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Gli Inganni di Locke Lamora

Titolo originale: The Lies of Locke Lamora
Autore: Scott Lynch
Genere: Avventura
Anno di pubblicazione: 2006
Titolo in Italia: Gli Inganni di Locke Lamora
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Anna Martini
Pagine: 612
Seguito da:
I Pirati dell’Oceano Rosso
-La repubblica dei Ladri

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di
Jack Aubrey

«Più il bersaglio è convinto di avere la situazione sotto controllo,
più facilmente risponde al controllo vero.»
Una delle vecchie massime di padre Catena,
addestratore dei Bastardi Gentiluomini.

La Pace segreta ha arricchito nobili e ladri, proteggendo gli uni dagli altri e condannando la popolazione alle angherie combinate del Duca e del Capa Barsavi.

Locke Lamora è il capo del gruppo più piccolo della malavita organizzata di Camorr; sottovalutato da tutti, riesce così a vivere ai margini della malavita, libero dal controllo diretto del Capa (re indiscusso della malavita di Camorr).

Lamora però non è solo un sacerdote del tredicesimo dio (Disonesto Tutore); lui è la Spina di Camorr il capo del leggendario gruppo dei Bastardi Gentiluomini, ladri che si divertono a infrangere il patto sacro, inviolabile e segreto, rubando ai ricchi per poi ridere alle spalle del Capa e della nobiltà.

Ma quando la seconda vita di Locke verrà scoperta, partirà un gioco di scacchi, di mosse e contromosse tra fazioni, segreti, alleati e nemici che potrebbero cambiare di ruolo in poco tempo.

Riuscirà la Spina di Camorr a uscire vincitore dal gioco, salvando sia i suoi colleghi che la sua fama?

Buona partenza per la “per ora” trilogia dei Bastardi Gentiluomini (infatti sono già stati annunciati altri quattro libri).

La trama è carina, ma troppo lineare.

Nell’interno del romanzo parliamo di un gruppo famosissimo che riesce a gabbare gli uomini più potenti e altresì leggendari della città: il Ragno, organizzazione che incute timore in tutto il ducato e oltre, il Capa, vincitore della guerra che distrusse altri trenta capi malavitosi, e il Re Grigio, nuovo oppositore al Capa che con un pugno di uomini cercherà di spodestare il Capa dal trono.

Detto questo ci si aspetterebbe colpi di scena, imbrogli, movimenti strani, uomini e donne capaci di ordire piani perfetti, purtroppo non c’è niente di tutto questo.

Nessun colpo di scena, tutta la storia è lineare e altamente prevedibile (tranne nello scontro finale, dove il libro cadrà in un racconto cavalleresco, incontri puliti e marziali o quasi).

Tutti i grandi personaggi (includendo anche, per alcuni passaggi, il protagonista) si dimostrano inetti e si finisce a domandarsi come abbiano fatto a sopravvivere o come siano riusciti a raggiungere un ruolo importante.

Un altro fattore, oltre alla poca “lungimiranza” dei personaggi, è la quasi bidimensionalità dei figuranti; infatti gli avvenimenti, drammatici o allegri che siano impattano solo leggermente sul lettore senza metterlo in stato d’angoscia o divertimento per le sorti dei nostri eroi.

L’ambientazione è carina; non viene molto curato né il mondo né i quartieri dove i protagonisti passano poco tempo, comunque abbiamo descrizione del tempio (in cui abitano i Bastardi Gentiluomini), conosciamo i dettagli della nave del Capa, come di altri luoghi importanti nella storia.

I problemi si susseguono anche nella scrittura; nelle prime centinaia di pagine lo scrittore fa un enorme uso di flashback e flashforward che rendono la storia difficile da leggere e abbastanza noiosa (anche se questi salti temporali saranno utili nel capire i legami e gli addestramenti dei Bastardi Gentiluomini).

In conclusione il libro presenta vari problemi, che pregiudicano il risultato finale, ma non tanto.

Il libro (se letto nella sua interezza) fornirà un buon svago per le sue dieci ore di lettura.

Quindi venite a leggere le avventure che portarono un ragazzo all’essere uno dei ladri più leggendari del suo tempo.

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