Guida galattica per autostoppisti – La mia opinione di lettrice

guida galattica per autostoppisti

Ho da poco finito la trilogia in cinque parti della Guida scritta da Douglas Adams, mi sono riguardata il film (grazie al quale ho conosciuto l’esistenza dei libri) e adesso sono pronta per la mia opinione di lettrice.
Da dove cominciare?
Scontato, ma partiamo dall’inizio. Delfini che spariscono (ringraziando, però… molto cortese da parte loro ^^), una casa da demolire per costruire una superstrada, un amico-alieno preoccupato e uno strano discorso sulla fine del mondo. Ci siamo. La prima parte è abbastanza fedele al libro e ne ricalca abbastanza bene l’intreccio. Certo, c’è qualche cambiamento nei personaggi:

arthur
Martin Freeman è Arthur Dent

Arthur (Martin Freeman; già, colui che diventerà il giovane Bilbo Baggins) è più sveglio del suo alter-ego letterario. E, dal mio punto di vista, molto meglio, perché (e ho già avuto molto di ammorbare sul punto chi ha letto le recensioni dei libri), nell’originale, ho fatto davvero faticata a sopportarlo.

zaphod
 Sam Rockwell è Zaphod Bleedlebrox

Zaphod non ha due teste separate, ma una, diciamo, a comparsa. A parte questo piccolo problema di testa (davvero trascurabile e che non cambia per nulla la storia), il resto è perfetto. Sam Rockwell è davvero riuscito a catturare lo spirito schizzato e stralunato di Zaphod. Certo, nella versione cinematografia, manca buona parte della sua avventura. La sua ricerca si limita, infatti, a voler andare su Maratea, ma, tant’è: non c’era spazio per tutto.

trillian
Zooey Deschanel è Trillian (Tricia McMillan)

Trillian c’entra poco o nulla con il suo alter-ego letterario (giusto nella parte iniziale del suo incontro con Arthur e Zaphod), ma Zooey Deschanel è proprio brava nel ruolo.
Infine, Ford Prefect (non sono riuscita a trovare una foto in cui l’attore fosse in scena da solo) è Mos Def, attore e rapper americano. Anche qui, il personaggio ha visto tagliata via buona parte della sua avventura, che si riduce al ruolo di semplice spalla nel film.

Per quanto riguarda la storia, come dicevo all’inizio, numerose sono le parti eliminate o i ruoli inspiegabili (come, ad esempio, Humma Kavula… Per carità, John Malkovic è un signor attore, davvero superbo in qualunque ruolo, ma il personaggio non ha molto senso. Nel libro esiste, sì, il culto Etciuù, ma ha davvero poco a che vedere con la trama).
Chi ha visto il suo ruolo tristemente ridimensionato è Slartibartfast (interpretato dal bravissimo Bill Nighy; per chi non lo conoscesse, tra i tanti ruoli che ha interpretato c’è stato anche Davy Jones), il caro costruttore di fiordi norvegesi. Manca del tutto la sua storia, con la conseguenza che il suo intervento si riduce ad un rapido “aiuto” stile fata madrina.

Slartibartfast e Humma

Lo stesso Marvin, per quanto reso davvero bene nella sua natura pessimistica e melodrammatica (e nel suo rapporto di odio verso le porte sempre entusiaste del loro lavoro), vede sparire buona parte delle sue avventure. I Vogon, invece, assumono un ruolo extra, oltre a quello di semplici burocrati demolitori della Terra.
In sostanza, il film non riporta nessuno degli eventi di “Ristorante al termine dell’universo” (solo qualche evento sparso e un vago accenno alla fine che solo chi ha letto il libro riconosce); de “La vita, l’Universo e tutto il resto” (manca, infatti, del tutto il personaggio di Fenchurch); di “Addio, e grazie per il pesce” (il solo cenno è quello ai delfini e alla loro improvvisa scomparsa) e di “Praticamente innocuo” (meglio…).

In sostanza, quindi, si può dire che, raccogliendo un po’ di eventi sparsi, il film crea una versione alternativa a quella dei libri: più breve, più coerente, comunque spiritosa e assurda come i libri, ma di più facile comprensione (ed il finale è sicuramente più soddisfacente).

Carino e perfetto per una serata leggera tra amici.

Vi lascio con il fu trailer del film:

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