L’ultima volta recensione

Titolo: Gone again
Autore: Doug Johnstone
Genere: Thriller/Romanzo di formazione
Anno di pubblicazione: 2013
Titolo in Italia: L’ultima volta
Anno di pubblicazione ITA: 2018
Trad. di: Alessandra Brunetti

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Lo chiamano al telefono perché nessuno è andato a prendere suo figlio Nathan a scuola. Sarebbe dovuta andare sua moglie Lauren, maaaa… vabbè, un contrattempo ci può stare.

Passa del tempo, però, e nulla. Nessuna notizia. E Mark sta iniziando davvero a temere il peggio.

Tuttavia, sono passate solo sei ore… l’agente di polizia al telefono gli consiglia di star calmo e aspettare; sei ore, in ogni caso, sono troppo poche per denunciare una scomparsa.

Ma c’è qualcosa… qualcosa che ancora sfugge a Mark, qualcosa che non torna.

Come potrebbe, però, questa volta essere diversa dall’ultima volta? Quando Nathan era appena nato e Lauren, in piena depressione post-partum era fuggita, sparita per giorni e giorni lasciandoli soli?

Perché Lauren potrebbe essere fuggita di nuovo no?, proprio come l’ultima volta… in definitiva, Lauren e Mark hanno scoperto da poco di aspettare una bambina. E le cose per Lauren non potrebbero essere così felici e serene come lo sono, invece, per Mark.

Nulla da fare… CasaSirio resta semper fidelis al suo motto: storie che non puoi smettere di raccontare… né di leggere aggiungerei io.

E in questo romanzo di Doug Johnstone sembra, in realtà, di partire con un piatto “tutto nella norma“: in fondo, è “solo” una donna spaventata, magari depressa, che decide di sparire, di lasciarsi tutto alle spalle e poi… niente, poi la storia prende il via e non si può smettere di leggere!

Perché c’è molto più di una donna scomparsa: c’è una famiglia, ci sono dei rapporti deteriorati, un passato che galleggia irrisolto (e ormai irrisolvibile). E poi c’è la crescita di un padre; l’ira, la rabbia e la devastazione di esser stato lasciato solo… un’altra volta.

Ma c’è anche la confusione, la paura e il terrore crescente per una situazione troppo surreale, inspiegabile. C’è la crescita di un figlio; c’è un presente da difendere… e possibilmente conservare.

C’è una suocera con un’ordinanza restrittiva; ci sono le lotte e i bulletti; c’è un contorno, perché i drammi e i traumi che si vivono nel proprio personale non incidono minimamente sul resto del mondo; e ci sono le balene che, sullo sfondo, nuotano incontro alla morte seguendo con cieca fiducia la balena pilota.

Insomma, davvero un ottimo romanzo che coinvolge non sono per i toni sincopati simili a un thriller, ma anche per l’attenzione dedicata al rapporto di crescita condivisa padre-figlio.

L’ultima volta

Un thriller che è anche romanzo di formazione; un libro da 400mila copie nella sola Inghilterra. Il nuovo romanzo di Doug Johnstone: L’ultima volta

“Volevamo chiedere se fosse successo qualcosa, oggi nessuno è venuto a prendere Nathan”. 

Quando ti chiamano dalla scuola di tuo figlio sei al lavoro. Non è il tuo turno oggi, era Lauren a dover passare. Provi a chiamarla. Nessuna risposta.

Il giorno dopo non è ancora tornata. Non è la prima volta che tua moglie scompare, lo ha già fatto qualche anno prima, quando Nathan era piccolo e non poteva capire cosa stava succedendo, ma eri sicuro foste riusciti a superarla. La polizia dice di aspettare, darle tempo. Tornerà.

Tu però non ci credi. È successo qualcosa, ne sei sicuro. La devi trovare. Per te, per tuo figlio, per non perdere tutto quello che avete costruito.

L’autore

Doug Johnstone


Hanno detto di questo libro

«Devastante e commovente»
The Times

«Un noir strepitoso»
Ian Rankin


Titolo: L’ultima volta
Autore: Doug Johnstone
Genere: Thriller
Casa editrice: Casa Sirio
Pagine: 320
Prezzo ed. cartacea: 16,00€

 


Disponibile dal 16 novembre 2018!


