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L’amante di mio marito

l'amante di mio marito

Titolo originale: My husband’s lover
Autrice: Jess Ryder
Anno di pubblicazione: 2022
Titolo in Italia: L’amante di mio marito
Anno di pubblicazione ITA: 2026
Traduzione di: Diana Girardini
Pagine: 349

– Ho ricevuto una copia di questo libro

Le Sophie’s Swimmers sono un gruppo eterogeneo di donne unite da una passione comune: il nuoto in acque libere.

Quando decidono di concedersi un fine settimana insieme, un vero e proprio digital detox in un luogo isolato della Scozia, sembra l’occasione perfetta tra amiche e immersioni nell’acqua gelida.

Ma qualcosa ben presto non torna e l’atmosfera si incrina lentamente tra gelosie e verità nascoste.

Perché Sophie lo sa: una di quelle che credeva amiche è in realtà l’amante di suo marito.

E adesso è la verità che deve venire a galla e, in questo posto isolato e lontano da tutti, tutto potrebbe accadere… anche un tragico incidente.

L’amante di mio marito è un thriller psicologico di Jess Ryder, pubblicato da Bookouture Italia.

Bookouture, parte del gruppo Hachette UK, è nota per il suo approccio digital-first: i suoi titoli sono pensati per la lettura in formato digitale, con storie ad alto tasso di coinvolgimento e ritmo serrato.

E direi che con L’amante di mio marito la promessa è decisamente mantenuta.

Uno degli aspetti che ho apprezzato di più è il modo in cui la narrazione riesce a ribaltare le prospettive: ogni personaggio diventa potenzialmente sospetto.

Non c’è più un punto fermo, una verità chiara a cui aggrapparsi e il lettore, seguendo i due POV della moglie e dell’amante, si ritrova a mettere in discussione tutto per individuare chi si nasconde tra le nuotatrici.

E forse è proprio qui che il romanzo funziona meglio: nella sua capacità di mostrare che la linea tra vittima e colpevole è molto più sottile di quanto sembri.

Perché anche quella che inizialmente appare come la vittima… forse non è poi così innocente.

In fondo è questo uno dei messaggi più interessanti del libro: non esistono personaggi completamente puri o colpevoli, ma persone con fragilità.

Detto questo, tuttavia, c’è anche un aspetto che mi ha convinta meno: il troppo.

In alcuni passaggi ho avuto la sensazione che il romanzo spingesse un po’ troppo: alcuni eventi risultano un po’ eccessivi o difficili da credere, come se la storia, nel tentativo di sorprendere continuamente, finisse per accumulare coincidenze e situazioni al limite della verosimiglianza. 

Anche alcuni personaggi, a tratti, sembrano muoversi in modo poco naturale, con reazioni che non sempre risultano del tutto convincenti o coerenti con ciò che stanno vivendo.

È il classico rischio del thriller psicologico: voler alzare continuamente la tensione e il colpo di scena fino a sfiorare l’eccesso. E qui, in alcuni punti, secondo me succede proprio questo.

Nonostante queste piccole “falle”, però, la lettura riesce comunque a mantenere una sua forza: perché, al di là di qualche eccesso o passaggio meno convincente, L’amante di mio marito resta un romanzo capace di catturare l’attenzione e di spingerti a voler capire cosa si nasconde davvero dietro.

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