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Spin the dawn

spin the dawn

Titolo originale: Spin the dawn
Autore: Elizabeth Lim
Genere: YA
Anno di pubblicazione: 2019
Titolo in Italia: Spin the dawn
Anno di pubblicazione ITA: 2021
Traduzione di: Laura Miccoli
Pagine: 401

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di Nicky

Maia vive nel regno di A’landi insieme al suo Baba e ai suo tre fratelli (Finlei, il maggiore, il più coraggioso; Sendo, secondogenito, il sognatore; e Keton, il terzogenito, il combinaguai).

Maia è la più piccola ma è anche l’unica che ha ereditato l’abilità del cucito di suo padre; ciò, purtroppo, non vale granché perché lei è una donna e alle donne non è permesso divenire sarti con una propria attività fiorente.

La giovane quindi si rassegna al suo ruolo di “figlia obbediente” , cucendo di nascosto e aiutando il piccolo negozio di famiglia a tirare avanti.

Tutto cambia quando i suoi giovani e amati fratelli vengono chiamati a prendere le armi in una guerra che ormai da un decennio sta devastando il regno: i primi due perdono la vita e il terzo torna sì a casa, ma ormai zoppo e senza più voglia di andare avanti.

Poco dopo il padre, già devastato dalla perdita prematura della moglie e adesso da quella di due dei suoi tre figli maschi, riceve la visita di un messaggero reale che lo convoca alla corte dell’imperatore per prendere parte a una competizione per divenire Sarto Imperiale.

Maia decide quindi di partire al suo posto, spacciandosi per il fratello Keton, perché sa perfettamente che il padre ormai non è più in grado di cucire e di tessere come un tempo (infatti era solo grazie alle sue abilità da sarta che il piccolo negozio di famiglia era andato avanti).

La giovane si fingerà un uomo per poter partecipare alla competizione e cercare di realizzare il suo più grande sogno: realizzare abiti splendidi sfoggiando tutte le sue abilità senza più nascondersi perché donna.

Spin the dawn è il primo della duologia The Blood of Stars (che si conclude in Unravel the Dusk) e le premesse sembrerebbero molto promettenti…

L’inizio della storia ricorda infatti la leggenda di Mulan, l’eroina cinese che decise di andare in guerra contro gli Unni al posto del padre fingendosi uomo; il tutto misto a una competizione riguardante la creazione di abiti, scarpe e accessori per poter diventare Sarto imperiale.

… purtroppo però la storia non mi ha convinto fin dal principio.

Se l’idea di una gara per aggiudicarsi il titolo di Sarto imperiale poteva essere un’idea molto carina – se ben strutturata – così non è stato.

La competizione si svolge nel giro di pochissimi giorni e si conclude solo dopo poche prove.

Durante quest’ultime, non ho provato alcuna ansia per la sorte della protagonista; più che altro perché più che sulle prove – decise dalla promessa in sposa dell’imperatore, Lady Sernai – e a ciò che ne consegue, la storia si incentra sulla storia d’amore vissuta dalla protagonista.

Non disdegno assolutamente le storie d’amore… se sono ben strutturate.

Maia e il suo innamorato non mi hanno convinto sia per la non ben caratterizzazione dei personaggi che
per la frettolosità delle vicende che li coinvolgono.

Il problema maggiore che ho riscontrato con questa storia (oltre alla già citata sbrigativa e inconsistente storia d’amore) è il mondo stesso in cui la essa è ambientata.

Ero partita con l’idea di trovare un fantasy condito da numerosi elementi riguardanti la Cina e l’Oriente in generale. Invece non ho trovato niente di tutto ciò, niente che mi permettesse di capire che la storia trae le sue origini dalla cultura orientale, soprattutto quella cinese.

Non mi basta veder citata la seta o qualche spezia per sentirmi catapultata in Oriente; ho bisogno di qualcosa in più così da sentire che il mondo in cui la protagonista vive e viaggia è vivo, possiede delle tradizioni, degli usi specifici diversi se non totalmente contrari da quelli dei regni confinanti.

Purtroppo il mondo mi è risultato molto vuoto e per 3/4 del libro questa cosa si è accentata ancora di più dopo che avviene un certo avvenimento di cui non parlerò per non fare spoiler (dirò solo che poteva essere un’ottima occasione per approfondire il mondo e i suoi abitanti).

Non sconsiglio la lettura di questo libro, perché lo stile di scrittura dell’autrice è molto scorrevole. Purtroppo però tra personaggi con poca caratterizzati, un mondo vuoto e privo dei suoi abitanti e della sua identità e una storia d’amore che diviene il fulcro principale della trama solo dopo pochi capitoli, la storia di Maia non mi ha convinto.

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