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10 consigli di scrittura da George R.R. Martin

Dal momento che l’idea mi pare molto carina (e, per alcuni pure, utile) ed è stata anche apprezzata, approfondiamo la questione dei consigli di scrittura forniti da autori che, dopo un lungo cammino, sono finalmente riusciti a realizzare il loro importante sogno.

Dopo aver parlato di J.K. Rowling, continuiamo il nostro giro nei consigli di scrittura con George R.R. Martin, famoso e acclamato autore della saga de Le Cronache del ghiaccio e del fuoco (da cui è stata tratta la serie televisiva Il Trono di spade), Wild Cards, ect.

Puoi trovare i consigli in lingua originale, leggendo questo articolo di Tale of success. Un’altra parte dei consigli, invece, viene direttamente dal suo blog, tramite il quale Martin risponde a domande dirette.

consigli di scrittura - george r.r. martin

1. «La cosa più importante per un aspirante scrittore/scrittrice, è leggere! E non solo quelle cose che stai cercando di scrivere, quel fantasy, quello sci-fi, fumetto o altro. Devi leggere tutto. […] Ogni scrittore ha qualcosa da insegnarti, nel bene o nel male. (E sì, puoi imparare dai brutti libri così come da quelli buoni ciò che non devi fare).»

2. «In un corso di scrittura creativa al college, il professore dirà, “Scrivi ciò che conosci”. E questo spesso è (mal)interpretato come scrivi una autobiografia appena velata. […] Ma penso sia corretto interpretare “Scrivi ciò che conosci” più a grandi linee. Stiamo parlando di verità emozionale qui. Stiamo parlando di raggiungere proprio quel punto che ti permetta di rendere reali i tuoi personaggi. Se stai scrivendo di come un tuo personaggio assista alla morte di un caro, devi scavare dentro te stesso/a, e dire “Hai mai perso qualcuno di caro?” Anche se si tratta solo di un cane che hai avuto quando eri bambino o qualcosa di simile. Tocca quella vena di energia emozionale. In un certo qual modo, non è poi così diverso da quello che gli attori fanno… Osserviamo le altre persone dall’esterno. L’unica persona che conosciamo profondamente dentro e fuori siamo noi stessi, e dobbiamo guardarci profondamente dentro per trovare il potere che rende la finzione reale.»

3. «Scrivi ogni giorno, anche solo una pagina o due. Più scrivi, migliore diventerai. Ma non scrivere del mio universo, o di quello di Tolkien, o della Marvel o di Star Trek o un altro background preso in prestito. Ogni scrittore ha bisogno di imparare a creare i propri personaggi, mondi e ambientazioni. Usare il mondo di qualcun altro è una via d’uscita pigra. Se non eserciti i tuoi “muscoli letterari”, non li svilupperai mai.»

4. «Preferisco lavorare con personaggi grigi piuttosto che bianchi o neri.»

5. «Ho sempre affermato – per semplificare – che esistono due tipi di scrittore. Ci sono architetti e giardinieri. Gli architetti fanno progetti prima di sistemare il primo chiodo, progettano l’intero edificio, dove corrono i tubi e quante stanze ci saranno, quanto alto sarà il tetto. Ma i giardinieri scavano semplicemente un buco e piantano un seme e guardano ciò che uscirà fuori. Penso che ogni scrittore sia in parte architetto in parte giardiniere, ma tendono comunque da una parte o dall’altra e io sono sicuramente più un giardiniere.»

6. «[Ci sono] alcune tecniche che ho imparato a Hollywood, dove le mie sceneggiature erano sempre troppo lunghe. “È troppo lungo”, diceva lo studio. “Taglialo di otto pagine”. Ma odiavo perdere buon materiale – scene, scambi di dialoghi, parti d’azione – invece avrei dovuto ricontrollare la sceneggiatura tagliando e stringendo rigo dopo rigo e parola dopo parola, eliminando il grasso e lasciando solo il muscolo. Ho scoperto che questo processo è così di valore che faccio lo stesso con tutti i miei libri dopo che ho lasciato Los Angeles. È l’ultima parte del processo. Crea un testo più compresso e forte, penso.»

