Concorso letterario Donna ieri, donna oggi, donna musa 2017

Premio Nazionale di Narrativa Donna ieri, donna oggi, donna musa copertina

Avevamo già avuto modo di parlare di questa occasione per aspiranti scrittori qui con la precedente edizione del premio nazionale di narrativa “Donna ieri, donna oggi, donna musa“, conclusasi di recente.

Il premio è patrocinato dall’associazione C.L.I.O., la quale, come spiega la sua presidentessa, «lavora sul ruolo della donna, sul contrasto alla violenza di genere, sull’empowerment femminile necessario a superare le discriminazioni di cui, ancora oggi, siamo vittime. Crediamo però nella grande capacità delle donne di riprendere le redini della propria vita magari anche attraverso la scrittura e quindi la condivisione.»

Oggi vi segnalo che il concorso riapre le sue porte a tutti gli scrittori – aspiranti e noti – con questa nuova edizione del 2017.

Le opere dovranno rispettare una lunghezza di 140.000/150.000 battute (spazi inclusi); devono essere inedite e sviluppare tematiche femminili.

C’è tempo per inviare il proprio scritto fino al 30 giugno 2017 ed è prevista una quota di partecipazione di 15,00€.

L’opera vincitrice sarà pubblicata gratuitamente da Fefè editore e l’autore/autrice riceverà 10 copie omaggio. La perfezione del volume sarà curata dalla scrittrice Loredana Limone, scrittore (“Borgo Propizio“; “E le stelle non stanno a guardare“) e socia onoraria dell’associazione.

La giuria di quest’anno sarà così composta:

  • Paola Malcangio, presidentessa dell’associazione C.L.I.O.;
  • Leonardo de Sanctis, editore;
  • Laura Bonalumi, scrittrice;
  • Roberto Spoldi, responsabile Gruppo di Lettura di Segrate;
  • Monica Autunno, giornalista.

Per tutte le altre informazioni, visita il sito dell’associazione.

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13 Donne a Tavola recensione

recensione 13 donne a tavolaTitolo: 13 Donne a Tavola
Autrici: AA. VV. (*)
Genere: Racconti
Anno di pubblicazione: 2015

– Ho ricevuto una copia di questo libro dall’ufficio stampa in cambio di un’onesta recensione –

«Scrivere, di indubbio valore terapeutico e liberatorio, fa bene qui e qui, possiamo dire indicandoci cuore e testa, e imitando lo storico testimonial di una nota marca di tè. […] Nel nostro piccolo, quando dai fornelli veleggiano profumi stuzzicanti, anche a noi viene voglia di ricreare, con carta e penna dopo che con mestolo e tegame, le nostre atmosfere gastronomiche.»

– Dalla prefazione di Loredana Limone

Tredici storie (e altrettante ricette) per tredici scrittrici. Il filo conduttore di questi racconti? Il cibo, anzi: il mangiare e il condividere, il gustare i sapori della buona cucina ed il saperne apprezzare ogni sfumatura dolce o amara.
L’idea nasce da un progetto particolare (e credo, forse, unico nel suo genere) di Loredana Limone (scrittrice della quale ho già avuto modo di raccontarti qui). Nel 2005 nasce, infatti, il laboratorio di scrittura creativa “Sapori Letterari” (al quale non si può non pensare con affetto dopo aver letto di Belinda e Letizia nelle storie di Borgo Propizio). Il laboratorio si occupa di legare la scrittura e la cucina in un indissolubile binomio.
Così, i racconti presentati in questa raccolta sono stati selezionati tra i migliori creati durante l’attività del laboratorio letteral-culinario. Ad ognuno di essi, segue la ricetta.
Alcuni nomi noti (oltre, ovviamente, alla stessa Loredana Limone, anche quelli di Erica BauermeisterValeria Palumbo e molte altre) fanno da “madrine” a tredici “esordienti”, che direi se la cavano egregiamente.
Alcuni racconti sono davvero originali, intriganti, spiritosi; sanno emozionare e coinvolgere il lettore. La ricetta che li conclude, poi, è l’ideale per aggiungere quel tocco finale che, spesso, manca nelle narrazioni: il gusto.
Mi sono immaginata, poi, al fianco della nipote di Oriele a preparare un ragù in suo onore, con lo sfrigolare della pancetta nella padella e tutti gli aromi mescolati sollevarsi assieme lasciando nell’aria l’odore di casa e familiarità; ho assaporato tutte gli odori delle mille spezie sconosciute nella cucina de Le Tre Sorelle; ho sorriso al pensiero del sublime profumo, meritevole di una recensione con i fiocchi, che il critico gastronomico assapora nella cucina di Giacomo, La Rana Rosa; ma ho anche sofferto al pensiero dei mille profumi di ottimi manicaretti che non potrò mai assaggiare (proprio come la sconosciuta con il frigorifero affettuoso) e ho desiderato finalmente provare il piacere dolce amaro delle ciliegie per liberarmi del mio patire proprio come Theresa.
E alla fine di tutto: la ricetta che, oltre a farteli assaporare gli odori, te li fa anche mangiare e gustare!
Dopo questi racconti, alcune pietanze non avranno più lo stesso sapore e sono sicura che alcuni di noi guarderanno il cibo con un occhio diverso.

