Dentro l’acqua recensione

Titolo: Into the Water
Autrice: Paula Hawkins
Anno di pubblicazione: 2017
Genere: Thriller
Titolo in Italia: Dentro l’acqua
Anno di pubblicazione ITA: 2017

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Nello stagno dal pittoresco nome di “delle annegate”, Libby pare oggetto di una tortura tanto antica quanto terrificante: essere immersa in acqua, sollevata e abbassata di nuovo fino a quando il respiro non si spegne.

Non sappiamo altro di lei per il momento, ma, nell’agosto 2015, Nel si getta, senza spiegazioni e addii, nella parte più bassa del fiume: proprio lo stesso stagno delle annegate.

Tocca alla sorella Jules occuparsi della nipote Lena rimasta sola. La ragazza, tuttavia, non sembra così disposta ad accettare una zia estranea e bugiarda, mai realmente presente nella sua vita.

Nella cittadina di Beckford, però, non si è trattato dell’unico caso legato all’acqua, a una donna e a una morte improvvisa, sospetta e dolorosa. E c’è qualcuno che sa: Nel ha lottato prima di affondare tra le acque… non si è semplicemente «buttata».

Non solo: Nel stava scrivendo un libro sul fiume e sullo Stagno delle Annegate; stava cercando notizie e unendo tutti i dati; stava rivangando un passato; stava scoprendo segreti e non tutti a Beckford erano felici di questa sua ingerenza.

E se il suo lavoro avesse dato fastidio a qualcuno? E se Nel avesse trovato il mistero dentro l’acqua, ma questo mistero l’avesse inghiottita?

Dopo la prova – per me scarsina, ma obiettivamente di successo – de “La ragazza del treno“, Paula Hawkins torna alle prese con un nuovo thriller.

Questa volta ci troviamo in un paesotto inglese: Beckford. Qui acqua, streghe e un profondo maschilismo si mescolano da secoli creando leggende e ricordi dolorosi (per qualcuno, affascinanti).

Jules torna nel luogo d’infanzia per ritrovarsi una sorella (pare) suicida da dover identificare, una nipote praticamente estranea e molto ostile a cui dover badare e parecchi demoni personali che tornano a riaffacciarsi a ogni angolo della casa familiare.

Devo ammettere che si nota un bel salto di qualità per quanto riguarda la “voce” e i punti di vista dei personaggi (nella mia recensione de “La ragazza del treno“, mi ero infatti lamentata che non si avvertiva un cambio di registro corrispondente al cambio di narratore).

Qui ammetto che questa problema è stato affrontato e la questione “voce” dei personaggi è sicuramente maturata.

I personaggi che prendono la parola in prima persona sono più numerosi e anche più variegati. Ad esempio, Jules (la sorella), Lena (la figlia) e Erin (la poliziotta) fortunatamente vedono le cose in maniera diversa e la seconda infagotta le sue frasi di parolacce da brava adolescente arrabbiata (Erin la segue un po’ in questo, ma poi recupera l’aplomb di poliziotto); mentre la zia Jules è più pacata nella sua esposizione rivolta direttamente alla sorella scomparsa.

Dall’altra parte, una rosa di comprimari, ognuno con la sua “faccenda-poco-chiara” da nascondere, viene, invece, seguito dal narratore onnisciente.

Poi c’è Nel (la-non-siamo-proprio-sicuri-che-si-sia-suicidata) che si compone nell’immaginario del lettore grazie ai ricordi della sorella, dai quali traspare una ragazzina spietata, ossessionata dall’acqua e dalle morti per annegamento, perfetta solo in superficie… ma non solo.

Nella conduzione della storia, tuttavia, si ricade un pochetto negli stessi errori presenti ne “La ragazza del treno” (troppa prevedibilità, qualche scena un po’ “da Hollywood”, calo d’intensità con il progredire del libro, personaggi simili per genere – nel senso che continuo a trovare più approfonditi e meglio realizzati i personaggi femminili).

Tutto sommato, però, l’ho trovata meglio condotta: lo stesso passaggio tra la decina di personaggi più variegati dona indubbio movimento alla storia.

