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Tre carte dei tarocchi: lectio magistralis di Margaret Atwood

È stata una specie di Odissea arrivare (non consiglio a nessuno il traffico di una città come Firenze), ma alla fine eccoci: seduti, accomodati e con la nostra copia della lectio magistralis che Margaret Atwood terrà a breve (Tre carte dei tarocchi).

La sala – per la precisione, il Cenacolo della basilica di Santa Croce – è gremita (tanto che parecchi sono rimasti fuori); il Festival degli Scrittori fiorentino è una punta all’occhiello per i ritrovi letterari cittadini e questo evento non è che una conferma. 

Comunque, scroscio di applausi improvviso e da un’ingresso laterale arriva lei: Margaret Atwood.

Scrittrice di lunga data, la Atwood è nota al grande pubblico per essere l’autrice de “Il racconto dell’ancella“, da cui Netflix ha tratto una serie televisiva. Stesso discorso per “L’altra Grace“; recentemente ristampato da Ponte alle Grazie, anche questo libro trasposto in serie tv (sempre targata Netflix) – ultimo, in ordine di ristampa, “Occhio di gatto“.

Insomma, il tema della sua lectio magistralis sono i tarocchi, in particolare tre carte degli Arcani Maggiori: la Papessa, la Ruota della Fortuna e la Giustizia (o la Bilancia).

Ognuna di queste tre carte corrisponde a un pezzetto della vita della Atwood (e anche -approssimativamente – all’inizio, alla metà e alla fine di un romanzo): com’è diventata una scrittrice, come i tarocchi le sono tornati utili durante un corso di scrittura narrativa e come ha ricevuto una copia dei tarocchi viscontei a Milano.

La prima storia comincia in un periodo in cui la maggior parte degli scrittori e dei poeti erano uomini e «se eri donna e poeta, ci si aspettava che tu commettessi suicidio per dimostrare quanto prendevi seriamente la tua arte». In più, Toronto all’epoca non era proprio considerata una fornace per intellettuali… anzi, era più un «terreno sterile».

Margaret sceglie Harvard e una laurea in letteratura e scrive tutto il tempo. Fino a quando, nel 1969, esce il suo primo romanzo (cioè “The edible woman“, la donna da mangiare – edito in Italia da Longanesi; ora Corbaccio).

Il suo primo firma copie fu nel reparto intimo maschile dell’Hudson’s Bay Company Department Store in Alberta.

In quegli stessi anni (1969/70), Margaret, che sta finendo la sua tesi di dottorato in letteratura vittoriana sulle figure femminili sovrannaturali, viene attirata nel circuito cinematografico dove inizia a scrivere sceneggiature.

All’epoca veniva offerto dall’Università di Edmonton un corso rudimentale di scrittura ed, essendo ormai una «published poet», alla Atwood viene chiesto di insegnarvi. Per aiutare gli studenti, terrorizzati dalla pagina bianca, Margaret pensa di far scegliere a ognuno di loro una carta dal mazzo di tarocchi (contenente, quasi in egual misura, potenti figuri sia maschili che femminili).

Il sistema funzionò.

L’ultima storia si svolge in parte a Milano e in parte a Como dove l’autrice presenziò nel 2017 al Noir in Festival, che si svolge generalmente verso dicembre. Durante la visita alla città, la Atwood visita la Chiesa di Brunate dimora del controverso dipinto della Papessa, ispirato – si pensa – alla figura di Santa Guglielma,  fondatrice di una setta religiosa priva di distinzioni basate sul sesso e profeta dell’avvento di un pontefice donna.

La carta della Papessa comparve più di un secolo dopo nel mazzo Visconti-Sforza – si dice – in onore della Santa. L’addetto stampa della casa editrice italiana con cui la Atwood pubblica, Matteo Columbo, le regalò una copia proprio di questo mazzo, su cui si fondano tutte le successive versioni dei tarocchi.

Questa tre carte, però, rappresentano anche tre parti di un romanzo

La Papessa simboleggia l’occulto e il mistero. E questo è proprio quello che è l’inizio di un romanzo: un giallo. Se, infatti, l’autore mostra le sue carte troppo presto, il lettore non sarà interessato a continuare la lettura.

La Ruota della Fortuna, centro del romanzo e carta che riguarda il tempo e la fortuna, è la sequenza di eventi ordinata in maniera più o meno temporale (lo scrittore può scrivere in maniera lineare oppure far uso di flashbacks o decidere di narrare la storia in media res) e la «sorte cangiante» dei personaggi.

