Pubblicità

Il libro delle ore perdute

il libro delle ore perdute

Titolo originale: The Book of Lost Hours
Autrice: Hayley Gelfuso
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2025
Titolo in Italia: Il libro delle ore perdute
Anno di pubblicazione ITA: 2026
Traduzione di: Stefano Beretta
Pagine: 432

– Ho ricevuto una copia di questo libro

Ci sono biblioteche che conservano libri… e poi ci sono biblioteche che custodiscono il tempo stesso.

Lisavet Levy scopre questa verità a caro prezzo quando il padre, per salvarla dalla furia nazista, la spinge attraverso una porta misteriosa.

Impossibilitata a tornare indietro, Lisavet cresce tra scaffali infiniti, spettri e memorie altrui osservando il mondo attraverso le vite degli altri e imparando a muoversi in un luogo in cui passato, presente e futuro sembrano intrecciarsi continuamente.

Ma qualcosa si incrina quando scopre che alcune persone usano la biblioteca per alterare e distruggere la memoria collettiva.

Decide così di opporsi a modo suo, raccogliendo e preservando ciò che rischia di andare perduto.

Nella Boston degli anni Sessanta, Amelia Duquesne verrà suo malgrado coinvolta nella ricerca di un misterioso libro ritrovandosi anche lei catapultata in una realtà in cui il passato è molto più fragile – e manipolabile – di quanto possa sembrare.

La prima cosa che mi ha conquistata de “Il libro delle ore perdute” è stata senza dubbio l’idea, tra l’altro particolarmente ambiziosa per essere un esordio.

Una biblioteca che custodisce i ricordi dell’umanità, un luogo fuori dal tempo dove le vite delle persone continuano a esistere sotto forma di memorie consultabili, la possibilità di preservare o alterare il passato: è un concept che ho trovato estremamente affascinante.

E, sebbene la forza della storia stia proprio nell’idea di partenza, ho apprezzato molto anche il modo in cui Hayley Gelfuso riflette sul valore del tempo, sul peso dei ricordi e sulla fragilità della memoria collettiva.

Tuttavia, se il concept mi ha decisamente convinta, la sua realizzazione mi ha lasciato qualche perplessità.

Per buona parte della lettura ho avuto la sensazione che il romanzo spiegasse più volte concetti e sviluppi che il lettore aveva già intuito con largo anticipo.

Alcuni snodi narrativi risultano infatti piuttosto prevedibili e, quando arrivano le spiegazioni definitive, non sempre aggiungono qualcosa di realmente nuovo. Questo porta la seconda metà del libro a rallentare sensibilmente dilungandosi anche su aspetti che risultano già chiari proprio nel momento in cui avrebbe forse beneficiato di maggiore sintesi e slancio narrativo.

Detto questo, credo che il vero merito del romanzo sia quello di riuscire a costruire qualcosa di diverso dal solito. In un panorama fantasy spesso affollato da idee già viste, Il libro delle ore perdute prova a immaginare un rapporto nuovo tra tempo, memoria e storia e lo fa con una creatività che merita sicuramente attenzione.

Per essere un esordio, quello di Hayley Gelfuso è un debutto estremamente promettente: forse non sempre perfettamente calibrato nell’esecuzione, ma ricco di immaginazione, ambizione e spunti che continuano a riecheggiare anche dopo aver chiuso l’ultima pagina.

PubblicitàPubblicità
error: Attenzione! Questo contenuto è protetto!
Wordpress Copy paste blocker plugin powered by http://jaspreetchahal.org