Assurde cronache dell’Apocalisse recensione

assurde cronache dell'apocalisse

Titolo: Assurde cronache dell’Apocalisse
Autrice: Carlotta Pollini
Genere: Umoristico
Anno di pubblicazione: 2015

– Ho ricevuto una copia di questo libro dalla casa editrice in cambio di un’onesta recensione – 

Isacco apre gli occhi e si ritrova su di una fredda lettiga di metallo, in un obitorio e con un medico vicino pronto a squartalo per procedere con l’autopsia. Ovvio che il povero dottore non immaginasse che il suo intervento di routine si trasformasse in una vivisezione: Isacco, infatti, non solo non respira, ma non ha neanche battito!

In ogni caso, il medico (comprensibilmente) sviene e Isacco ne approfitta per fuggire (dopo averlo derubato di vestiti e portafogli). Scopre così di trovarsi a Careggi, rinomato ospedale del fiorentino, ma: 1) non ha idea del perché si trovi lì e 2) non ricorda nemmeno come ha fatto ad arrivare a Firenze. Per il momento, ha una sola certezza: assaggiare dei cervelli non gli dispiacerebbe poi così tanto.

Gironzolando per le vie del centro, Isacco incontra un ragazzo, Alessandro, che non solo gli fornisce le indicazioni stradali che lui andava cercando, offrendosi come suo cicerone, ma si azzarda anche a ospitarlo a casa. È così che si susseguiranno una serie di eventi assurdi e scanzonati tra zombie menefreghisti, spiritelli fastidiosi e sensitive psicopatiche. Il tutto, ovviamente, ci porterà a confrontarci con un’imminente Apocalisse!

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Trama molto semplice e lineare; davvero assurde cronache (anche se, le cronache in questione cominciano solo negli ultimi capitoli del libro e non si concludono; immagino in vista di un seguito). Qualche passaggio un po’ forzato (come la facilità con cui la gente si porta a casa sconosciuti o ci finisce a letto; o la troppa leggerezza con cui il protagonista – e gli altri personaggi che lo affiancano, in primis il coinquilino – accettano la sua condizione di “non morto”).

Tuttavia, va considerato che si tratta di un romanzo umoristico e alcune forzature sono normali. Battute simpatiche, anche se un po’ ripetitive (cervello, genitali che potrebbero rotale a terra, ect.). Dialoghi ai limiti dell’assurdo, ma comunque comici nel rispetto dello stile del romanzo.
Molto carina, comunque, l’idea di incasellare eventi della realtà nella finzione del romanzo e fornirgli una spiegazione (per davvero a Firenze e dintorni c’è stata la paura della pantera – più di una volta, in verità).

Dà colore e brio alla vicenda il tono, frizzante e molto spiritoso, usato nella narrazione. Linguaggio molto ironico e alla ricerca della battuta.

Per quanto riguarda i personaggi. I più curati sono i due principali (lo zombie e, in seguito, a lui si aggiunge la sensitiva); gli altri, tuttavia, restano un po’ sullo sfondo. Parlando del protagonista, Isacco: più che uno str…o, lo definirei un menefreghista (visto anche il suo quasi totale disinteresse per la sua attuale condizione… dovuto probabilmente alla decomposizione dei suoi già scarsi neuroni). Anche la controparte femminile, Camilla (o Milla per gli “amici”), ha ben definito un solo aspetto del carattere: quello di essere una pazza isterica. Tuttavia, verso la fine, soprattutto con riferimento al rapporto che si crea tra lo zombie e la sensitiva, aumentano leggermente le sfumature caratteriali (almeno quando lei non torna a minacciarlo con l’affezionato machete).
Gli altri personaggi hanno caratteristiche comuni: le donne o sono oche (e di conseguenza parecchio stupide e/o disinibite) o sono indipendenti e cazzute; gli altri uomini sono rilegati al ruolo di macchiette e sono poco approfonditi. Buona parte del genere femminile incrociato nel libro è ben disposta verso perfetti sconosciuti… che poi siano zombie poco importa, purché siano dei “mostri” a letto. Stesso discorso per i personaggi maschili, tranne la parte del “letto”.

Ambienti descritti un po’ a sprazzi; talvolta curati, talvolta un po’ tralasciati o dati per scontati (considerando che buona parte della narrazione è ambientata a Firenze, chi non ha mai visto almeno una foto del capoluogo toscano?!).

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