Se gli eventi – fausti e infausti – possono travolgere chiunque senza alcun criterio, c’è una carta che rimette un po’ di equilibrio: la  Giustizia (o la Bilancia), cioè la parte finale di un romanzo. Alle volte, la giustizia è bendata «per mostrare che non fa favoritismi e non si lascia corrompere».

Nel mazzo Visconti, però, non è bendata. Vede tutto; mostrandoci così che esiste un ordine etico e noi ne facciamo parte. E, infatti, «sui piatti della Bilancia verranno messi da una parte il tuo comportamento verso gli altri e dall’altra il comportamento del fato nei tuoi confronti».

Questo, quindi, è ciò che rappresentano in un romanzo queste tre carte: «Per l’inizio di un romanzo, la Papessa o Sacerdotessa, con i suoi segreti e le sue allusioni; per la parte centrale La Ruota della Fortuna, con il suo dipanare il tempo e gli eventi e la sorte cangiante dei personaggi; e per il finale la Giustizia, o Bilancia, quando – speriamo noi – i personaggi riceveranno la sorte che meritano: buona per i buoni, cattiva per i cattivi».

Le luci si riaccendono, l’incanto si è rotto, gli applausi cominciano a partire da vari angoli della sala.

Adesso c’è la parte più difficile per un fan: ottenere una firma sul libro.

Ciò che è complesso è l’avvicinarsi e il dare un “buonasera” senza suonare troppo ridicoli. Ma, alla fine, anche questo dente se ne va senza troppi dolori e, con un forte senso di appagamento, me ne ritorno a casa con i miei libri firmati e un simpatico “Helloooooo” di Margaret Atwood ancora a risuonarmi nelle orecchie.


Un ringraziamento speciale a Giacomo, supporter e fotoreporter impagabile. 


N.B. La foto di copertina appartiene a Azl Saeed; scalar.edu.

Occhio di gatto

Torna nelle libreria la Atwood con il suo coinvolgente realismo e la sua delicata scrittura: Occhio di gatto

Una scrittrice che secondo il New York Times è «ai vertici della letteratura mondiale» e che possiede la straordinaria capacità di leggere nella mente dei suoi personaggi, per far emergere emozioni ed esperienze che ci riguardano da vicino. In questo senso, Occhio di gatto è esemplare.
La protagonista è una pittrice, Elaine Risley, che in occasione della prima retrospettiva delle sue opere ritorna nella città dov’è cresciuta, Toronto. Se n’era andata molti anni prima, per lasciarsi alle spalle i fantasmi della gioventù. Ora, mentre valuta con occhio critico i cambiamenti nella città, Elaine ritrova se stessa bambina. Momenti e atmosfere riaffiorano con lancinante chiarezza: una famiglia felice e anticonformista, che però non l’aveva salvata dall’inferno di crudeltà e ricatti orchestrato da Cordelia, amica e aguzzina. L’unico alleato di Elaine era un occhio di gatto, una biglia dura, fredda, forte, come lei avrebbe voluto diventare.
In un sovrapporsi di passato e presente che attraversa quattro decenni, Elaine esplora le radici della sua personalità adulta, smuove gli strati sommersi della propria coscienza, riconsidera le vie di fuga che la vita le ha offerto. Un romanzo intenso e ironico, in cui ritroviamo la perfezione della scrittura, la trama perfetta e il realismo delle ambientazioni che sono le altre facce del genio della Atwood.

L’autrice

Margaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Nel 2017 si è aggiudicata il Raymond Chandler Award alla carriera. Fra i suoi titoli più importanti ricordiamo: Il racconto dell’ancella (1985), L’altra Grace (2008), L’altro inizio (2014), Per ultimo il cuore (2016), tutti usciti per Ponte alle Grazie. Margaret Atwood vive a Toronto con il marito, il romanziere Graeme Gibson, e la figlia Jess.

Titolo: Occhio di gatto
Autrice: Margaret Atwood
Genere: Romanzo
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Pagine: 468
Prezzo ed. cartacea: 18,00€

 


Disponibile dal 3 maggio 2018!


