
Titolo: La dormiente
Autore: Sergio Gomez-Castro
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 162
– Ho ricevuto una copia di questo libro –
Casablanca. L’ispettore Al Kindi, figura solitaria a metà tra il filosofo contemplativo e il navigato detective, si ritrova per le mani un caso che ha qualcosa di disturbante: nel cuore di Bouskoura, tra gli eucalipti di uno degli ultimi spazi verdi della città, viene ritrovata una ragazza.
Non sembra morta; sembra solo addormentata.
Tiene stretto tra le mani un piccolo campanellino d’oro e nelle tasche nasconde due penne d’uccello.
Nessun documento e nessuna identità.
Dettagli che, invece di chiarire, rendono tutto ancora più enigmatico.
Da qui prende avvio un’indagine che si muove tra i quartieri più nascosti della città, tra segreti e ambiguità.
Devo ammettere che La dormiente è stata una lettura con cui ho fatto parecchia fatica.
Nonostante il numero contenuto di pagine, ho purtroppo proceduto molto lentamente nella mia lettura, quasi con difficoltà… come se mancasse qualcosa in grado di sostenere davvero l’attenzione.
La narrazione appare poco strutturata e, proprio per questo, fatica a risultare coinvolgente.
Il libro punta molto su atmosfere e suggestioni, ma non riesce comunque a delineare il “clima” e lascia scoperto il lato narrativo.
Gli eventi si susseguono senza una vera progressione, non riuscendo davvero a trattenere l’attenzione del lettore, e questo rende difficile sentirsi davvero coinvolti o interessati alla storia.
Un altro elemento che mi ha convinta poco riguarda i personaggi: troppo sfumati, privi di una reale profondità o evoluzione.
Entrare in sintonia con loro o anche solo interessarsi alle loro vicende è faticoso.
In definitiva, La dormiente è un testo che sembra voler puntare su un piano simbolico e suggestivo, ma che – almeno per me – non riesce a tradurre queste intenzioni in una storia davvero avvincente o in personaggi degni di nota.

