Zuleika apre gli occhi recensione

Titolo: Зулейха открывает глаза
Autrice: Guzel’ Jachina
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: Romanzo
Titolo in Italia: Zuleika apre gli occhi
Anno di pubblicazione ITA: 2017
Trad. di: Claudia Zonghetti

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Zuleika apre gli occhi. Si sveglia. Svuota il pitale della Vampira (anzi detta suocera), poi comincia le faccende quotidiane tra la casa, gli animali e tutto il resto: spalare la neve, tagliare la legna, pulire l’izba, preparare il cibo, preparare il bagno a suocera e marito, conservare il cibo, lavare, sprimacciare… e sia daccapo.

Murtaza – il marito – la chiama, le ordina i compiti da svolgere, la sgrida.

La Vampira, cioè la madre di Murtaza, la chiama, le impone, la sgrida offendendola.

E Zuleika è sempre lì, in silenzio, divisa tra il rispetto e l’educazione. E fatica, fatica a gobba china, in mezzo alla neve nel gelo.

Arriva, però, il giorno in cui chi la chiama non è Murtaza né la Vampira, ma l’Ordarossa.

Sono lì quei soldati dalle lucenti uniformi e a cavallo di un destriero e vogliono tutto in nome del Popolo: vogliono tutto il loro cibo, scorte comprese; vogliono tutti i loro animali; vogliono tutti i loro più piccoli averi.

Perché Zuleika e la sua famiglia sono profittati del Popolo, nemici della Unione Sovietica e al confino dovranno essere spediti.

Alla scuola mi avevano spiegato che i “kulaki” erano pingui contadini russi padroni di campi ampi e ben coltivati dai tanti braccianti alle loro dipendenze (un po’ in stile schiavista americano dal cappello a tesa larga e i vestiti di cotone).

I kulaki erano coloro che detenevano una (buona) parte delle ricchezze, sfruttando impunemente il lavoro altrui, approfittandosi del povero affamato.

Per queste loro colpe, la deportazione era la giusta punizione; i loro beni da distribuire all’intera popolazione bisognosa.

Invece, qui mi ritrovo una donnina laboriosa che vive del suo faticoso lavoro, lotta contro il tempo (contro il padrone-marito e contro la perfida psicopatica suocera) e il clima delle lande russe, svolge i suoi compiti dall’alba fin oltre il tramonto con sacrificio e tanta fatica.

(Ora a parte chiedermi che cosa diamine mi è stato insegnato) Guzel’ Jachina ci accompagna in queste sconfinate lande innevate alla scoperta di un pezzetto di storia (la dekulakizzazione degli anni Trenta del Novecento in Russia) e della storia di una piccola donna.

Non conosce il mondo Zuleika e non sa quale prospettive le riservi. Perché quella è la sua vita: dall’ibza del padre a quella del marito. Obbediente, rispettosa, silenziosa.

Perché, altrimenti, cosa ne sarebbe di lei?

Zuleika, però, dovrà imparare (dovrà aprire gli occhi): dovrà mettere da parte il suo pudore, le sue preghiere e anche il suo cuore.

Perché è piccola, Zuleika, ma è forte; è sconfitta ma impararà a essere coraggiosa.

E non è una «gallina scema», è solo una donna a cui è stato insegnato che rispetto ed educazione (anche verso chi non se la meriterebbe proprio) sono più importanti soprattutto se sei donna e dipendi unicamente da tuo marito.

Accanto a lei un carnet di personaggi da mettere i brividi (non solo per le temperature gelate), ma per il realismo con il quale vengono raccontati e la forza con la quale s’imprimono nel lettore: Wolf Karlovič, Ivan, i deportati di Leningrado.

Ho rivisto, leggendo Zuleika apre gli occhi, alcuni elementi della letteratura russa che mi hanno sempre affascinato: i personaggi silenziosi, temprati dal freddo, rigidi nelle loro convinzioni, ma in grado anche di imparare a vedere il mondo con sguardo diverso (e il raggiungimento di questa consapevolezza è difficile come difficili sono gli inverni nella tajga).

Ho respirato il silenzio freddo della steppa, il suono soffuso dei passi nella neve, la magia e la perfidia degli inverni russi.

Ma ho anche un po’ faticato in certi passaggi, perché se c’è una cosa per cui gli autori russi conservano nomea è la lentezza narrativa… che non è proprio lentezza insomma; è proprio un modo di raccontare diverso, delicato, placido, dolce quasi.

Questo romanzo è un omaggio alla sorte indifferente, alle fatiche quotidiane, alle morti silenziose, al bianco della tajga, ai numerosi pensieri, alle tante tradizioni.

Ma soprattutto questo libro è un canto d’amore: amore di una madre verso il proprio figlio, amore di una donna verso un uomo. E poi amore per la cultura, amore per un passato finito per sempre, amore per la speranza, amore per la vita.


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Zuleika apre gli occhi

Il debutto come scrittrice di Guzel’ Jachina: Zuleika apre gli occhi per Salani editore.

Questo romanzo non è solo uno squarcio su un periodo della storia russa, né è soltanto la storia straordinaria di un amore filiale forte come pochi nel panorama letterario contemporaneo. Zuleika apre gli occhi è la Storia nella storia, in una miscela talmente rarefatta e intensa da catapultarci fuori del tempo, fra antichi usi, sopraffazioni radicate, una suocera-arpia, un marito-despota e Zuleika-Cenerentola.

Difficile credere che dietro a questo osannato e pluripremiato romanzo-rivelazione ci sia una scrittrice esordiente, ma così è: al suo debutto letterario, Guzelʼ Jachina riesce nellʼintento di innestare nelle spire sovietiche di una Storia devastante come fu la dekulakizzazione degli anni Trenta del Novecento (con le sue centinaia di migliaia di deportati) la piccola – banale, ma esemplare – vicenda di una donna come tante. Altrettanto difficile è credere che possa averlo fatto con una scrittura che il romanzo storico, pur se sui generis, mai aveva conosciuto. Intima e distesa, la narrazione ricorda la voce calda e profonda dei ‘fuori campoʼ dei vecchi film epici; sapide e affilate, le descrizioni introducono in una realtà altra nel tempo e nello spazio senza nulla concedere allʼesotismo da cartolina; fresca nonostante lʼargomento rovente, agile nonostante il piombo degli eventi narrati, visiva, cinematografica quasi (e dalla cinematografia viene infatti lʼautrice), la scrittura offre con una leggerezza quasi straniante lʼorrore di ciò che accade.

In mezzo allʼorrore, tuttavia, si accende una luce: quella ‘bontà illogicaʼ, quellʼ‘umano nellʼuomoʼ che si ostina a sopravvivere anche là dove dellʼumanità sembra non restare più traccia. Fra la neve delle lande russe più desolate si fa dunque strada unʼeroina indimenticabile, degna erede delle grandi donne della letteratura russa.

L’autrice 

Guzel’ Jachina è nata a Kazanʼ, nel Tatarstan, nel 1977. È giornalista, scrittrice e sceneggiatrice. Zuleika apre gli occhi è il suo romanzo dʼesordio. In Russia ha riscosso un grande successo e ha vinto premi importanti come il Big Book Literary Award e il Jаsnaja Poljаna. È in corso di traduzione in 24 paesi. Da questo romanzo è in preparazione una serie tv.

Titolo: Zuleika apre gli occhi
Autrice: Guzel’ Jachina
Genere: Narrativa
Casa editrice: Salani
Pagine: 504
Prezzo ed. cartacea: 18,90€

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