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L’altra Grace recensione

Titolo: Alias Grace
Autrice: Margaret Atwood
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 1996
Titolo in Italia: L’altra Grace
Anno di pubblicazione ITA: 2008 (nuova ed. 2017)
Trad. di: Margherita Giacobino

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

1859. Grace Marks ha trentun anni e si trova nel penitenziario di Kingston, nel Canada occidentale, fin da quando di anni ne aveva solo 18 (e, per un certo periodo, è stata pure internata in un manicomio).

Adesso la sua esistenza passa tra un ricamo e un altro; un dottore e un altro; un secondino e una guardiana.

Questo perché Grace ha sulle spalle una pesante condanna a vita per aver ucciso, assieme a James McDermott, il signor Kinnear, loro datore di lavoro, e Nancy Mongomery, la governante del suddetto signore nonché sua amante.

McDermott, ritenuto colpevole oltre ogni dubbio, è stato condannato a morte per impiccagione ormai anni fa; Grace, invece, facendo forza su di un gruppo di simpatizzanti e un avvocato che ha giocato d’astuzia, ha visto commutare la sua pena in una condanna a vita.

Adesso, però, sembra che la fortuna le offra un’ulteriore opportunità. Il reverendo Verringer vuole inoltrare una nuova petizione per chiedere la scarcerazione della donna e, per rafforzare questo suo proposito, ha chiamato un medico, il dottor Simon Jordan, in modo che questi parli con Grace e ne attesti l’estraneità al turpe duplice omicidio.

Medico e carcerata, però, seguono un gioco diverso e muovono le loro pedine su di una scacchiera fatta di bugie, piccole confessioni e una pericolosa attrazione reciproca.

Avevo conosciuto Margaret Atwood con “L’assassino cieco“, romanzo che le valse un premio e che non potei fare a meno di apprezzare (e consigliare). L’avevo seguita poi con “Il racconto dell’ancella“, adesso diventato serie televisiva targata Netflix e di recente oggetto di una nuova edizione, ma che io purtroppo non ho particolarmente apprezzato.

Con “L’altra Grace” direi che la Atwood torna a essere quella che avevo ammirato con “L’assassino cieco”.

Sullo sfondo di un Canada ottocentesco (molto simile all’Inghilterra vittoriana per mode e costumi), ricostruito con dovizia di particolari e con una precisione per gli usi del tempo degna di un saggio, un terribile omicidio occupa le cronache di tutti i giornali.

Il signor Kinnear viene ritrovato morto nella sua abitazione di Richmond Hill. Per il suo omicidio vengono praticamente subito sospettati i due domestici – spariti dalla casa e fuggiti negli Stati Uniti – Grace Marks, domestica, e James McDermott, stalliere.
Alla cattura dei due, segue anche il ritrovamento, in cantina, del cadavere della governante, Nancy Mongomery.

[Fonte: Murderpedia.org]
Ovviamente il processo che segue è paragonabile ai nostri moderni “processi-mediatici” con svisceramento più o meno fantasioso della vita dei due protagonisti, allusioni di ogni genere e perversione, visite morbosamente curiose nelle celle dove Grace e James sono rinchiusi, ovazione per l’impiccagione di James, ect.

Partendo da questo caso di cronaca vera e dai suoi tantissimi punti oscuri, la Atwood ricama sopra una storia davvero interessante a partire proprio dai suoi personaggi.

Per quanto protagonista indiscussa sia Grace Marks, sulla scena si avvicendano numerosi personaggi ben congegnati, ben strutturati e ognuno con la propria dimensione… sebbene abbiano tutti un puntino in comune: mentire.

Mentire a se stessi, agli altri; mentire per il semplice gusto di farlo, per bontà, per vergogna, per illudersi, per illudere.

Insomma, il gioco che si crea è davvero interessante considerando anche che la storia che Grace propina al medico è solo una storia… una delle tante versioni che, negli anni, si sono succedute (quelle che la stampa ha rifilato ai lettori, ad esempio; oppure quella che si è formata autonomamente nelle menti canadesi; quella – anzi quelle – dei veri “attori” del delitto e ancora quella che forniscono in difesa i loro avvocati).

E, quindi, le domande che si creano sono varie e numerose: Grace era una pazza? Soffriva di doppia personalità? Era innocente? Oppure era solo una donna fredda e calcolatrice? E questa sua indifferenza era forse determinata dal tempo, dai modi e dai limiti in cui le donne venivano costrette?  O forse è solo un altro esempio di umana sofferenza, umana follia?
In definitiva, chi potrebbe dire dove arriverebbe se messo alle strette

Quella della Atwood, in verità, è una non-soluzione, ma è la conclusione degna di un romanzo ben realizzato che offre anche spunti storici, sociali e umani.


