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Preferiti & Consigliati – Marzo 2015

L’immagine di copertina e il titolo sono cambiati, ma la rubrica è sempre la stessa.
Ricapitoliamo assieme le letture di questo mese: i libri consigliati, i libri sconsigliati e quelli che nì… insomma.

Questo mese niente orrolibri! ^^
(E meno male che stavolta non faccio la figuraccia del mese scorso! XD).

Libri consigliati…

recensione elogio dei giudici«Non so se la parola “tribunale” abbia la sua radice etimologica nel numero tre, come l’assonanza potrebbe far credere: tribunale, perché è composto di tre giudici. Probabilmente l’etimologia è un’altra; ma un avvocato che non aveva l’obbligo di essere glottologo, alzandosi a parlare dinanzi a un tribunale in cui uno dei giudici s’era addormentato saporitamente, pensò che fosse più appropriato cercare l’etimologia, anziché nel tre, nel bis: e cominciò, rivolgendosi ai due veglianti: – Signori del Bibunale…-» [CONTINUA A LEGGERE…]


recensione la banalità del male«Goebbles aveva dichiarato nel 1943: “Passeremo alla storia come i più grandi statisti di tutti i tempi, o come i più grandi criminali”» [Hannah Arendt, La banalità del male, Saggi universale economica Feltrinelli, undicesima ed.,  2006]. Apro con questa citazione e con queste conseguenti considerazioni (che poi la stessa Arendt fa nel corso della trattazione con più proprietà di linguaggio e chiarezza di quella che userò io)… [CONTINUA A LEGGERE…]


Recensione il richiamo del cuculoLula Laundry è giovane e bellissima (è una top model di successo), è ricca e frequenta Evan Duffield, musicista e attore (con qualche problemino di droga). Abiti di marca, amici famosi, soldi, feste e fama. Insomma, una vita praticamente perfetta. Eppure, una notte, senza spiegazioni o biglietti d’addio, la ragazza si suicida, gettandosi dal terrazzo del suo appartamento. Tre mesi dopo. Robin deve presentarsi all’appuntamento… [CONTINUA A LEGGERE…]


… Nì…

recensione acqua agli elefantiJacob Jankowski è studente di veterinaria in una prestigiosa università. Le sue sono le preoccupazioni di un ventitreenne medio: l’amore e lo studio (più che altro la prima). Eppure, qualcosa sta arrivando a cambiare completamente il suo destino. Durante una lezione, infatti, il preside fa irruzione in aula, richiamandolo. Jacob ripercorre mentalmente tutta una serie di “malefatte” (liquore e fumetti osceni) e già sa che verrà espulso… [CONTINUA A LEGGERE…]


recensione la regola dell'equilibrio

Guido Guerrieri è un avvocato del foro di Bari, un po’ stanco della sua professione. Lo troviamo a chiacchiera con l’amico Tancredi sui gradini del tribunale cittadino. I due si scambiano convenevoli (dal tono un po’ forzato… non per colpa del personaggi. Vi spiegherò dopo…), fino a quando ecco che arriva la prima bomba: Guerrieri è malato… di leucemia. A quella notizia improvvisa, l’amico Tancredi sobbalza, chiede spiegazioni, si preoccupa (giustamente)… Ah, ricordate… [CONTINUA A LEGGERE…]


recensione l'alba del mondoLewis è colonnello in carica per la ricostruzione di Amburgo (siamo nel 1946). La città (la Germania, in generale) è stata divisa in più parti: ai russi le fattorie, ai francesi il vino, agli americani il panorama e agli inglesi le macerie. Ovviamente, Lewis è inglese («ufficiale dalla reputazione eccellente e con uno stato di servizio impeccabile»). La guerra è stata inclemente con tutti (sia vinti che vincitori) ed il compito che spetta a Lewis non è … [CONTINUA A LEGGERE…]