7. «Tutta la finzione ha un certo ammontare di verità in esso tanto da renderlo potente.»

8. «Ho incontrato fin troppo spesso giovani scrittori che hanno cercato di iniziare con una storia o come trilogia o addirittura come una serie di nove libri. È come iniziare a praticare l’arrampicata su roccia scalando il monte Everest. Brevi storie di aiuteranno a imparare il mestiere. Sono il luogo giusto per fare gli errori che qualunque scrittore alle prime armi farà.»

9.«Sono convito che uno scrittore impari qualcosa da ogni storia che scrive, e quando provi cose diverse, apprendi lezioni differenti.»

10. «Qualunque cosa tu faccia… buona fortuna. Ne avrai bisogno.»


Aspirante scrittore? Eccoti 13 consigli di scrittura da J.K. Rowling!

Scrivere è questione di molte cose così ben riflullate insieme tanto da creare qualcosa di magico. È questione di disciplina, di metodo, di costanza… e di evitare accuratamente il terribile blocco dello scrittore. E non è semplice, soprattutto in un mondo editoriale come quello italiano; un mondo piccolo con un analfabetismo funzionale al 47% [fonte: Wikipedia], un mondo già saturo di migliaia di centinaia di proposte.
Ma scrivere è una passione e tutte queste difficoltà non sono davvero sufficienti per fermare qualcosa di così profondamente vitale.
Scrivere è anche leggere e imparare dai migliori.

Butle.com ha fatto una raccolta davvero peculiare: tredici consigli di scrittura direttamente da J.K. Rowling. La traduzione dei consigli è fatta da me, ma se preferite l’originale, trovate questi consigli in inglese cliccando qui.

Cominciamo!

consigli di scrittura da J.K. Rowling

1. «Sii spietato/a nel proteggere i giorni dedicati alla scrittura, vale a dire non cedere alle infinite richieste di “essenziali” e “non rimandabili” riunioni in quei giorni. La cosa divertente è che, anche se la scrittura è il mio attuale lavoro da molti anni ormai, ho ancora l’impressione di dover combattere per avere del tempo in cui farlo. Alcune persone non sembrano capire che mi devo ancora sedere in pace e scrivere i libri, credendo a quanto pare che questi spuntino fuori come funghi senza la mia connivenza. Devo quindi custodire il tempo assegnato alla scrittura come un Ungaro Spinato custodisce il suo primo uovo.»;

2. «Devi lavorare. Si tratta di struttura. Si tratta di disciplina. È tutte quelle cose terribilmente noiose che il tuo insegnante di scuola ti disse d’averne bisogno… Ne hai bisogno.»;

3. «Ho smesso di fingere con me stessa d’essere qualcosa di diverso da quella che ero, e ho cominciato a concentrare tutte le mie energie nella rifinitura dell’unico lavoro che contava per me.»;

4. «Scrivi qualcosa che conosci: i tuoi interessi, sentimenti, credenze, amici, famiglia e anche animali domestici saranno perfetto materiale grezzo quando comincerai a scrivere. Sviluppa una certa predilezione per la solitudine, perché scrivere è una delle professioni più solitarie al mondo!»;

5. «Hai bisogno di scrivere qualcosa che un editore possa voler pubblicare (ce ne vuole uno solo, ma ci potrebbero volere anni per trovarne uno. Se sei cassato/a da ogni singolo editore esistente, dovresti considerare la possibilità che quello che hai scritto non è pubblicabile). Successivamente, hai bisogno di avvicinarti alla casa editrice o direttamente o (il che è consigliabile se puoi gestirlo) attraverso un agente letterario che agirà per conto tuo. Il modo migliore per trovare gli indirizzi di un agente e di un editore è consultare “The Writer’s and Artist’s Yearbook” [n.d.t.: non saprei se, in Italia, esiste un almanacco simile. Nel caso puoi leggere questo articolo.], aggiornato ogni anno (questo consente un doppio controllo che stai scrivendo alla/e persona/e giusta/e; non mandare, per esempio, fantascienza a un editore di manuali di medicina). Aspetta. Prega. Questo è il modo con cui ho pubblicato Harry Potter.»;

