Pubblicità

I delitti di rue du Louvre

i delitti di rue du louvre

Titolo originale: Shell Shock
Autrice: Michaëla Watteaux
Genere: Romanzo storico/Giallo
Anno di pubblicazione: 2025
Titolo in Italia: I delitti di rue du Louvre
Anno di pubblicazione ITA: 2026
Traduzione di: Valentina Abaterusso
Pagine: 384

– Ho ricevuto una copia di questo libro

Dopo l’ardente bufera della Prima guerra mondiale, la Parigi del 1925 appare come una città in rinascita tra cabaret sfavillanti e cenacoli di poeti surrealisti.

Proprio in questo mondo effervescente si muovono personaggi che però portano con sé le tracce indelebili del conflitto e della propria umanità. 

Jeanne, giornalista sotto copertura alla Centrale Gutenberg – il più grande centralino telefonico di Parigi – indaga sulle condizioni delle centraliniste: giovani donne che finalmente possono lavorare e sperare di trovare la propria autonomia, ma che invece si ritrovano a essere sfruttate e sottopagate.

È proprio lì che, tra quotidiano e sogni di emancipazione, alcune operatrici vengono ritrovate brutalmente assassinate con il volto sfregiato e coperto da maschere usate dai reduci feriti in guerra.

Subentreranno quindi nell’indagine l’ispettore Paul Varenne, tormentato investigatore che ha provato gli orrori delle trincee e Mathilde de Villedieu, giovane e brillante psicoanalista compagna di Jeanne.

Tra le pieghe della società parigina, si dipaneranno squilibri sociali e ombre di un passato che nessuno vuole ricordare

I delitti di rue du Louvre ci porta nel cuore di Parigi, in un’epoca in cui la società tenta di rialzarsi dalle macerie e dove ogni ombra del conflitto continua a perseguitare chi l’ha vissuto sulla propria pelle. 

Ed è proprio questo aspetto che ho trovato molto affascinante: l’intreccio della trama con eventi e personaggi storici.

L’autrice riesce a inserire informazioni e curiosità interessanti; allo stesso modo, le riflessioni sullo shell shock e sulla condizione femminile – in particolare attraverso il ruolo delle centraliniste e le dinamiche lavorative della Centrale Gutenberg – sono ottimi spunti per arricchire la storia con livelli di profondità non scontati.

Tuttavia nella parte centrale del libro ho avvertito una narrazione decisamente lenta e ripetitiva.

Molti scambi tra i personaggi si prolungano più del necessario, aggiungendo uno o due dettagli alla volta che poi vengono ripresi e trascinati di capitolo in capitolo senza un vero scopo narrativo. Questo schema tende a rallentare il ritmo e a far perdere un po’ di slancio – e interesse – alla storia.

Se il libro fosse stato snellito di un cento/centocinquanta pagine nella parte centrale, la lettura ne avrebbe guadagnato in ritmo e intensità secondo me.

Detto questo sebbene la parte storica del romanzo mi abbia affascinata, devo ammettere che la componente gialla lascia un po’ a desiderare.

La trama investigativa, infatti, tende a trascinarsi e alla fine il senso di mistero è piuttosto limitato: gli omicidi e gli indizi non costruiscono quella tensione che ci si aspetterebbe da un giallo e la risoluzione appare meno sorprendente di quanto la narrazione lenta e a tratti ripetitiva farebbe presagire.

In sostanza, se da un lato il libro funziona abbastanza bene come ritratto storico e come quadro sociale dell’epoca, dall’altro il lato “investigativo” fatica a catturare pienamente l’attenzione del lettore.

PubblicitàPubblicità
error: Attenzione! Questo contenuto è protetto!
Wordpress Copy paste blocker plugin powered by http://jaspreetchahal.org