Il Diavolo nella cattedrale – Orrolibri

libri orribili - il diavolo nella cattedraleTitolo originale: Tod und Teufel
Anno di pubblicazione: 1995
Autore: Frank Schätzing
Genere: Storico/Giallo
Titolo in Italia: Il diavolo nella cattedrale
Anno di pubblicazione ITA: 2006

Si inizia con Jacop, un povero disgraziato, detto “la volpe” per i suoi capelli rossi (… Rosso Malpelo?!). Dopo un’amplissima carrellata sulle sue abitudini di nullatenente (fame, freddo, niente riparo, ect.), i suoi controversi rapporti con il mercato e i proprietari delle bancarelle, chiacchiere piene di fuffa con gli amici straccioni, arriviamo al dunque. Jacop ha fame (non so se avete capito). Dopo un colpo per la conquista di un po’ di salsicce ad un banco di carni tragicomicamente fallito al mercato cittadino (siamo nella città di Colonia nel XIII secolo), vede delle bellissime  mele su di un albero al di là di un recito. Ahimè, l’albero è dell’arcivescovo e il recito è lì per delimitare il cantiere per la costruzione della cattedrale. Niente panico; Jacop si arrampica, fa scorta di mele, ma, ovviamente, la cosa non si conclude bene. Tra i muri spezzati dell’edificio in costruzione, sulle impalcature sospese in alto, vede due figure: una non meglio identificabile, l’altra è Gherard, il mastro costruttore. Il primo spinge il secondo di sotto. A questa scena, segue un movimento involontario di Jacop, il conseguente spezzarsi del ramo su cui lui era posato e il tonfo che segue la caduta del ragazzo a terra. Il capo mastro mugola lì vicino. Jacop, dimostrando davvero eccezionali doti di compassione e altruismo, vorrebbe quasi scappare, ma ci ripensa e si avvicina all’uomo morente, che gli sussurra qualcosa nell’orecchio. Jacop non capisce nulla, ma l’assassino ha visto tutto. Niente spoiler, tranquilli. Il libro comincia qui, dopo più di 100 pagine di preparazione…

La mia non è una vera e proprio recensione. Non sarebbe nemmeno onesto farla dal momento che ho letto solo le prime 200 pagine (su più di 400). Vi dirò con sincerità che solo pochissime volte mi è capitato di lasciare a metà un libro… A volte posso aver saltato descrizioni paesaggistiche morbose e troppo lunghe, ma raramente lascio quello che ho iniziato. Questo diavolo nella cattedrale è stata una vero sofferenza. Lo avevo preso sulla scorta della bella lettura che era stata il “Quinto Giorno” (se siete interessati, qui non correte rischi e brutte sorprese. Questa la mia recensione). Cronologicamente, però, (ed io l’ho scoperto solo dopo) il diavolo nella cattedrale è molto meno recente de “Il Quinto Giorno”, pubblicato, per la prima volta, nel 2004. In ogni caso, niente a che vedere. Ne “Il diavolo nella cattedrale”, i personaggi sono spenti, timide macchiette che dovrebbero, invece, rappresentare chissà che. I dialoghi hanno poco senso e si limitano a chiacchiere davvero noiose, che poco o nulla aggiungono alla trama e difficili da seguire per chi legge (spesso sono riportati solo i dialoghi per numerose pagine senza inserire dei riferimenti su chi sta parlando).

Niente voti, quindi. Solo un consiglio: se potete, evitate.


 

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