La ragazza e la notte recensione

Titolo: La Jeune fille et la niut
Autore: Guillaume Musso
Genere: Noir
Anno di pubblicazione: 2018
Titolo in Italia: La ragazza e la notte
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Sergio Arecco

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Non è facile quasi per nessuno tornare a quei tempi del liceo, nemmeno se la tua scuola (il Saint-Exupéry) era – ed è ancora, per la verità – un super istituto di altissimo livello… e meno facile è per Thomas Degalais, oggi scrittore, e Maxime Biancardini, oggi lanciato in una brillante carriera politica.

I due, infatti, custodiscono da venticinque anni un terribile segreto, murato tra le pareti di quella palestra scolastica che, adesso, il futuristico progetto dei vertici del Saint-Ex minaccia di buttare giù.

Insomma… è arrivata la fine; non c’è più speranza. Thomas e Maxime dovranno pagare per il loro tremendo atto.

O forse… ancora no? Magari c’è ancora tempo; c’è modo per salvare il salvabile, ideare una strategia… in fondo, ci vorranno ancora giorni prima che la palestra venga buttata giù, rivelando così  il suo funereo segreto, e sono loro due le uniche persone – ancora in vita – a conoscenza del fattaccio.

Ecco… in quest’ultimo caso, forse proprio no. C’è qualcun altro, oltre a loro due, a conoscenza della storia… e pare che adesso abbia deciso di prendere la propria vendetta.

Primo impatto con Musso – del quale, obiettivamente, ho sentito parlare molto bene – superato con ottimi voti direi.

La storia viaggia su due piani temporali: (1992) l’adolescenza ricca di speranze e promesse, oltre la quale tuttavia già s’intravede l’orlo del collasso e (2017) l’età adulta, periodo in cui si è dovuti venire a patti col passato per vivere un presente non sempre scevro da rimpianti.

Il ritmo, ben battuto, della narrazione rende la lettura scorrevole e agevole nonostante la corposità del volume.

La nostra voce narrante, Thomas, è bella forte e sa tenere il lettore riuscendo a fidelizzarlo anche in quei momenti in cui la parola viene lasciata ad altri personaggi che integrano il complesso puzzle di vite e caratteri.

Il nostro gruppo di comprimari, infatti, è variegato e ben strutturato; e ammetto di aver apprezzato molto la cura dedicati ai personaggi.

Alla fine, il quadro che ne risulta è sufficientemente complesso per una sola notte in un campus liceale nei primi anni ’90, non banale e profondo.

A questo punto, non mi resta che recuperare la bibliografia di Musso, quindi si accettano suggerimenti! Grazie!

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