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Finding Jane: il mio viaggio sulle tracce di Jane Austen (prima parte)

Questo novembre – sì, col senno di poi, forse la stagione non è stata proprio il massimo – sono partita per Bristol con l’idea di fare un viaggio sulle tracce di Jane Austen.

Proprio quest’anno (2025) ricorrono i 250 anni dalla nascita di Jane e a luglio si sono tenuti – soprattutto a Bath – numerosi eventi a tema (anche a dicembre c’è qualcosa in programma).

Lungi da me dal volermi sostituire a una guida turistica o ai vari tour operator, ci tengo però a condividere con voi la mia esperienza da viaggiatrice anche perché, per quello che sono riuscita a trovare io, le informazioni al riguardo non sono proprio tantissime (non tanto sui luoghi da visitare, quanto proprio sull’aspetto pratico di come arrivarci e come organizzarsi per le modalità con cui volevo viaggiare io).

Utile comunque mi è stato questo articolo di Turismo Letterario che mi pare giusto segnalarvi.

Ultime due note prima di proseguire: 1) mentre scrivevo questo articolo, mi sono resa conto che stava diventando molto lungo e ho quindi deciso di dividerlo in due parti e 2) indicazioni circa i trasporti, i mezzi e i costi sono riferiti al mio viaggio che si è svolto a novembre 2025; non garantisco che tratte e prezzi, tassi di cambio etc. siano rimasti gli stessi da quando ci sono passata io.

Ponte Pulteney a Bath

Quindi… iniziamo.

Ho scelto di atterrare a Bristol (prendendo un volo diretto da Pisa) è da lì, una decina di minuti di treno, sono arrivata a Bath, la mia prima tappa.

Il percorso è comodissimo: dall’aeroporto di Bristol è sufficiente prendere l’autobus navetta per il centro città (linea argento – A1; costa circa 3£ e passa ogni 7/10 minuti) fino alla stazione di Bristol Temple Meads.

Da lì, servendosi del treno che poi proseguirà fino alla stazione Paddington di Londra (usando la c.d. GWR, Great Western Railway), sono scesa a Bath Spa.

Sebbene la città abbia un turismo molto intenso legato alla figura della scrittrice, a voler far proprio i precisini Jane Austen qua ci ha trascorso sei anni variando casa più volte e usando certi luoghi come ambientazione nei suoi romanzi.

Northanger Abbey e Persuasione sono sicuramente i due poli della vita di Jane a Bath: nel primo infatti la cittadina è descritta come vivace, scintillante, piena di energia mentre nel secondo si guarda più ai contrasti sociali e le dinamiche interiori dei personaggi diventano più profonde e mature.

Ma Bath è nominata anche in altre opere.

Per esempio in Emma e Ragione e Sentimento è citata come meta di viaggi e cure termali; rapidamente viene menzionata anche in Orgoglio e Pregiudizio.

Tornando al viaggio.

Ho scelto un albergo che fosse in centro e che mi permettesse di spostarmi comodamente a piedi da e verso la stazione e nel centro della città (non sono sponsorizzata, ma quello in cui sono stata io si trova facilmente su Booking ed è Henrietta House, a member of Radisson Individuals).

Da lì quindi ho visitato:

  • Sydney Place e i Sydney Gardens (si trovano vicinissimi all’albergo per l’appunto). Qua Jane Austen ha vissuto tra il 1801 e il 1804 e passeggiava molto spesso nei giardini. È l’unica casa di Jane a Bath in cui si trova una targa commemorativa;
  • Gay Street (sulla quale torneremo più avanti poiché sede del Jane Austen Center) in cui Jane si trasferì a seguito della morte del padre;
  • Milsom Street, vicina a Gay Street, famosa perché è citata ad esempio in Northanger Abbey e perché qua c’era una cappella che Jane visitava;
  • Queen Square, dove abitarono al numero 13 per un breve periodo nel 1799 (quando si spostarono da Gay Street);
  • Trim Street, qua la famiglia – già in difficoltà economiche – prese la decisione definitiva di lasciare Bath.

Avviso ai naviganti: le abitazioni sono private quindi non sono accessibili.

Altri luoghi più o meno legati a Jane, alla sua vita a Bath e che comunque chi viaggia non dovrebbe farsi sfuggire sono:

  • The Circus: un elegante complesso circolare di case georgiane, simbolo dell’architettura del XVIII secolo a Bath (una parte è visitabile, ma attenzione agli orari di apertura);
  • Royal Crescent: un semicerchio di case georgiane affacciato su un grande prato;
  • The Grave Walk: che costeggia la zona fino ad arrivare a The Circus, è il sentiero romantico dove Anne e Wentworth si riavvicinano in Persuasione;
  • il ponte Pulteney: ricorda palesemente Ponte Vecchio e con questo condivide la presenza di numerosi negozi su entrambi i lati (anche se a Ponte Vecchio son tutte oreficerie; qua invece si andava dal negozio di fiori, alla panetteria passando per il parrucchiere);
  • le terme romane: l’antico complesso termale costruito dai Romani attorno alla sorgente naturale di acqua calda della città. Al termine della visita è possibile assaggiare l’acqua che sgorga dalla fonte;
  • l’abbazia: secondo la tradizione, Jane Austen amava ascoltare la musica sacra.
viaggio sulle tracce di Jane jane austen center

Breve focus sul Jane Austen Center, al numero 40 di Gay Street.

Entrare costa circa una ventina di euro; è possibile fare il biglietto direttamente in loco (riconoscerete subito il posto grazie all’insegna celeste e al signore in abiti d’epoca che staziona davanti alla porta accogliendo i visitatori) oppure prenotarlo su app quali Get your guide (anche qua non sono sponsorizzata; si tratta solo di un app che ho usato sempre comodamente in vari paesi nel mondo).

Come dicevamo sopra, Jane ha vissuto in Gay Street ma non a quel civico; quindi è carino vedere tutto il personale in abiti dell’epoca, è carino il riassunto della sua vita che viene fatto all’inizio, carino il percorso da seguire nel piano interrato della casa (dove si trova anche una statua che dicono essere il ritratto più fedele di Jane Austen) che ripercorre la vita di Jane e gli usi della sua epoca… ma devo anche ammettere che si tratta di una visita molto molto turistica (però comunque a me ha fatto piacere andarci).

Al piano superiore è possibile anche fare l‘ora del tè (prenotabile anche questa tramite app oppure si può chiedere al cameriere presente quando hanno un orario libero).

A Bath mi sono fermata due giorni.

Mi sono poi spostata – sempre in treno ripartendo da Bath Spa – a Basingstoke che con Jane Austen direttamente non c’entra nulla, ma che per me è stato il cruciale snodo per il resto del viaggio che però seguirà nella parte due.

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