Prima d’arrivare alla conclusione del romanzo (una per ogni personaggio… un po’ tirate per le lunghe per i miei gusti), c’è tempo anche per soffermarsi con un certa dolcezza sui difficili rapporti umani: le incomprensioni e i rancori che queste scatenano, i segreti e le animosità, le frasi non dette e i sentimenti repressi.

E affronta anche, senza superficialità e senza scadere nel melenso, la difficile situazione delle donne spesso vittime di attenzioni indesiderate, colpevoli a prescindere di “aver attirato” la violenza con il loro comportamento provocatorio, ma talvolta anche semplicemente succubi di un uomo autoritario.

Insomma, non griderei al miracolo letterario nemmeno questa volta, ma sicuramente lo trovo un buon passo avanti da parte di un’autrice capace di rimboccarsi le maniche e migliorarsi.

Una lettura comunque piacevole e interessante per il modo in cui si giostra tra l’acqua e i segreti umani.


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Dentro l’acqua

Dopo La ragazza del treno, torna Paula Hawkins con Dentro l’acqua.

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare.
Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite.
Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.
Con la stessa voce che ha incantato i diciotto milioni di lettori de La ragazza del treno, e la stessa capacità di spiare le vite degli altri, Paula Hawkins ci regala un thriller incredibilmente avvincente, che vi farà girare le pagine in modo compulsivo, fino all’inaspettata, sconvolgente rivelazione finale.

L’autrice

Inglese, con un passato di giornalista, Paula Hawkins vive a Londra ed è l’autrice del bestseller internazionale La ragazza del treno, il “thriller dei record” che ha venduto più di 18 milioni di copie nel mondo in meno di due anni, e solo in Italia è arrivato a un milione, senza mai lasciare le classifiche.
Dentro l’acqua è il suo nuovo, attesissimo romanzo, che uscirà in più di quaranta Paesi ed è già considerato l’evento editoriale dell’anno.

 

 

Titolo: Dentro l’acqua
Autrice: Paula Hawkins
Genere: Thriller psicologico
Casa editrice: Piemme
Pagine: 372
Prezzo ed. cartacea: 19,50€
Prezzo ed. digitale: 10,99€

Qui puoi leggere la mia recensione!


In libreria dal 2 maggio 2017!


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la ragazza del trenoTitolo: The Girl on the train
Autrice: Paula Hawkins
Genere: Thriller (?)
Anno di pubblicazione: 2015
Titolo in Italia: La ragazza del treno
Anno di pubblicazione ITA: 2015
Trad. di: Barbara Porteri

Rachel è disperatamente sola (il marito l’ha abbandonata a favore dell’amante, con la quale ora ha una figlia; tutti e tre vivono allegramente nella stessa villetta, che si affaccia sui binari, dove abitava prima con Rachel), senza lavoro e con un grosso (grossissimo) problema con l’alcool (che abbastanza spesso la porta a fare una visitina molesta al suo ex marito e alla sua nuova moglie, Anna).

Ma Rachel ha anche una coinquilina adesso, alla quale ancora non ha confessato d’aver perso il lavoro.

Ogni mattina, quindi, la donna prende il treno per recarsi a Londra e fingere di avere ancora una vita. Nel suo tragitto, il treno passa proprio di fronte alla sua vecchia abitazione e Rachel non può far a meno di sbirciare… la casa accanto (perché per guardare la sua c’è ancora troppo dolore).

Megan, quella della casa accanto, ha altri tipi di problemi, ma anche lei è senza lavoro. E con un grosso (grossissimo) problema in arrivo.

Infatti… Megan scompare.

Non si sa dove sia finita né cosa ne sia stato di lei, ma Rachel, troppo ubriaca per ricordare i dettagli, sa una cosa: sa di essere stata lì, in quel quartiere, proprio la notte in cui la donna è scomparsa. E Rachel sa anche, perché conosce già quella sensazione, d’aver fatto qualcosa di terribile.

logo commento

Per le prime pagine, ci troviamo alle prese con il caldo – abbiamo capito, grazie; basta una volta -, le sbirciatine nostalgiche alla casa dei vicini, il conseguente ricordo doloroso per la villetta abbandonata e l’amore tradito, l’attuale situazione depressa e la forte dipendenza dall’alcool, questo mucchietto di vestiti sporchi abbandonati al bordo dei binari (… per la serie: oh, non me lo sarei mai aspettata!).