L’importanza di questo progetto, comunque, non si limita al duo tra testo e mangiato. Parte degli incassi delle vendite, infatti, sarà devoluto in beneficenza al Centro Aiuto Donne Maltrattate di Monza.

centro aiuto donne maltrattate

Consigliato: Sì.


 (*) Erica Bauermeister, Laura Bonalumi, Elena Chigiotti, Cecilia Fraccon, Loredana Limone, Betti Magni, Paola Monguzzi, Valeria Palumbo, Laura Rangoni, Cristina Rava, Annarita Sabbatini, Roberta Schira, Francesca Viganò.

E le stelle non stanno a guardare recensione

recensione e le stelle non stanno a guardareTitolo originale: E le stelle non stanno a guardare
Autrice: Loredana Limone
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2014

Preceduto da:
– Borgo Propizio

Seguito da: 
– Un terremoto a Borgo Propizio;
– La felicità vuole essere vissuta.

– Ho ricevuto una copia di questo libro dall’ufficio stampa in cambio di un’onesta recensione –

Benvenuti a Borgo Propizio (o, forse, sarebbe meglio dire bentornati!).

Si respira un’aria particolare qui, quasi magica; lo dice persino il volantino dell’agenzia Viaggi Propizi!

Lì, in piazza, c’è la latteria (“Fatti mandare dalla mamma”) che Belinda co-gestisce con la vulcanica prozia settantenne Letizia e, a pochi metri di distanza, l’edicola di Dora, la vera fonte di notizie e pettegolezzi… altro che La Voce del Castelluccio (=il giornale del borgo).

Nel municipio troviamo il sindaco Felice, di nome e di fatto per aver riportato il borgo agli antichi fasti propizi.

Assieme a lui, l’assessore Conforti e Ornella intenti (più la seconda che il primo) ad organizzare un festival di cultura (per l’inaugurazione della biblioteca cittadina) al quale urge al più presto trovare un nome.

I comprimari non finiscono qui: ci sono le sorelle Marietta e Mariolina, quest’ultima di ritorno da una crociera con il marito Ruggero; ci sono Claudia e Cesare, genitori di Belinda; c’è anche il maresciallo Saltamacchia non solo eroe del borgo per aver scacciato il fantasma (in un’altra puntata), ma perfino scrittore promettente; c’è Virginia che gestisce l’albergo Rimembranze, mentre aspetta e, soprattutto, spera nel ritorno del figlio dall’Inghilterra (dove abita ormai da anni, senza alcun accenno a nostalgie per casa).

E poi c’è Antonia in fuga da antichi spettri che non riesce ad allontanare.

Il Borgo unisce tutti questi personaggi e ne trasforma alcuni, seguendo le loro storie di vita quotidiana.

Prima conoscenza con Loredana Limone. Il mio naso arricciato verso gli autori italiani deve qui cedere il passo ad un sorriso e ad un complimento sincero.

Lo stile è curato e, soprattutto, personale. Le atmosfere del borgo sono ben descritte: bastano pochissime pagine per essere già completamente circondati dai muri di Borgo Proprizio ed immersi nelle sue viuzze, magari di passaggio sotto Arcus Propitius. A volte, manca qualche descrizione in più che potrebbe aiutare a caratterizzare meglio gli ambienti, ma immagino si tratti di una scelta per non annoiare il lettore che questi luoghi ha già imparato a conoscere.

Dal momento che si tratta di un romanzo corale, l’obiettivo narrativo si sposta agilmente, quasi come una macchina da presa, seguendo ora uno ora l’altro personaggio e calandosi completamente nel suo modo di pensare.

È un po’ come affacciarsi da una finestra e vedere quello che accade in strada: stralci di vita che si intrecciano, talvolta toccandosi e unendosi talvolta ignorandosi reciprocamente. Così è un po’ anche questo libro: scorrere le pagine del libro e leggere una parentesi nella vita dei personaggi.

Mi dispiace un po’ non aver letto il primo romanzo dedicato a Borgo Propizio, perché scommetto che avrei guardato i personaggi (e il Borgo) in un’ottica diversa e con maggiore affetto.

In ogni caso, la lettura si segue ugualmente bene e l’aver saltato il primo titolo del ciclo (anzi, delle storie) di Borgo Propizio non pregiudica in alcun modo la lettura.

valutazione e le stelle non stanno a guardare


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