La vita segreta e la strana morte della signorina Milne recensione

la vita segreta e la strana morte della signorina Milne recensioneTitolo originale: The secret life and curious dead of Miss Jean Milne
Autore: Andrew Nicoll
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: Poliziesco/Giallo
Titolo in Italia: La vita segreta e la strana morte della signorina Milne
Anno di pubblicazione ITA: 2016

– Ho ricevuto una copia di questo libro dalla casa editrice in cambio di un’onesta recensione – 

Brought Ferry. Scozia. Paesino pittoresco, da quadro impressionista (sebbene al commissario-capo Sempill questi svolazzi e ghirigori moderni proprio non piacciano).
Insomma, piacevole serata: il sergente John Fraser e l’agente Brown (o Broon come insiste lui a farsi chiamare) sono a giro per una classica ronda. Procedono lenti, perché, quando camminano, devono essere visti: da una parte, devono scoraggiare il crimine; dall’altra devono rendersi disponibili per qualunque cittadino, «dal più autorevole al più umile», sia in difficoltà. E, infatti, eccotelo arrivare il cittadino in difficoltà: è trafelato, aggancia il sergente a un braccio e lo apostrofa per nome. È Slidders, il postino.
C’è qualcosa che non va con la signorina Milne, su a Elmgrove. La posta non viene ritirata da ben tre settimane, sulla porta c’è lo stesso opuscolo della Chiesa di Scozia dalla settimana precedente e, be’, ovviamente nessuno risponde al campanello.
I tentativi della polizia cadono nel vuoto: dalla casa nessuno risponde e tutto è chiuso. Nulla. Si decide di chiamare il falegname per l’indomani mattina, in modo da farsi aprire la porta senza arrecare troppo danno all’abitazione della signorina Milne.
Ed, ecco, quello che si trovano di fronte è una scena raccapricciante: Jean Milne è a terra, in una pozza di sangue che le impregna completamente i vestiti, la testa fracassata, le braccia tese come nel tentativo di raggiungere la porta.
È evidente che un efferato delitto è stato compiuto. L’eco di questa sciagura si diffonde in tutto il Regno Unito. La polizia di Brought Ferry ha bisogno aiuto se vuole risolvere l’omicidio.

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recensione la vita segreta e la strana morte della signorina Milne - mappa

Immagine tratta da: “La vita segreta e la strana morte della signorina Milne”, Andrew Nicoll, Sonzogno, 2016 [pag. 67, eBook version]

Con un lungo flashback, veniamo accompagnati nel passato (due anni prima, per la precisione) dal sergente Fraser. È lui che ci assiste durante le indagini della polizia, fornendoci tutti i dati per procedere all’identificazione dell’assassino e muoverci di pari passo con le autorità.
Mi mancava il giallo vecchio stile, quello nei quali viene fornito al lettore oggi piccolo dettaglio, ogni più piccola minuzia della scena del crimine e della fase investigativa… ma in cui tutto potrebbe essere di fondamentale importanza per la soluzione del caso. E così, ti ritrovi a sondare, assieme alla polizia, la casa della vittima, chiedendoti perché quell’oggetto era lì proprio in quella posizione. Non solo: c’è anche una mappa della scena del delitto da potersi studiare (cosa che ho, ovviamente, fatto a lungo e con concentrazione… lo so, mi esalto troppo per queste piccolezze). Così, strizzi gli occhi e cerchi di registrare quanti più elementi possibili nella speranza che ti saranno utili per risolvere il caso e magari arrivare alla soluzione anche prima della polizia.

Detto questo, la narrazione procede molto bene, velata anche da una certa ironia, alternando vari punti di vista e vari narratori. Tendenzialmente, si procede in prima persona, ma talvolta il narratore onnisciente scalpita per dire la sua, proponendoci estratti di corrispondenza della polizia o stralci di vita dei personaggi che affollano la pittoresca cittadina di Broughty Ferry. Altre volte poi prende completamente il controllo per permetterci di seguire i continui spostamenti della polizia, che impazzisce alla ricerca del folle assassino.
Insomma, una narrazione ritmata: flashback, cambio del punto di vista, dialoghi snelli e ben alternati alle parti di narrazione.
Numerosi poi gli elementi “reali” dell’indagine: i problemi nella ricognizione (quando il probabile assassino viene allineato assieme ad altri e il testimone deve individuarlo), la raccolta delle testimonianze, le difficoltà nel recepire tutte le prove e attribuirgli il giusto valore, il non tralasciare nessun particolare concentrandosi però su quelli corretti…

Personaggi ben caratterizzati. La figura del luogotenente Trech è affascinante e anche un po’ misteriosa, con l’ombrello sempre appresso. Se si pensasse di dedicargli una serie con lui come protagonista, sarei molto tentata di leggerla.
Ho apprezzato anche la dualità che si crea tra due schieramenti dei personaggi, divisi tra il senso di giustizia, le convinzioni personali, i pregiudizi e la necessità di trovare un colpevole a qualunque costo.

Gli ambienti, come ho avuto modo di scrivere sopra, quindi non mi dilungo, ricordano un dipinto impressionista. Ben resa è l’immagine della pittoresca Broughty Ferry contrapposta alla caotica Londra o alla forestiera Anversa.

Davvero molto buono il lavoro di traduzione di Marinella Magrì.

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