Dopo la terza volta, con anche l’alternanza tra mattina e sera, che veniva ripetuta questa solfa stavo per mollare la lettura. Poi da Rachel passiamo a Megan e ricomincia la stessa solfa scandita dal treno con la differenza che la prima ci viaggia sopra e la seconda se lo vede sfilare davanti e anzi, per la verità, sembra quasi che lo aspetti in giardino per regalare al mondo dei passeggeri sul treno un frammento della sua vita.

[E, tra parentesi, non si capisce nemmeno a che distanza è ‘sto giardino: prima la distanza è tale da non poter scorgere nemmeno i lineamenti delle persone poi una qualche distorsione spaziale consente una vicinanza tale da distinguere la differenza tra un bacio a stampo e uno «vero».]

Ma la curiosità del clamore suscitato da questo libro è stata più forte: dovevo capire il motivo di tutto questo fermento attorno al libro.

Ora, l’idea alla base potrebbe anche essere simpatica – se non fosse che esistono già dei precedenti in stile “spia il tuo vicino”, ma qui lo fa da un treno, quindi è sicuramente diversissimo -, ma io non so dove viva l’autrice o se la situazione treni a Londra sia diversa da quella italiana.

Anche a me – penso alla maggior parte di noi – è capitato di essere pendolare di un treno che passava proprio in mezzo alla città e tante erano le case, i giardini, le terrazze che si affacciavano proprio sui binari.
Ma io non ci ho mai visto tutto questo affollamento.

Qui pare quasi descrivere un acquario per pesci e quelli sono lì pronti a mostrarsi al treno che passa (come se prendessero la rincorsa per mettersi in posa non appena il primo sferragliare si ode in lontanza). Un po’ difficile che questo accada tutti i santissimi giorni alla solita identica ora (anche perché i treni non sempre sono in orario ed è difficile riuscire a trovare libero sempre lo stesso posto nello stesso vagone,  soprattutto se si tratta di treni che viaggiano a orari di punta per i pendolari).

la ragazza del treno film 2

Comunque, la fissa che si prende Rachel a livelli (gravemente) patologici potrebbe anche essere realistica – non escludo, infatti, che la gente raggiunga livelli di pazzia mooolto più elevati -, tuttavia sono davvero tanti gli elementi che vengono forzati per realizzare la vicenda e pigiati insieme (in primis, la faccenda vedi sopra del treno; poi l’ubriacona, tradita dal marito, la quale si fissa con la casa dei vicini e ci passa di fronte ogni giorno; quell’altra, “la maniaca” per così dire, che sembra passare le sue giornate ad attendere il treno in giardino; lo psicologo privo di senso etico e professionalità – o meglio con senso etico e professionale che si attiva a scoppio ritardato – e che invece di curare s’approfitta della malattia; il quotidiano online ficcanaso; questa incomprensibile tendenza a sbilanciarsi in slanci di fiducia e a confidarsi con gli estranei – ma, a onor del vero, non è il primo libro in cui si confessano segreti e peccati a un emerito sconosciuto; questa controproducente attenzione per dettagli inutili… perché se mi punti sempre sugli stessi particolari è abbastanza evidente dove vuoi andare a parare; e di come tutta Londra sembri girare attorno a un unico quartiere pieno zeppo di psicopatici… insomma, Una serie di sfortunati eventi esiste già come libro e non è questo).

Alla fine è troppo… di tutto. Sono così tanti gli elementi buttati e mescolati insieme che il risultato finale è uno strambo pachtwork disarticolato che fa storcere il naso.

SPOILER (velato, ma pur sempre spoiler)!!

E la lunga e pedante “confessione” finale, oltre a essere a dir poco surreale considerando che dall’altra parte c’è uno che non esita ad alzare le mani e agire senza porsi molti scrupoli, è davvero fuori luogo. Il periodo in cui il cattivo perde tempo a confessarsi per poi essere interrotto dal provvidenziale intervento di un deus ex machina dovrebbe considerarsi concluso (o essere usato con più accortezza).

