Titolo originale: Daughter of smoke and bone
Autrice: Laini Taylor
Genere: YA/Fantasy
Anno di pubblicazione: 2011
Titolo in Italia: La chimera di Praga
Anno di pubblicazione ITA: (nuova edizione) 2021
Traduzione di: Donatella Rizzati
Pagine: 383
– Ho ricevuto una copia di questo libro –
Una chioma di capelli azzurri, un corpo intessuto di tatuaggi, una conoscenza quasi illimitata nelle lingue, dei disegni meravigliosi frutto di una fantasia prodigiosa.
Questa è Karou, diciassettenne studentessa d’arte, da qualche tempo trasferitasi a Praga.
Il fatto è che quello che definivo “fantasia” in realtà è la sua vita.
Karou è infatti figlia adottiva di una chimera, parte umana parte animale, di nome Sulphurus; ha vissuto con lui – e altre chimere – tutta la vita, loro sono la sua famiglia e, in parte, anche il suo lavoro.
La ragazza infatti, libera di muoversi tra gli umani senza destare sospetti o spaventi, compie per Sulphurus una serie di macabre incombenze che prevedono il commercio di denti (animali o… umani).
Quello che Karou non sa è che c’è una guerra millenaria in corso e le chimere sono direttamente coinvolte.
La chimera di Praga torna, in occasione dei dieci anni dalla prima uscita, in questa veste grafica rivista e decisamente affascinante (la trilogia completa è già disponibile).
La lettura è stata scorrevole, avvincente nonché originale (con riferimento però a specifici elementi).
Il tono frizzante coinvolge rapidamente (concedigli giusto un paio di capitoli per iniziare; lo sottolineo solo perché io, alle prime pagine, ero un po’ perplessa).
Ma…
Va detto che, trattandosi di uno Young Adult, “casca” in alcuni stereotipi del genere rendendo ovviamente dinamiche tra personaggi e storia abbastanza prevedibili: lei – bella, di buon cuore, inconsapevole di sé -, lui – altrettanto bello, burbero e vendicativo ma un bonaccione nel profondo.
Poi viene il comparto “amici fidati e iper-compresivi” che non fanno una piega davanti alla rivelazione di folli segreti (perché sono veri amici e sostengono la protagonista no matters what) e quello ovviamente opposto degli antagonisti.
Il tutto condito dai soliti meccanismi “vinci-facile” che consento alla protagonista di muoversi e agire liberamente e senza troppe complicazioni.
Detto questo a me comunque è una lettura che non è dispiaciuta (tenendo di conto queste “problematiche”) e, in futuro, mi piacerebbe comunque completare la lettura dell’intera trilogia.

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