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L’alba del mondo recensione

recensione l'alba del mondoTitolo originale: The Aftermath
Anno di pubblicazione: 2013
Autore: Rhidian Brook
Genere: Romanzo storico
Titolo in Italia: L’alba del mondo
Anno di pubblicazione ITA: 2013

Lewis è colonnello in carica per la ricostruzione di Amburgo (siamo nel 1946). La città (la Germania, in generale) è stata divisa in più parti: ai russi le fattorie, ai francesi il vino, agli americani il panorama e agli inglesi le macerie. Ovviamente, Lewis è inglese («ufficiale dalla reputazione eccellente e con uno stato di servizio impeccabile»).
La guerra è stata inclemente con tutti (sia vinti che vincitori) ed il compito che spetta a Lewis non è per nulla facile: ricostruzione di quartieri completamenti rasi al suolo, baraccopoli da gestire, una popolazione affamata, bambini “randagi” senza più genitori, strane belve che si aggirano nei boschi intorno la città, famiglie distrutte e vite distrutte.
Ma prima un degno alloggio per il governatore Lewis. Per lui (e per la sua famiglia che l’uomo non vede da ben tre anni) è stata selezionata una villa meravigliosa, spaziosa, con colonne all’ingresso e interni pregiati. Il personale domestico della bella casa è a disposizione (sempre che il colonnello si senta di tenerlo, visto che sono tutti tedeschi) e il proprietario… sì, la casa ha già il suo proprietario: Herr Lubert. Quale sarà il suo destino una volta che la sua abitazione sarà occupata dall’ufficiale inglese? Trasferirsi (come è già avvenuto per altri sfortunati tedeschi) nelle baracche senza riscaldamento, senza acqua, senza nulla.
Lewis, però, è un uomo di gran cuore (non si può non volergli bene sin dalle prime righe) e non crede che tutti i tedeschi sia criminali. Così, ha una proposta da fare a Lubert, già pronto a lasciare la sua casa: una coabitazione. Inglesi e tedeschi sotto un unico tetto. Sarà possibile?

L’alba del mondo è un libro che parte molto bene. Davvero: le premesse per renderlo una grande lettura ci sono tutte. Tuttavia, più ci sia avvicina alla fine, più si allunga la curva discendente che, verso più o meno la metà del libro, cade nel prevedibile e nello scontato.
Partendo dall’inizio. Il narratore onnisciente ti aiuta a calarti nel punto di vista dei personaggi e compi i primi passi in questo mondo letterario, capendo perfettamente le ragioni e le motivazioni di ognuno di loro. Ottimo. Poi, però, questa cosa scade e la narrazione si fa meno attenta, le sue maglie si allargano fino a sconfinare nel “oh… me lo aspettavo”. Da lì, la tensione è scemata e ho cominciato a consideralo solo come una piacevole lettura.
Gli ambienti sono curati, anche se, verso la fine, cominciano ad essere dati un po’ per acquisiti e le descrizioni iniziano, quindi, a scarseggiare.
Insomma una lettura, dal punto di vista storico, sicuramente interessante, ma la cui trama non riesce a colpire e affascinare fino in fondo.

valutazione l'alba del mondo


 

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Preferiti & Consigliati – Marzo 2015

L’immagine di copertina e il titolo sono cambiati, ma la rubrica è sempre la stessa.
Ricapitoliamo assieme le letture di questo mese: i libri consigliati, i libri sconsigliati e quelli che nì… insomma.

Questo mese niente orrolibri! ^^
(E meno male che stavolta non faccio la figuraccia del mese scorso! XD).

Libri consigliati…

recensione elogio dei giudici«Non so se la parola “tribunale” abbia la sua radice etimologica nel numero tre, come l’assonanza potrebbe far credere: tribunale, perché è composto di tre giudici. Probabilmente l’etimologia è un’altra; ma un avvocato che non aveva l’obbligo di essere glottologo, alzandosi a parlare dinanzi a un tribunale in cui uno dei giudici s’era addormentato saporitamente, pensò che fosse più appropriato cercare l’etimologia, anziché nel tre, nel bis: e cominciò, rivolgendosi ai due veglianti: – Signori del Bibunale…-» [CONTINUA A LEGGERE…]


recensione la banalità del male«Goebbles aveva dichiarato nel 1943: “Passeremo alla storia come i più grandi statisti di tutti i tempi, o come i più grandi criminali”» [Hannah Arendt, La banalità del male, Saggi universale economica Feltrinelli, undicesima ed.,  2006]. Apro con questa citazione e con queste conseguenti considerazioni (che poi la stessa Arendt fa nel corso della trattazione con più proprietà di linguaggio e chiarezza di quella che userò io)… [CONTINUA A LEGGERE…]


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recensione la regola dell'equilibrio

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