6. «A volte dovrai approfittare dei momenti liberi un po’ in qua e in là per scrivere.»;

7. «Consiglio sempre i bambini che mi chiedono suggerimenti su come essere uno scrittore di leggere quanto più possibile. Jane Austen ha dato un giovane amico lo stesso consiglio, quindi sono in buona compagnia.»;

8. «La perseveranza è assolutamente essenziale, non solo per scrivere tutte quelle parole, ma per sopravvivere ai rifiuti e alle critiche.»;

9. «Ciò che scrivi diventa ciò che sei… Per cui sii sicuro/a di amare ciò che scrivi!»;

10. «Tutto quello di cui uno scrittore ha bisogno è talento & inchiostro.»;

consigli di scrittura

11. «Il fallimento è inevitabile – fanne una forza.»;

12. «Devi rassegnarti al fatto che sprecherai un sacco di alberi prima di scrivere ciò che ti piace veramente, e questo è il solo modo. È come imparare uno strumento, hai dovuto prepararti a lungo colpendo anche le note sbagliate di tanto in tanto o spesso, perché io scrissi un sacco di cose terribili prima di potermene dire fiera.»;

13. «Scrivo solo quello che voglio scrivere. Scrivo ciò che mi diverte. È completamente per me stessa.».


Perché leggere Il dono della fata di Gail Carson Levine

Qui si parla si svariati anni fa… in un tempo in cui c’era una collana interamente dedicate alle giovani ragazze (non so se hai mai avuto modo di vedere, ma era quella con la costola rosina della Mondadori: Gaia), in cui le storie narrate avevano un messaggio ed erano scritte da autori/scrittori e non da fugaci astri del web (ovviamente, dico questo senza alcun intento polemico… mi limito a riportare i fatti).
Non c’era, in questi volumetti, il classico tam tam lui/lei, sesso, difficoltà a impegnarsi, sesso, terzo in comodo (che poi quanto in comodo non ci è mai dato saperlo bene)… ho già detto sesso?

Insomma, questo periodo così diverso da quello cui ci stiamo quasi assuefando oggi (dio quanto mi spaventa adesso aver letto Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood), era un idilliaco momento in cui il chiodo fisso non era alla copulazione, ma all’accettazione e alla crescita di se stessi. Le eroine non erano invincibili erano brave a fare holliwoodiane acrobazie (e a mantenere la messa in piega!); ma non erano nemmeno delle irritanti dodde imbranate, buone solo a cadere tra le braccia del belloccio di turno.

Lo so, lo so… Sto parlando di tempi andati, ma non dimenticati.

Ecco il perché del mio intervento.

Vorrei che, in qualche modo, fosse possibile recuperare una determinata letteratura per ragazzi, una che comunichi (o almeno provi a comunicare) qualcosa di sensato senza lanciare il messaggio che per essere qualcuno nella vita devi per forza farti il dono della fata - edizionisupportare da qualcun altro o essere Lara Croft in versione adolescente.

Quindi, ecco il mio suggerimento: Il dono della fata.
Come dicevo il libro è datato (1997) e credo sia molto difficile trovarlo ancora disponibile in qualche negozio o online (purtroppo, temo sia ormai fuori catalogo… ovviamente).
Esistono anche due libri che fanno parte della saga (The Two Princesses of Bamarre e Fairest), ovviamente inediti in Italia (e sui quali non posso garantire non avendo mai avuto la possibilità di leggerli… all’epoca non sapevo ancora leggere in lingua, dannata me!).

Credo che Ella Enchanted (o, come è arrivato in Italia, Il dono della fata) abbia ricevuto nuova linfa a seguito dell’uscita del film (che, comunque, come spesso accade, ha poco a che vedere con la versione letteraria), nel 2004, con una giovanissima Anne Hathaway nel ruolo della protagonista, Ella. Se te lo stai chiedendo: non guardare il film (nonostante tutti gli attori siano davvero bravissimi)… il libro è meglio!

Ma, insomma, sto girando attorno a Il dono della fata e ancora non ho detto di cosa parla!

