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L’opale perduto

Titolo originale: The orphan’s song
Autrice: Lauren Kate perduto
Genere: Romanzo
Anno di pubblicazione: 2019
Titolo in Italia: L’opale perduto opale
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Maria Concetta Scotto di Santillo

– Ho ricevuto una copia di questo libro –

Quando una storia viene ambientata a Venezia tra il ‘7/’800, acquista per me una sfumatura di fascino e mistero assolutamente irresistibile.

Con il suo nuovo romanzo (in, n.b., volume unico), Lauren Kate torna, dopo l’acclamata saga di Fallen, per portarci per la precisione nel 1725 (e ss. perché i protagonisti crescono lungo la strada).

Le calli sono invase da maschere tutto l’anno, i canali riecheggiano dei coloriti scambi dei gondolieri, i signori folleggiano nelle loro favolose case sull’acqua.

Ma c’è pure un altro lato meno pittoresco e frivolo di una Venezia i cui protagonisti sono i dimenticati e gli abbandonati.

Una parte di questi viene raccolta nell’Ospedale degli Incurabili. Qui i ragazzi e le ragazze (rigidamente separati per evitare qualunque tipo d’incontro) avranno un tetto sulla testa, ma starà a loro continuare a lavorare duro una volta cresciuti per mantenerselo.

Le ragazze, in particolare, saranno lanciate verso una sfavillante carriera musicale; SE non saranno all’altezza, però, il loro destino sarà quello di rimanere nell’ombra e sperare che l’Ospedale le “assuma” quali domestiche o “zie” mantenendole all’interno della struttura.

Troviamo Violetta proprio in questo momento di svolta: entrare nel coro oppure…

In realtà, ritroviamo Violetta perché l’avevamo già conosciuta bimba assistere (non vista e per caso) alla posa di un bambino circa della sua stessa età nella ruota degli innocenti, all’ingresso dell’Ospedale; episodio che la ragazza non riesce a dimenticare e di cui ancora le è rimasta impressa la canzone della madre per il bimbo. perduto

Insomma, poi ovviamente all’interno della storia ci sono altri personaggi e altre vicende, per esempio c’è Mino, la sua innata predisposizione per la musica e i violini in particolare e il suo fortissimo desiderio di ritrovare la madre; c’è Laura, l’amica/spalla fidata di Violetta…

… e, forse, uno dei guai sta proprio qui: una serie di altri personaggi che si limita a ricoprire il classico ruolo che da loro ci si aspetta senza ulteriori approfondimenti di sorta: l’amica (alla quale si può far tutto senza che s’offenda, s’ingelosisca o s’indisponga), la nemica (per antipatia a pelle e per privilegi di nascita), la mentore (che si eclissa proprio nel momento più propizio), l’altra (che fa la fine che si ci aspetterebbe da personaggi buoni ma di troppo), l’altro (che fa la fine che si ci aspetterebbe da personaggi non propriamente buoni ma ugualmente di troppo).

Tutti questi cliché si ripercuotono poi sulla storia che non spicca, purtroppo, per originalità.

L’opale perduto è una lettura forse più adatta a un pubblico giovane che potrebbe magari ritrovarsi negli struggimenti e nei dubbi dei protagonisti.

Io, pur avendone apprezzato le fascinose atmosfere veneziane, non mi sono purtroppo sentita coinvolta come avrei sperato.

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