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Ti faranno del male

Dopo “Odio“, Andrea Ferrari ci presenta il suo nuovo romanzo, “Ti faranno del male”.

Andrea vive in un appartamento protetto del servizio di salute mentale, dentro cui trascorre le proprie giornate quando non lavora come magazziniere o riflette sulla sua condizione vagando per la città. Ormai le donne sono per lui una chimera, non coltiva amicizie e ha una condizione economica precaria. L’uomo è rinchiuso in se stesso e affranto; neanche la pubblicazione del suo primo romanzo, gli dona speranza. Dopo essersi ritrovato, suo malgrado, a vivere in tre diversi ospedali psichiatrici, l’arrivo di Carolina cambierà la sua vita. Questa ragazza dalle vedute antisemite e dai comportamenti particolari, lo condurrà verso situazioni difficili da affrontare. Un romanzo che esaspera la naturale condizione dell’uomo: perché se tutto può andare per il verso sbagliato, quasi sicuramente accadrà. L’opera, seppur inventata, tratta in alcuni casi argomenti ed emozioni vissuti in prima persona dall’autore.

L’autore

Andrea Ferrari nella vita ha lavorato come disegnatore, operaio generico e magazziniere. Ha cominciato a dedicarsi alla scrittura nel lontano 2007 ma il primo romanzo risale a tre anni fa. Solamente nel 2016 ha raggiunto la pubblicazione. Tra i suoi scrittori preferiti vi sono Irvine Welsh e Charles Bukowski. Verso quest’ultimo nutre una particolare forma di venerazione.

Titolo: Ti faranno del male
Autore: Andrea Ferrari
Genere: Narrativa
Casa editrice: Edizioni Leucotea (Leucotea Project)
Pagine: 106
Prezzo ed. cartacea: 12,90€
Prezzo ed. digitale: 5,99€


il seguente stralcio è estratto da “Ti faranno del male” di Andrea Ferrari, ed. Leuteca

Ero uscito fuori a correre, era il cinque febbraio, sono dovuto rientrare perché l’aria mi perforava i polmoni, il freddo era una specie di morsa. “Meglio”, pensai, così posso tornare nella mia stanza, davanti al computer portatile, a eiaculare in santa pace. In quel periodo la mia mente prediligeva le webcam girls; queste ragazze, per la maggior parte straniere, che esponevano i loro corpi attraverso un monitor. Donne incantevoli dai capelli tinti di vari colori, qualche piercing, a volte ricoperte di tatuaggi e con il basso ventre in perenne esposizione. Ricordo che puntavano la videocamera esattamente sui loro punti forti, per poi rimanere voltate verso lo schermo e gestire la stanza dove si conversava, incitando a fornire loro moneta virtuale e ignorando o escludendo dalla camera chi poneva richieste senza aver pagato.
Quella sera, erano le ventuno circa, sono tornato in casa dopo poche decine di metri. Indossavo una maglia elastica e traspirante, adatta alla corsa; il cielo ero nero, illuminato da quei pochi lampioni che si presentavano sotto casa mia, per poi sprofondare nell’oscurità più assoluta la, nei campi. Dannata casa. Mi trovavo ancora in un appartamento protetto, a vivere a contatto con persone a me estranee e sulla cui sanità mentale si potrebbe avere da obiettare.


Già disponibile!


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Odio

Oggi ti segnalo Odio, il nuovo romanzo di Andrea Ferrari!

Odio

Descrizione:

Andrea sembra cominciare senza particolari intoppi la sua vita. Tra avventure sentimentali, preti poco professionali e qualche incontro fuori dalle righe, troverà già in giovane età la donna della sua vita. In seguito, però, tutto andrà per il peggio e tra fughe dall’Italia, lavori mal pagati e internamenti in strutture psichiatriche, dovrà affrontare la desolazione che attanaglia chiunque approcci questo mondo.
Il lavoro seppur inventato è fortemente introspettivo e attinge a piene mani dall’esperienza di vita dell’autore. Il linguaggio a volte crudo è una precisa scelta dell’autore.

L’autore:

Andrea Ferrari nella vita ha lavorato come disegnatore, operaio generico e magazziniere. Ha cominciato a dedicarsi alla scrittura nel lontano 2007 ma il primo romanzo risale a tre anni fa. Solamente nel 2016 ha raggiunto la pubblicazione. Tra i suoi scrittori preferiti vi sono Irvine Welsh e Charles Bukowski. Verso quest’ultimo nutre una particolare forma di venerazione.

Titolo: Odio
Autore: Andrea Ferrari
Genere: Narrativa contemporanea
Casa editrice: 96 rue de la fontaine edizioni
Pagine: 90
Prezzo ed. cartacea: 11,00€

Per altri dettagli e info, visita il sito dell’autore.

Disponibile nei maggiori store online!


leggi estratto

Più tardi scesi per la cena; la luce incominciava a essere fioca, per quanto si vedesse ancora. La sala da pranzo era all’aperto e coperta da delle colonne; il dormitorio aveva un giardino interno con un grosso albero e varie coltivazioni, tra cui scorgevo dell’uva o qualcosa del genere.
« È lui, l’ho riconosciuto ».
Degli italiani! Grazie a Dio. Non li approcciai subito, volevo ascoltare i loro discorsi.
« Viveva nella mia città ».
« E chi sarebbe, scusa? ».
« Stava con una ragazza, la picchiava, sono sicura che sia lui ».
« Elisa attenta a quello che dici ».
« Ma ne sono sicura! ».
Un anziano si avvicinò a me, un altro italiano, gli chiesi di cosa stessero parlando. Lui subito mi penetrò con uno sguardo assassino, poi mi disse di lasciarli perdere. Cominciai a capire: i miei futuri amici stavano asserendo che io fossi un violentatore o qualcosa del genere. A distanza di chissà quanti chilometri dalla mia città e dalla mia nazione, dovevo proprio incontrare sul mio cammino dei compaesani svitati.
Quella sera non uscii, tornai in camera mia e mi addormentai. Mi svegliai più volte durante la notte. Il caldo era un qualcosa di indescrivibile. L’inglese in camera con me si mise in mutande e faticava a respirare, era affannato e non mi diceva niente, anche se avrebbe voluto. Apriva gli occhi e mi fissava, pensava a cosa dire e poi si voltava dall’altra parte, lui e le sue mutande bianche.
Era tutto stupendo, la varietà di colori notturni e diurni, la maestosità di quella metropoli; al caldo mi sarei abituato.
Il giorno successivo mandai un messaggio sul cellulare dell’anziano che mi aveva prestato soccorso la sera precedente. Era un tipo con la pelata sopra e i capelli lunghi, bianchi, ai lati, racchiusi in un codino. Portava dei pantaloni rossi di misura e una camicia bianca. Mi diede il numero di una sua amica, anch’essa italiana, di Parma. Un segno del destino, pensai.

[…]


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