Ella vive in un mondo in cui giganti, maledizioni e fate madrine non sono magiche attrazioni di uno strambo caravanserraglio, ma sono parte della comunità. Anzi, ricevere doni dalle fate madrine alla nascita di un bimbo è cosa normalissima. Insomma, veniamo alla nascita di Ella. Anche lei riceve il suo dono da una fata molto particolare. La buona donna le regala: l’obbedienza. Sì, niente bellezza, ricchezza, chiacchierare con gli uccellini e menate varie. No. Ella sarà obbediente. A chiunque. Sempre. In qualunque circostanza. Anche se qualcuno le dovesse dire: “Ella, buttati nel pozzo!”. Lei eseguirà.
Ovviamente, la fata non si rende conto dell’assurdità e della pericolosità del dono e la ragazza cresce sforzandosi disperatamente di battere questa maledizione, ma ogni suo sforzo pare inutile. E la situazione non è resa meno piacevole dall’antipatica matrigna e dalle sorellastre (l’ho detto che si tratta di uno dei primissimi retelling della favola di Cenerentola? Questo non vuol dire che Ella stia ferma ad aspettare il principe che la baci, salvandola dalla sua maledizione).

Insomma, una lettura consigliata a un pubblico stanco delle solite “eroine” affascinanti e mai consapevoli della loro capacità di rintuzzare il testosterone; delle eroine tonte ai limite della stupidità e che riescono comunque.


Scopri altri suggerimenti di lettura 


 

Jane Austen – 3 libri consigliati

jane austen libri consigliatiLo so… Lo sapevi; te lo aspettavi che sarebbe arrivato questo giorno… Era troppo evidente. Tutto quel parlare di Jane Austen investigatrice e poi quei discorsi sul fare addirittura shopping con Jane Austen!
Il momento fatidico è, quindi, arrivato.

Eccoti i miei libri consigliati scritti dalla cara Jane Austen.

Ma prima… Un po’ di storia. O almeno la mia storia con la Austen (tanto è inutile che mi ripeta: la vita di Jane Austen è stata descritta in ogni salsa e rischierei solo di ammorbarti con le mie solite baggianate e sviolinate. Se sei interessato/a ai dettagli, guarda qui).

Tutto comincia qualche (parecchi… sic!) anno fa, quando ancora frequentavo il liceo.

La Austen mi fu presentata come “quella che scrive di donne che stanno in casa”.  Quindi, non è che mi fosse stato trasmesso molto entusiasmo.

All’epoca poi ero nella mia fase: “sono femminista, che nessuno mi parli di donne succubi, chiuse in casa a pensare solo ad un buon partito”.

Poi, non ricordo nemmeno come, vidi il film di Orgoglio & Pregiudizio (quello dove Keira Knightley è Lizzy) e mi sono detta: “Cavolo, che caratterino… Non è possibile!”.

Così una mia amica mi regalò il libro e… wow!! Da quel momento viene un periodo dell’anno in cui mi devo prendere la mia c.d. “Pausa Jane“.

Perché?

Perché la Austen è riuscita a rendere i suoi personaggi femminili forti e carismatici, indipendenti (nell’Inghilterra di fine ‘700!!!!!!), talvolta anche sfacciate (ogni tanto vorrei avere la stessa verve di Emma). Non necessariamente belle (Fanny combatte con la sua intelligenza), ma forti, capaci di reggere ad ogni tempesta.

Ed è anche per questo che mi piace: è riuscita a cogliere un modello di donna immortale! È riuscita a scavare nel profondo intimo di ogni donna e a renderlo noto a tutti senza, però, scadere nel melenso.

Così, veniamo ai libri consigliati (che, poi, corrispondono ai miei preferiti… anche se non è stato per nulla semplice scegliere i migliori tre! >.<).

In verità, ti consiglierei di leggere tutti i romanzi della Austen (in totale sono sei), ma mi rendo conto che il tempo, gli impegni quotidiani e altri intoppi non consentano di leggere tutto quello che si vorrebbe.

Buone letture!

Orgoglio e pregiudizio
(scontatissimo =p)

orgoglio e pregiudizio


Mansfield Park

mansfield park


 Emma

emma


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