La regola dell’equilibrio recensione

recensione la regola dell'equilibrioTitolo originale: La regola dell’equilibrio
Anno di pubblicazione: 2014
Autore: Gianrico Carofiglio
Genere: Giallo giudiziario

Guido Guerrieri è un avvocato del foro di Bari, un po’ stanco della sua professione.
Lo troviamo a chiacchiera con l’amico Tancredi sui gradini del tribunale cittadino. I due si scambiano convenevoli (dal tono un po’ forzato… non per colpa del personaggi. Ti spiegherò dopo…), fino a quando ecco che arriva la prima bomba: Guerrieri è malato… di leucemia. A quella notizia improvvisa, l’amico Tancredi sobbalza, chiede spiegazioni, si preoccupa (giustamente)…

Ah, ricordi che la scena si svolge sempre sui gradini del tribunale (in mezzo a mille occhi e orecchi impiccioni, perché – n.b. – Guerrieri non vuole farlo sapere a nessuno ed era poco convito di rivelare la faccenda anche a Tancredi)?

Insomma, tranquillo Tancredi, nulla di che: Guerrieri ha voluto creare solo un po’ di suspance.
Le analisi erano sbagliate.

La conversazione senza sfondo finisce, i due si salutano e Guido torna alla sua routine da avvocato.

Tutto prosegue, più o meno, nel più normale dei modi. Facciamo la conoscenza dei collaboratori di Guerrieri, del povero tirocinante con lo sguardo da «piccione psicotico», degli abitanti del palazzo dove si trova l’ufficio dell’avvocato, della sua investigatrice privata (ex giornalista).

Fino a quando, ecco la seconda bomba (che è quella che poi metterà finalmente in moto tutto il libro): il presidente del tribunale del riesame nonché ex compagno di studi di Guerrieri, si presenta per assumerlo come avvocato.
È nei guai… grossi guai (ovviamente…): un collaboratore di giustizia lo accusa di essersi intascato una mazzetta da 50.000€!

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Sinceramente? Un po’ piatto.

La vicenda ci mette un po’ ad ingranare, ma, da lettrice di polizieschi/gialli e thriller, non mi scandalizzo. Tuttavia, mi aspetto che mi si porti da qualche parte alla conclusione… la quale… no, aspetta…

… Procediamo con ordine.

Per tutto quello che riguarda l’aspetto giuridico-procedimentale della storia, nulla da dire: perfetto, curato, molto fedele alla realtà (stiamo parlando di un libro scritto da un magistrato, quindi perché dovrei sorprendermi?!). Allo stesso modo – e, immagino, per le stesse motivazioni – lo stile di scrittura è ugualmente curato, non pesante (quindi, niente burocratese) e abbastanza fluido.

I dialoghi tra i personaggi, però, risentono un po’ di questa impostazione “tribunalesca” e risultano, quindi, un po’ forzati: Domanda chiara -> Risposta -> Domanda -> Ect.
Insomma, nella realtà non è che uno parla come se stesse rispondendo ad una testimonianza (adr… a domanda risponde).
Quindi, ecco, dal mio punto di vista ci sono alcuni aspetti che risentono di un certo distacco dalla dimensione del reale.

Una cosa che ho gradito poco (sarà perché caso ha voluto che l’abbia appena finito di leggere) è il riferimento a “La Banalità del male” di Hannah Arendt.
Lo scorcio di pensiero riportato da Carofiglio mi sembra un po’ banalizzare e strumentalizzare il pensiero della Arendt (ma se mi dice che lo ha fatto, perché tornava bene nella narrazione, allora mi taccio, anche se non condivido).

Che altro?

I personaggi sono un po’ buttati lì – vedi quello che scrivevo sopra circa una certa “difficoltà” nel dare emozione e realismo – e, a parte le dissertazioni psicotiche di Guerrieri con il suo sacco da boxe, non è che vi sia molta altra introspezione.

