Odio

Oggi ti segnalo Odio, il nuovo romanzo di Andrea Ferrari!

Odio

Descrizione:

Andrea sembra cominciare senza particolari intoppi la sua vita. Tra avventure sentimentali, preti poco professionali e qualche incontro fuori dalle righe, troverà già in giovane età la donna della sua vita. In seguito, però, tutto andrà per il peggio e tra fughe dall’Italia, lavori mal pagati e internamenti in strutture psichiatriche, dovrà affrontare la desolazione che attanaglia chiunque approcci questo mondo.
Il lavoro seppur inventato è fortemente introspettivo e attinge a piene mani dall’esperienza di vita dell’autore. Il linguaggio a volte crudo è una precisa scelta dell’autore.

L’autore:

Andrea Ferrari nella vita ha lavorato come disegnatore, operaio generico e magazziniere. Ha cominciato a dedicarsi alla scrittura nel lontano 2007 ma il primo romanzo risale a tre anni fa. Solamente nel 2016 ha raggiunto la pubblicazione. Tra i suoi scrittori preferiti vi sono Irvine Welsh e Charles Bukowski. Verso quest’ultimo nutre una particolare forma di venerazione.

Titolo: Odio
Autore: Andrea Ferrari
Genere: Narrativa contemporanea
Casa editrice: 96 rue de la fontaine edizioni
Pagine: 90
Prezzo ed. cartacea: 11,00€

Per altri dettagli e info, visita il sito dell’autore.

Disponibile nei maggiori store online!


leggi estratto

Più tardi scesi per la cena; la luce incominciava a essere fioca, per quanto si vedesse ancora. La sala da pranzo era all’aperto e coperta da delle colonne; il dormitorio aveva un giardino interno con un grosso albero e varie coltivazioni, tra cui scorgevo dell’uva o qualcosa del genere.
« È lui, l’ho riconosciuto ».
Degli italiani! Grazie a Dio. Non li approcciai subito, volevo ascoltare i loro discorsi.
« Viveva nella mia città ».
« E chi sarebbe, scusa? ».
« Stava con una ragazza, la picchiava, sono sicura che sia lui ».
« Elisa attenta a quello che dici ».
« Ma ne sono sicura! ».
Un anziano si avvicinò a me, un altro italiano, gli chiesi di cosa stessero parlando. Lui subito mi penetrò con uno sguardo assassino, poi mi disse di lasciarli perdere. Cominciai a capire: i miei futuri amici stavano asserendo che io fossi un violentatore o qualcosa del genere. A distanza di chissà quanti chilometri dalla mia città e dalla mia nazione, dovevo proprio incontrare sul mio cammino dei compaesani svitati.
Quella sera non uscii, tornai in camera mia e mi addormentai. Mi svegliai più volte durante la notte. Il caldo era un qualcosa di indescrivibile. L’inglese in camera con me si mise in mutande e faticava a respirare, era affannato e non mi diceva niente, anche se avrebbe voluto. Apriva gli occhi e mi fissava, pensava a cosa dire e poi si voltava dall’altra parte, lui e le sue mutande bianche.
Era tutto stupendo, la varietà di colori notturni e diurni, la maestosità di quella metropoli; al caldo mi sarei abituato.
Il giorno successivo mandai un messaggio sul cellulare dell’anziano che mi aveva prestato soccorso la sera precedente. Era un tipo con la pelata sopra e i capelli lunghi, bianchi, ai lati, racchiusi in un codino. Portava dei pantaloni rossi di misura e una camicia bianca. Mi diede il numero di una sua amica, anch’essa italiana, di Parma. Un segno del destino, pensai.

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