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L’altra Grace

Dopo il successo de “Il racconto dell’ancella” torna Margaret Atwood con “L’altra Grace”.

Nel 1843 il Canada è sconvolto da un atroce fatto di cronaca nera: l’omicidio del ricco possidente Thomas Kinnear e della sua amante, la governante Nancy Montgomery. Imputata insieme a un altro servo, la sedicenne Grace Marks viene spedita in carcere e, sospettata di insanità mentale, in manicomio. A lungo oggetto dei giudizi contrastanti dell’opinione pubblica – propensa a vedere in lei ora una santa, ora una carnefice – la protagonista di questo romanzo può finalmente raccontare la propria vita al giovane dottore Simon Jordan. Convinto di mettere le proprie conoscenze al servizio della verità sul caso, e al tempo stesso contribuire al progresso della scienza psicologica, Jordan non potrà fare a meno di restare ammaliato da questa personalità complessa e inafferrabile. Il dialogo che si instaura tra i due si trasforma nel ritratto psicologico di una persona due volte vittima del sistema sociale – in quanto povera e in quanto donna – e assurge a denuncia delle enormi contraddizioni di una società maschilista e tormentata da conflitti interni perché incapace di accettare l’«altro».

Dal 3 novembre sarà disponibile su NETFLIX la mini-serie in 6 puntate L’altra Grace (Alias Grace).

L’autrice

Margaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese. Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Fra i suoi titoli più importanti ricordiamo: Il racconto dell’ancella (2004), L’altro inizio (2014), Per ultimo il cuore (2016), tutti usciti per Ponte alle Grazie.
Margaret Atwood vive a Toronto con il marito, il romanziere Graeme Gibson, e la figlia Jess. Da questo romanzo è stata tratta una serie televisiva, prodotta da Netflix.

Titolo: L’altra Grace
Autore: Margaret Atwood
Genere: Romanzo
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Pagine: 564
Prezzo ed. cartacea: 20,00€

Leggi la mia recensione qui

L’autrice sarà ospite del Noir inFestival giovedì 7 dicembre 2017, ore 21 (Teatro Sociale di Como).


Disponibile dal 19 ottobre 2017!


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Torna in libreria Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

Dopo il successo della serie tv e dopo esser diventato un manifesto anti-Trump, torna in libreria Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood.

In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante. Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che l’ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.

L’autrice

Margaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese.

Laureata a Harvard, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica, ha pubblicato oltre venticinque libri tra romanzi, racconti, raccolte di poesia, libri per bambini e saggi. Ha scritto, inoltre, sceneggiature per la radio e la televisione canadese.

Esordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone, alla quale seguì, nel 1964, Il gioco del cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell’identità culturale canadese, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive; tra queste si ricordano Procedure per il sotterraneo (1970), Storie vere (1981), Interlunare (1984).

La condizione della donna è invece al centro delle opere narrative, a partire dal romanzo La donna da mangiare (1969), che diede all’autrice il successo internazionale. Tra gli altri romanzi si ricordano Lady Oracolo (1976); Offesa corporale (1981); Il racconto dell’ancella (1986), un romanzo fantascientifico dal quale Harold Pinter ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo diretto da Volker Schlöndorff (1990); La donna che rubava i mariti(1993); L’altra Grace (1996), che trae spunto da un fatto realmente accaduto; L’assassino cieco (2001); L’anno del diluvio (2010); Per ultimo il cuore (2016).

Più volte candidata al Premio Nobel per la letteratura, ha vinto il Booker Prize nel 2000 per L’assassino cieco e nel 2008 il premio Principe delle Asturie. Vive a Toronto con il marito, il romanziere Graeme Gibbson, e la figlia Jesse. Ha riflettuto sulla propria attività di scrittrice in Negoziando con le ombre (Ponte alle Grazie, 2003).
In Italia è pubblicata soprattutto da Ponte alle Grazie.

Titolo: Il racconto dell’ancella
Autrice: Margaret Atwood
Genere: Distopico
Casa editrice: Ponte alle Grazie
Pagine: 400
Prezzo ed. cartacea: 16,80€

Qui puoi leggere la mia recensione.


Disponibile dal 1° giugno 2017!



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