi sono possibili anche passando da Salisbury o da Southampton (invece che da Reading), ma non avendoli sfruttati nemmeno per il rientro non so darvi altre informazioni.

Il consiglio in generale è quello di chiedere agli sportelli per fare i biglietti in stazione; il personale è super gentile e disponibile e mi hanno sempre saputo indicare il tragitto più veloce (e meno costoso) anche in base ai miei orari.

Insomma siamo a Basingstoke: direzione Winchester

Come dicevo anche a conclusione della prima parte, questa cittadina non ha collegamenti con Jane Austen ma è lo snodo che ci serve per spostarci usando i mezzi pubblici.

La tomba di Jane Austen nella cattedrale di Winchester (… certo che il segnale dell’uscita di emergenza lo avrebbero potuto sistemare meno attaccato)

Il consiglio è quindi quello di trovare un alloggio nella zona della stazione centrale da cui partono i treni e gli autobus (che ci serviranno più avanti).

Prima tappa quindi – sempre tramite treno – è stata Winchester, la città in cui Jane è purtroppo venuta a mancare.

Qua da visitare:

  • la cattedrale di Winchester in cui riposano le ultime spoglie della scrittrice (ci sono dei vecchini che si offrono gratuitamente per farvi fare un tour guidato);
  • e la sua ultima abitazione (proprio dietro alla cattedrale; la trovate al numero 8 di College Street) da cui Cassandra ha salutato per sempre l’amata sorella. Attenzione perché non è aperta al pubblico.

Più o meno mezza giornata, considerando anche il tragitto in treno porta via circa 15/20 minuti, per visitare questi due luoghi è più che sufficiente.

Seconda tappa: Chawton

Tenendo sempre come riferimento la stazione di Basingstoke, prendiamo l’autobus (il numero 13) al costo di pochissime sterline. L’unico problema qua è che gli autobus sono poco frequenti (ne passa uno l’ora e il percorso dura altrettanto).

Ah altro piccolo “problema”: il bus fa capolinea ad Alton, il paesotto vicino Chawton.

Per arrivare davvero, va quindi aspettato un altro autobus (e comunque integrare poi con un pezzo a piedi) oppure fare direttamente una passeggiata di una quarantina di minuti (cosa che ho scelto io anche perché la stessa Jane era solita fare questo percorso a piedi).

La tratta a piedi fa infatti parte del Jane Austen Trail (e, per quanto la strada sia tendenzialmente lineare una volta scesi dall’autobus, le relative indicazioni vi serviranno anche per capire di essere sul percorso giusto).

Trovare il cottage che è la Jane Austen’s House a Chawton è davvero un gioco da ragazzi.

Il villaggio è piccolissimo, silenzioso e tranquillo e il Chawton cottage si trova sul crocevia della strada principale; impossibile insomma da mancare.

È qua che la scrittrice trascorse gli anni più sereni e produttivi della sua vita dal 1809 al 1817 insieme alla madre, alla sorella Cassandra e alla loro amica Martha Lloyd.

Qui completò o revisionò tutte le sue opere maggiori.

La casa è semplice e accogliente, avvolta in un’atmosfera domestica che rende la visita molto intima.

Ovviamente le stanze sono ricostruite secondo lo stile Regency, con arredi che richiamano la vita quotidiana delle Austen.

Fare un confronto tra Bath e Chawton è inevitabile, ma fa capire anche perché Jane amasse – in modo diverso – entrambi i luoghi.

Dieci minuti a piedi separano il Chawton cottage dalla Chawton House, elegante dimora elisabettiana del XVI secolo appartenuta al fratello di Jane Austen, Edward Austen Knight.

Jane Austen stessa la definiva la “Great House”: è un luogo che lei visitava spesso, sia per motivi familiari sia per passeggiare nei suoi splendidi giardini.

Circondata da un parco immenso – nel quale si può appunto passeggiare come faceva Jane – e da sentieri boscosi, oggi ospita una biblioteca dedicata alla letteratura femminile (The Centre for the Study of Early Women’s Writing).

Attenzione perché anche in questo caso, la dimora è privata ma fortunatamente visitabile in determinati momenti; vi consiglio di verificare online gli orari di apertura.

Prima del vialetto che conduce alla “Great House”, si trova la piccola chiesa di St. Nicholas.

Qui sono sepolti diversi membri della famiglia Austen, tra cui Cassandra Austen (la sorella di Jane) e la madre di Jane, anche lei di nome Cassandra.

A Chawton – considerato la lunghezza dello spostamento unito al fatto alla scarsa frequenza dei mezzi – vi consiglierei di prevedere di trascorrerci una giornata intera.

Terza tappa e ultima: Steventon

A seconda del tempo che avete a disposizione, Steventon è il luogo in cui Jane Austen è nata e ha vissuto i primi 25 anni della sua vita.

Raggiungerlo è ancora meno comodo di Chawton perché la frequenza degli autobus (il 76) è ancora più rada (a me è capitato che non rispettassero nemmeno gli orari) e il percorso ci lascerà, dopo una ventina di minuti, lungo la strada principale.

Le tombe della sorella e della madre di Jane presso il cortile della chiesa di St. Nicholas

Da qui ci vuole un’altra mezz’oretta a piedi prima di arrivare davvero a Steventon.

Insomma, se vi muovete in autobus come me valutate anche qua di dedicarci una giornata intera per via degli spostamenti.

Sebbene la città si fregi pure di un cartello in cui festeggia di essere il suo paese di nascita, a onor del vero resta molto poco di Jane.

La casa in cui è nata infatti non esiste più; è stata demolita nell’Ottocento.

Sempre visitabile è invece la St. Nicholas Church, di cui il padre era rettore.

Rietro a Bristol e fine del viaggio

Facendo la strada a ritroso sempre sfruttando i treni, sono tornata a Bristol dove ho girellato con curiosità qualche ore prima di ripartire.

La creatività a Bristol

La città è carina e mescola un’anima portuale con una creatività contemporanea molto particolare.

Insomma rientrata in Italia, ho realizzato che questo viaggio sulle tracce di Jane Austen mi ha scavato nel profondo.

Ho seguito le orme di una scrittrice che ho imparato ad amare, cercando i luoghi che l’hanno accolta, ispirata, a volte anche messa alla prova e al contempo, scegliendo di viaggiare da sola, mi sono concentrata sull’osservazione, sul silenzio e su un ascolto più attento non solo di Jane e dei “suoi” luoghi, ma anche di me stessa.

Camminando per Bath, sostando a Chawton, attraversando la campagna inglese, ho avuto l’impressione di avvicinarmi un po’ di più a Jane: non solo all’autrice che conosciamo attraverso i romanzi, ma alla donna quella vera che ha vissuto, atteso, osservato e scritto.

E, in modo forse inatteso, questo percorso mi ha aiutata anche a guardarmi con maggiore chiarezza.

Forse è questo il dono più prezioso di questo itinerario: capire meglio lei sì, ma anche me stessa.

Perché seguire le tracce di chi ha saputo raccontare con tanta lucidità l’animo umano finisce, inevitabilmente, per diventare un modo per interrogare il proprio.

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