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Styrbjörn. Il Grande Vichingo

styrbjörnTitolo originale: Styrbjörn. The Strong
Autori: E. R. Eddison
Genere: Storico
Anno di pubblicazione: 2020
Titolo in Italia: Styrbjörn. Il Grande Vichingo
Anno di pubblicazione ITA: 2020
Traduzione di: Ivan Pagliaro
Pagine: 192

 – Ho ricevuto una copia di questo libro –

recensione a cura di
Jack Aubrey

Questa è la saga di Styrbjörn il forte, amato da Odino, assoggettatore di regni, re non incoronato dell’Uppland.

Orfano del padre (re Olaf), fu affidato al conte Wolf dallo zio (re Eric), per crescerlo come legittimo erede al trono.

Styrbjörn è soltanto un  ragazzo quando uccide un uomo e i continui problemi con i contadini costringono Re Eric a mandare in esilio il figlio adottivo per tre anni.

Styrbjörn parte con la flotta fornitagli dallo zio per trovare Jomsborg, la mitica città-fortezza vichinga, che dopo una breve ma sanguinosa battaglia, si allea col il nostro principe.

Dopo numerose guerre, affianco ai vichinghi di Jomsborg, Styrbjörn ha forgiato la sua fortuna, ma soprattutto si è ammantato di un alone di leggenda come guerriero indomito, capo coscienzioso e come assoggettatore di regni e tribù, c’è solo un oggetto che manca alla sua collezione: il regno di suo padre.

Nella sua trepidante impazienza compie un atto sconsiderato, che potrebbe non solo minare la sua leggenda, ma avere un esito infausto sulla sua vita; infatti torna dall’esilio anticipatamente, preoccupando lo zio e il suo popolo.

Riuscirà Styrbjörn ha reclamare il trono, prima di venire accolto alla tavola e alla presenza del padre di tutti?

Possiamo classificare il racconto come “moderno”, ma presenta l’anima di una saga storica.

Infatti presenta tutte le caratteriste di una saga epica e antica: eroi, pericoli, razzie, conquiste e battaglie sanguinose si susseguono nella cornice storica degli avvenimenti.

Infatti Eddison (per i personaggi principali) si ispira a persone realmente esistite, casi documentati e presenze in alcune altre saghe ci rivelano le loro presenze nel periodo storico, mentre molti dei personaggi secondari nascono dalla sua fantasia.

Tutte le figure sono ampliamente descritte sia fisicamente che caratterialmente; l’autore ci fa immergere nelle tribolazioni (più numerose delle fortune) dei personaggi sia immaginari che reali.

L’ambientazione pecca per non fornire molti dettagli, anche se tutti noi possiamo agilmente immaginarci nelle tundre scandinave o a bordo di Drakkar intenti a saccheggiare un villaggio.

La trama è molto lineare, alcune volte cade nell’ovvio, rendendo difficile il proseguire nella storia, comunque è un’avventura abbastanza scorrevole, con piccoli rallentamenti, che compromettono la fluidità.

Il libro è consigliato a chi già ha letto altre saghe e abbia voglia di provarne una “più nuova”, senza la perdere gli elementi principali delle avventure nordiche.

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