Talvolta la narrazione è interrotta “a favore” di piccoli episodi (incontri, gente che passa in bicicletta, gente che arriva) che non servono proprio a nulla. Mi spiego meglio: il ricreare l’ambiente e non fossilizzare la scena solo sui personaggi in scena in quel momento (insomma, il ricreare una sorta di “mondo vivente” letterario che non guardi solo alla storia, ma che sveli i contorni del mondo abitato nel libro) è una cosa che apprezzo. Tuttavia, qui gli episodi del genere che intendo io, se ci sono, sono pochi e posizionati un po’ a casaccio e non aiutano a ricreare l’immagine di una Bari letteraria (né a ricostruire o a comprendere meglio il carattere dei personaggi), ma infastidiscono solo il lettore con inutili digressioni.

Il giallo, se così si può chiamare, viene risolto in tre balletti (e poi, parlandoci francamente, non è che poi fosse così insolubile… Almeno questo Carofiglio lo ammette tramite Guerrieri!).

Ti dicevo della conclusione. Non c’è: la vicenda finisce lì… così a metà e resti – almeno io sono rimasta – col dubbio del “penso davvero che finisca così o, visto che tutti i personaggi sono un po’ schizzati, mi devo immaginare altro?“.

Insomma, in definitiva, né eccelso né orribile. Un libro tranquillo, senza grandi exploit.
Si fa un gran parlare dei libri di Carofiglio e, onestamente, mi aspettavo qualcosa al di sopra della media.

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I miei acquisti – Febbraio 2015

Gli acquisti di febbraio e le letture di marzo. Sono a dir poco entusiasta per essermi riuscita a portare a casa ben tre libri (di cui 2 in formato eBook) sfruttando i buoni sconto e le occasioni del momento.
Scusate il divagare estatico per il risparmio.

Veniamo a noi e alle letture che mi accompagneranno (e che voi dovrete avere la pazienza di sopportare) per il prossimo mese (anche se spero di non fare una triste conta delle letture come per febbraio… domani vedrete). Andiamo in odine di acquisto:

recensione elogio dei giudiciIl primo (che, probabilmente, qualcuno di voi ha già adocchiato sulle pagine sociali) è, diciamo, quasi un classico (per gli operatori del settore, ma non solo). Si tratta di Elogio dei giudici scritto da un avvocato di Piero Calamandrei. L’elogio è, in realtà, una raccolta di aneddoti, pensieri, esperienze e testimonianze dei giudici e degli avvocati, dei loro clienti e di tutto il carrozzone che segue il tribunale e l’amministrazione della giustizia in Italia.
Indovinate perché l’ho preso?

recensione acqua agli elefanti

Il secondo è la mia attuale lettura (anche se sto barando e mi leggo anche un po’ dell’Elogio, perché non ho saputo resistere. Comunque, per chi è interessato a vedermi andare nei pazzi con le mie letture, potete vedere i miei “progressi” su Goodreads). Insomma, questo secondo acquisto è Acqua agli elefanti di Sara Gruen. E, sì, se ve lo state chiedendo, è il libro da cui hanno tratto il film Come l’acqua per gli elefanti, con il vampiro Ed… ehm, con Robert Pattinson e la bravissima Reese Witherspoon (che mi piace un sacco, se non si fosse capito XD Nella copertina del libro non sembra nemmeno lei, però…).

Novità la regola dell'equilibrio

Terzo e ultimo acquisto (sennò il mio portafogli piange): La regola dell’equilibrio di Gialunca Carofiglio. Questo libro l’ho preso un po’ a scatola chiusa, ad essere sinceri… E mi sono fidata solo del fatto che Carofiglio è un ex magistrato (tra l’altro, ha operato anche come sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale antimafia di Bari), uscito completamente dal sistema tribunali a seguito della sua esperienza come parlamentare (ha ritenuto, infatti, incompatibili le due cariche e impossibile, per lui, tornare a fare il magistrato… eh, bravo!).

The End.

Restate sintonizzati per i prossimi aggiornamenti!

Buone letture a tutti! 

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