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Lavoro sporco recensione

Titolo: Lavoro sporco
Autori: Jeffery Deaver, John Harvey, Doug Johnstone, Danny Gardner, Jedidiah Ayres, Anthony Neil Smith, Willie Meikle, Adam Howe
Genere: Raccolta/Giallo
Anno di pubblicazione: 2018
Trad. di: Seba Pezzani, Carlotta Spiga, Fernando Masullo, Alessandra Brunetti e Martino Ferrario

– Ho ricevuto una copia di questo libro in cambio di un’onesta recensione –

Ammetto di avere una debolezza verso CasaSirio: le scelte editoriali di questa casa editrice mi affascinano e, finora, non sono mai rimasta delusa.

E la nuova raccolta del Mucho Mojo Club si rivela una conferma.

Filo conduttore della raccolta il crimine e i suoi protagonisti: papponi, killer, impresari di pompe funebri, ma anche normalissimi ragazzi che si ritrovano, più o meno consapevolmente, in situazioni non proprio all’ordine del giorno.

Sarà un’affermazione scontata, ma anche i malviventi sono persone e, quindi, per sopravvivere devono stare al passo coi tempi; adeguarsi a Internet, ad esempio (come Bill, il pappone con un Alzheimer galoppante, protagonista del racconto “Gallina vecchia“).

Oppure suonando tragicamente su di un palco e raccogliendo solo schiamazzi (“Frankie, Dracula e il lupo mannaro“); o esponendosi per la propria famiglia (“Danny Gardner“); o per il bene della comunità (“Non si butta via niente“).

A proposito di quest’ultimo racconto a lui va la mia menzione speciale: Non si butta via nientedi Jedidiah Ayres è un racconto affasciante, scritto in prima persona in un stile frizzante e ironico (difficile da sostenere e quasi paradossale se si considera l’oggetto dei “traffici” del protagonista della storia, Wainscot, ma estremamente azzeccato).

Irriverente al punto giusto, il racconto inverte il punto di vista: in fondo, Wainscot è un imprenditore. Non fa altro che risparmiare per procurarsi maggiori utili; coinvolge altri imprenditori della zona creando nuova ricchezza da far circolare nella loro comunità.

Un uomo da ammirare… se solo sapeste cosa si nasconde dietro la faccia di uomo-per-bene, su cosa risparmia il grande-imprenditore, be’ non lo trovereste più così simpatico.

Altra menzione speciale a “Kid Cooper” di Adam Howe (che – ricordo – potete leggere gratuitamente qui).

“Capitano”, in un certo qual modo, della raccolta è sicuramente Jeffrey Deaver che, con il suo “La donna del mistero“, ci porta in Italia, a Milano per la precisione. Tra le strade della città, seguiremo un killer e il suo particolare modo di scegliere-la-prossima-vittima, la polizia e un’anonima signora in giallo.

Come accade in una raccolta, ci sono alcuni racconti più coinvolgenti di altri, ma complessivamente “Lavoro sporco” è una collezione di tutto rispetto che vi consiglio di leggere.

Lavoro sporco

Torna a CasaSirio il Mucho Mojo Club!
Tra gli autori «più cattivi» questa volta troviamo, tra gli altri, Jeffery Deaver, John Harvey e Doug Johnstone in “Lavoro sporco“. 

Tuo padre è stato il più grosso criminale di Chicago. Ora però è a San Quintino e ha deciso di collaborare. I suoi vecchi soci sono nei guai. Vogliono vendetta. E fuori dal carcere siete rimasti solo tu e tuo fratello.

Un serial killer si muove a Milano. Ha già ucciso quattro volte e non ha lasciato tracce. La polizia brancola nel buio. La quinta gola sta per essere tagliata. Qualcuno devo fermarlo. Sì, come?

Poi papponi con l’Alzheimer, pugili di frontiera in un’America ancora da farsi, becchini con qualche segreto di troppo e feste infernali da cui è impossibile sfuggire.

Otto maestri della crime fiction spalancano le porte della loro scrittura e celebrano il Mojo che si affaccia in ognuno di noi.

Gli autori

Jeffery Deaver, John Harvey, Doug Johnstone, Danny Gardner, Adam Howe, Anthony Neil Smith, Jedidiah Ayres e Willie Meikle.

Titolo: Lavoro sporco
Autori: Mucho Mojo club
Genere: Crime
Casa editrice: CasaSirio Editore
Pagine: /
Prezzo ed. cartacea: 15,00€

Leggi la mia recensione qui


Per ricevere in omaggio il racconto KID COOPER di Adam Howe, segui questo link e lascia il tuo indirizzo email. 

E se acquisti “Lavoro sporco” sul sito di Casa Sirio, riceverai in omaggio la shopping bag in edizione limitata del Mucho Mojo Club 😉


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