La vicenda alterna Rachel, Megan e Anna (la nuova moglie dell’ex marito di Rachel; niente spoiler, tranquillo/a, lo si scopre nei primi capitoli). Insomma, una tale oscillazione tra tre personaggi (caratteri, storie, pensieri, punti di vista) diversi, personalmente mi fa supporre anche l’arrivo di un cambio di registro per meglio rimarcare il passaggio a un nuovo narratore/punto di vista (perché per quanto simili di carattere, non è possibile pensare alla stessa maniera e esprimersi allo stesso modo).

E… ho immaginato male.

Lo stile resta lo stesso, non ci sono cambi di registro, modi di parlare o intercalare differenti, non pare di calarsi nella mente di un altro personaggio.

Il comparto maschile soffre della stessa omologazione e non ho visto tutta questa cura nel rendere dei caratteri approfonditi e studiati.

È evidente che, in questo romanzo, si vuol puntare alla storia con risultati alterni. Alla descrizione degli ambienti, ad esempio, è concessa solo qualche rapidissima frase.

la ragazza del treno film

Uno dei “pregi” di questa tipologia di libri è la scorrevolezza che accompagna uno stile e un registro di scrittura esile e basilare. Ovviamente, si tratta di una semplicità ricercata che consente al lettore di leggere il libro in pochissimo tempo, ma che, dal mio punto di vista, priva di qualunque caratterizzazione e soggettività lo stile dello scrittore e dalla scrittrice uniformandolo a un canone impersonale e scialbo.

Alla fine, ho l’impressione che si sia fatto molto rumore per nulla, vista la pubblicità serrata che è stata fatta a questo libro.

La storia, purtroppo, non mi ha colpito e, anzi, ho avuto la bruttissima sensazione che fosse stata costruita a tavolino con l’unico scopo di impressionare il lettore.
Il cambio di punto di vista tra le tre donne protagoniste, sebbene aggiunga movimento al racconto, non è stato purtroppo ben eseguito dal momento che non si avverte un cambio di registro nella narrazione quando interviene una nuova narratrice.

Insomma, in sé considerato è un gialletto, scontato e senza troppe pretese, buono solo per passare qualche ora senza troppi pensieri.

P.S. Le immagini nell’articolo sono prese dal trailer di lancio del film ispirato a questo libro (Emily Blunt interpreterà Rachel). Per i dettagli sul film, puoi consultare l’articolo de IlPost.

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festival letteratura mantovaArriva, dal 9 al 13 settembre, il Festivaletteratura di Mantova!

«Sempre più mi vado facendo persuaso che di certi aspetti di noi italiani noi stessi italiani non ne sappiamo niente di niente […]. Ora mi ritrovo a Mantova dove, in una serata di luglio, alcuni mantovani fecero la bella pensata d’organizzare una specie di “festa” della letteratura, da tenersi ogni anno sul finire dell’estate».

Andrea Camilleri

Nasceva nel lontano 1997 da un’iniziativa di semplici cittadini, e dopo quasi vent’anni, il Festivaletteratura è ancora qui ricco di eventi, narratori e poeti di fama internazionale. Ma non solo: percorsi guidati, spettacoli, reading, concerti…

Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Il programma è davvero ricchissimo di eventi:

  • laboratori di scrittura per grandi e piccini;
  • letture in piazza;
  • anteprime e approfondimenti culturali;
  • convegni con esperti e workshop

E gli ospiti?
Bè, anche qui non si scherza: Bianca Pitzorno, Tracy Chevalier, Paula Hawkins, Carlo Lucarelli, Paolo Poli, David Lagercrantz (autore del quarto capitolo che prosegue la saga di Stieg Larsson), Gino Strada, Simonetta Agnello Hornby, Mario Vargas Llosa (premio Nobel per la letteratura) e tantissimi altri (per un totale di 357!).

Per tutte le altre informazioni, ti rimando al sito ufficiale dell’evento.

E buone letture!


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