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Radioactive: Marie e Pierre Curie. Una storia d’amore e contaminazione

radioactive recensione

Titolo originale: Radioactive: Marie and Pierre Curie, A Tale of Love and Fallout
Autrice: Lauren Redniss
Genere: Graphic novel/Saggio
Anno di pubblicazione: 2010
Titolo in Italia: Radioactive: Marie e Pierre Curie. Una storia d’amore e contaminazione
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Trad. di: Leonardo Rizzi

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di
Darrell Standing

Nel 1891 Marya Sklodowska, futura Marie Curie, lascia la Polonia per trasferirsi a Parigi dove incontrerà Pierre Curie e insieme daranno inizio ad una storia d’amore che segnerà il Novecento e il nostro presente.

I due insieme sono gli scopritori di due nuovi elementi, il radio e il polonio, che hanno permesso di sviluppare la ricerca sulla radioattività; riceveranno anche il premio Nobel per questo.

Il sogno finisce nel 1906, quando Pierre muore in un banale incidente.

Marie, pur straziata dal dolore, continua il loro lavoro e, nel 1911, conquista un secondo Nobel, prima persona in assoluto a vincerne due. La gioia per questa vittoria è accompagnata da quella di un nuovo amore che però porta anche problemi: si tratta infatti di un uomo sposato e per la morale dell’epoca ciò è inaccettabile. Marie anche in questo caso si dimostra essere una donna, oltre che geniale, forte ed estremamente moderna.

Il racconto della vita di Marie è intervallato dalle cronache di fatti successivi scaturiti dalle scoperte dei due Curie: la minaccia atomica, le applicazioni mediche della radioattività, il dibattito sull’energia nucleare.

Il tutto è corredato dalle illustrazioni realizzate da Lauren Redniss attraverso la tecnica della stampa cianotipica, che si ottiene mediante una particolare reazione chimica dovuta all’entrata in contatto di determinate sostanze con la carta e con la luce.

Radioactive è in breve la biografia illustrata di Marie e Pierre Curie, il racconto delle loro scoperte e dell’importanza che queste hanno avuto nella storia, di come una apparentemente semplice storia d’amore sia stata l’origine di pagine fondamentali della storia dell’umanità.

Non c’è dubbio che l’esperimento sia ben riuscito e che la storia incuriosisca e catturi il lettore.

Talvolta il salto dalla vita di Marie agli eventi successivi è troppo repentino, ma la lettura è tutto sommato piacevole e decisamente scorrevole, oltreché interessante e mai banale. Il tema peraltro, cosa da non trascurare, è comprensibile anche per un non appassionato di fisica o chimica come il sottoscritto. 

Il punto debole di questa graphic novel sono a mio avviso i disegni, che a me proprio non sono piaciuti. Pur consapevole del successo che hanno avuto tra critica e lettori, mi sento di andare controcorrente e dire che le illustrazioni sembrano realizzate da un ragazzino senza talento.

Non voglio essere impietoso, e per questo motivo mi preme sottolineare come io invece abbia apprezzato l’impaginazione originale e i colori che nelle intenzioni dell’autrice ricorderebbero il colore emesso dal radio.

Di contro, il punto forte del libro è la figura di Marie Curie, che emerge da queste pagine quasi come un’eroina che è riuscita a superare tutti gli ostacoli posti sulla sua strada, tranne le sue stesse scoperte che furono causa della sua scomparsa a soli sessantasei anni.

Si raccomanda, dopo aver letto il libro, la visione del film omonimo realizzato da Marjane Satrapi, con Rosamunde Pike nei panni della nostra Marie: gran bel film.

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