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La Repubblica dei Ladri

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Titolo originale:
The Republic of Thieves
Autore: Scott Lynch
Genere: Avventura
Anno di pubblicazione: 2013
Titolo in Italia: La Repubblica dei Ladri
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Anna Martini
Pagine: 732

Preceduto da:
– 
Gli Inganni di Locke Lamora
I Pirati dell’oceano Rosso

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di Jack Aubrey

La Repubblica dei ladri è il terzo volume della saga dei Bastardi Gentiluomini; se non hai letto il primo volume, attenzione agli spoiler! Trovi la recensione del precedente volume qui.

Locke Lamora e Jean fuggiti dalle grinfie dell’Arconte, devono far i conti con le conseguenze del loro ultimo colpo, infatti l’avvelenamento di Locke lo sta portando al termine dei suoi colpi e della sua vita.
Ma un aiuto inaspettato arriva da degli antichi nemici: l’ordine dei maghi.
Ovviamente nessun aiuto è gratuito e il duo dei Bastardi Gentiluomini dovrà partecipare alle elezione a Karthain, o meglio dovrà vincere le elezioni per il gruppo di maghi guidati dall’arcidama Pazienza contro la controparte capeggiata dagli amici del Falconiere.
Tra inganni, doppi giochi e avversità, riusciranno i Bastardi Gentiluomini a mantenere la loro libertà?
Nuovo capitolo della saga dei Bastardi Gentiluomini, purtroppo un fallimento della saga… per me.
La trama riassunta poco sopra, che almeno penso sia la principale, si sviluppa solo alla fine del libro, velocemente e lievemente.
Ma andiamo con ordine.
La trama è divisa in due tronconi: presente (che dovrebbe essere quello principale) e passato (che è quello che dà il titolo al libro). Si aggiunge poi una terza parte, che dovrebbe essere di preparazione/introduzione alla trama principale ma che purtroppo corrisponde praticamente all’intero libro.
In tutti questi filoni i nostri ladri si barcamenano tra l’essere degli attori o dei politici… il guaio è che non gli riesce bene nessuno dei due ruoli.
Come sempre nessun colpo di scena; tutta la storia è lineare e altamente prevedibile dall’inizio alla fine, il che (a differenza degli altri due capitoli) mi ha portato a un‘estrema disperazione.
Le ambientazioni sono inesistenti; passi per alcune vecchie cittadine già conosciute, ma per nuove e soprattutto per edifici che sono – o dovrebbero essere – centrali per il world building, mi sarei aspettato almeno qualche descrizione.
I personaggi – come sempre – sono bidimensionali, prevedibili (non nel senso buono) e anche questo porta a un’estrema disperazione.
La sensazione è che si sia voluto forse far troppo, accorpandosi insieme due volumi mal riusciti, con una parte iniziale che si dilunga troppo – per la maggior parte del libro – e anche questo porta… a un’estrema disperazione.
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