Creature luminose

Titolo originale: Elefant
Autore: Martin Suter
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2017
Titolo in Italia: Creature luminose
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Marina Pugliano

Io un elefantino rosa lo avrei amato e coccolato…

Si dice che gli ubriachi “pesi” vedano elefanti rosa, ma quello che accade qui più che da un abuso smodato di alcool è determinato dall’ingegneria genetica.

Il nostro Schoch però non lo sa ancora e, quando si ritrova nella sua grotta (Schoch è un senza-tetto) il coccoloso elefantino rosa in questione pensa che sia solo figlio dell’ebbrezza.

Si rimette a dormire, l’elefantino svanisce… ma è destinato a tornare prepotentemente nella sua vita.

Creature luminose è un romanzo che obbliga ad alcune riflessioni che, dato il grande progresso tecnologico degli ultimi anni, è bene farsi o cominciare a farsi: è giusto giocare a fare dio?

Sebbene personalmente non associ l’ingegneria genetica in generale all’avvento del demonio su questa terra, non ne condivido l’utilizzo per scopi puramente estetici o ricreativi (come appunto è per le creature luminose, più note come glowing animals, cui viene “regalata” la bioluminescenza tipica di altri animali, quale le meduse ad esempio, perché… è una cosa simpatica).

La storia di Suter, quindi, ci mette davanti una fantasia che è già realtà e ci impone (o ci imporrà presto) una scelta: stare dalla parte di Schoch (e di tutti gli altri suoi sostenitori) o di Roux (e di tutti gli altri suoi sostenitori).

Non vi dico chi è chi solo per non rovinarvi il piacere della lettura.

Complessivamente, comunque, un racconto piacevole che si fa leggere e che pone degli interrogativi interessati; personaggi ben definiti (anche e qualcuno cade un po’ in qualche stereotipo) e una scrittura scorrevole.