Gli scomparsi di Chiardiluna

Titolo originale: La Passe-Miroir. Livres 2. Les Disparus du Clairdelune
Autrice: Christelle Dabos
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2015
Titolo in Italia: Gli scomparsi di Chiardiluna
Anno di pubblicazione ITA: 2019
Trad. di: Alberto Bracci Testasecca

Preceduto da:
Fidanzati dell’inverno

Seguito da: 
– La memoria di Babel
– capitolo quattro

Non è passato molto (per me) dai Fidanzati che già mi ritrovo a parlarvi del secondo capitolo dell’attraversa-specchi (questo per dire che si leggono che è una meraviglia, nonostante si parli di almeno 500 pagine!).

Per non rovinare la sorpresa a qualcuno, dirò solo che in questo secondo volume riprendiamo proprio da dove avevamo interrotto con il primo. E andiamo molto oltre…

Inutile dire che ho apprezzato gli evidenti richiami alla Rivoluzione francese e al regime dell’epoca con gli Stati generali diventati qui gli Stati familiari, i cahiers de doléances, ect. Da patita di questo periodo storico non ho potuto non apprezzare questa scelta della scrittrice (scelta che già comunque traspariva nel precedente volume).

Se il primo capitolo mi aveva sorpresa per i twist non canonici nello sviluppo della storia, qui devo dire di non aver avuto molte sorprese (ma forse solo perché ero già entrata nella dinamica della storia). Chiardiluna

Insomma, direi che confermo la mia opinione: personaggi interessanti e ricchi (anche se qui ci si concentra più sull’azione che i personaggi già li conosciamo); un ambiente variegato, intrigante e autonomo che qui comincia ad assumere contorni ancora più definiti e oscuri allo stesso tempo; una storia che continua ad essere interessante e a coinvolgere il lettore.

Avanti il prossimo!

 

Fidanzati dell’inverno

Titolo originale: La Passe-Miroir. Livres 1. Les fiancés de l’hiver Fidanzati dell’inverno
Autrice: Christelle Dabos
Genere: Fantasy
Anno di pubblicazione: 2013
Titolo in Italia: Fidanzati dell’inverno
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Alberto Bracci Testasecca

Ho chiuso il libro da poco e devo dire che non solo la storia ha superato le mie aspettative (e i miei pregiudizi visto il tam tam che si è fatto su questa trilogia), ma che mi ha anche sorpreso evitando di scivolare in alcuni twist che, invece, io avrei dati – maliziosamente – per scontati.

Ma per procedere con calma e senza spoilerare troppo una storia abbastanza blindata nonostante tutta l’attenzione ricevuta, protagonista de L’attraversa-specchi è Ofelia, giovane donna con un paio di talenti davvero eccezionali.

Il primo, non in ordine di importanza, è quello di saper leggere il passato degli oggetti (scoprendo le sensazioni, ad esempio, di chi li ha creati o tenuti in mano anche solo per un attimo); il secondo è quello che dà il nome alla saga cioè attraversare gli specchi.

E non aggiungo altro per non rovinare la lettura…

Insomma, come scrivevo poco sopra una storia non scontata con delle personalità molto forti e ben definite (e imprevedibili) e degli sviluppi ben congegnati.

I paragoni indicati in quarta di copertina e riferiti ad Hunger Games, Harry Potter e in particolare a Twilight fanno torto, dal mio punto di vista, alla saga della Dabos, che è stata invece in grado di creare un mondo con le sue caratteriste specifiche che non ha bisogno di raffronti o richiami.

[Per la cronaca, io mi ero sempre tenuta alla distanza dall’attraversa-specchi proprio a causa di questi paragoni. Non vedo molto di buon occhio il dover richiamare un libro per vederne un altro che non c’era proprio nulla]

In questo primo capitolo della storia, non solo si presentano dei personaggi interessanti e ricchi di sorprese, ma s’introduce anche un ambiente variegato, intrigante e autonomo.

Da queste ottime premesse mi aspetto adesso molto altro!

Le 500 pagine pesano solo fisicamente (nel senso che dopo un po’ stancano le braccia), perché la storia procede scorrevole e veloce.

Per concludere, una saga fantasy che consiglierei non solo agli amanti del genere, ma anche ai neofiti; una storia insomma che si sa far apprezzare dai più giovani ma sicuramente anche a noi più grandicelli.

Se proprio devo dirla tutta però, il finale bloccato in mezzo a una scena non mi piace mai troppo… meno male che avevo già a portata Gli scomparsi di Chiardiluna.