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Le quattro casalinghe di Tokyo

le quattro casalinghe di tokyo Natsuo Kirino

Titolo originale: アウト
Autrice: Natsuo Kirino
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 1997
Titolo in Italia: Le quattro casalinghe di Tokyo
Anno di pubblicazione ITA: 2003
Traduzione di: Lydia Origlia
Pagine: 652

Il turno di notte in una fabbrica di bento a Tokyo non ha proprio nulla di poetico.

È un luogo freddo, meccanico e il tempo è scandito unicamente dal ritmo alienante delle scatole di cibo da confezionare che si susseguono ininterrotte intorpidendo i muscoli e la mente.

È esattamente qui, tra i vapori della cucina e il silenzio spettrale delle ore piccole, che le vite di quattro donne si incrociano legate da un filo sottile di disperazione silenziosa.

C’è Yayoi, una giovane madre schiacciata da un matrimonio fallimentare e da un marito violento e giocatore d’azzardo; Masako, ex impiegata intelligente e distaccata che si rifugia in quel lavoro notturno per sfuggire a una famiglia anaffettiva (e a se stessa); Yoshie, oberata dal peso di accudire una suocera invalida e una figlia problematica; e infine Kuniko, viziata, sommersa dai debiti e ossessionata dalle apparenze, costretta a sgobbare duramente per sostenere il suo stile di vita sopra le righe.

Ognuna di loro porta sulle spalle il macigno di un’esistenza soffocata dalle rigide aspettative sociali e da routine familiari soffocanti, convinta che la propria vita sia ormai incanalata su binari immutabili.

E invece, basta un singolo, inaspettato istante di rottura, una notte in cui una di loro si macchierà di un crimine irreparabile, per spingere questo quartetto improbabile a varcare una soglia di non ritorno.

Cosa succede quando quattro donne apparentemente invisibili decidono di riprendersi il controllo della propria vita calpestando ogni regola morale?

Le quattro casalinghe di Tokyo apre a una discesa vertiginosa nei meandri oscuri e perversi dell’animo umano, un viaggio che cattura fin dalla prima pagina e scuote nel profondo.

Non ci troviamo di fronte a un thriller tradizionale, ma a un’analisi spietata, tagliente e senza filtri della psiche.

La vera calamita in questa storia di Natsuo Kirino sta nel suo totale rifiuto di edulcorare la realtà: non ci sono eroine in cui rispecchiarsi né facili giustificazioni alla perversione o alla violenza umana; al contrario, i personaggi vengono messi a nudo con tutte le loro zone d’ombra, le loro meschinità e le loro fredde determinazioni risultando incredibilmente reali e disturbanti nella loro autenticità.

Personalmente sono rimasta a lungo combattuta sul voto esatto da assegnare a questo romanzo: se optare per un solido 4,75 o rischiare il 5/5.

Da una parte ho trovato assolutamente straordinario il modo in cui l’autrice modella e delinea anche i profili più complessi e spigolosi senza edulcorare la natura umana; dall’altra il finale lascia addosso una sensazione di gelo, quasi straniante nella sua freddezza, che ti costringe a riflettere a lungo anche molto tempo dopo aver chiuso l’ultima pagina.

Una lettura memorabile, cruda come una lama, che scava dritta dove nessuno vorrebbe mai guardare.

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